21 Maggio 2020

Coronavirus, un’estate per ricchi

Fabio Insenga

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La retorica del virus democratico è durata lo spazio di poche settimane. Una volta archiviata, insieme al normale decorso che ha scandito la quarantena di personaggi pubblici colpiti dal Coronavirus, ha lasciato una netta distinzione fra chi può sostanzialmente riprendere la vita precedente e chi non sa come inventarsene un’altra.

 

Garantiti e non garantiti escono dall’emergenza con un bilancio dei danni profondamente diverso.

 

Chi ha continuato a guadagnare ha subito il disagio di due mesi in libertà vigilata ma ora è pronto a progettare e vivere una nuova fase. Chi ha perso denaro, che sia per il mancato incasso di un’attività o per uno stipendio che non c’è più, deve soprattutto pensare a come ripartire, a quale percorso assistito provare ad accedere. A come ritrovare una sussistenza stabile. Poi ci sono i nuovi e i vecchi poveri, che l’ennesima crisi ha reso ancora più vulnerabili.

 

Su tutto questo grava la gigantesca incognita del mercato del lavoro. Già sotto pressione, potrebbe fra qualche mese implodere se la crisi economica dovesse tramutarsi in una recessione strutturale, con una rapida contrazione dei posti di lavoro.

 

La tanto invocata nuova normalità passa per un’estate che sarà scandita dalle prescrizioni di una fase 2 nata con la cautela della logica sanitaria e presto ammorbidita dal prevalere delle logiche economiche.

 

Restano le norme previste per il distanziamento sociale. Sono indispensabili ma hanno due effetti collaterali. Riducono o azzerano la redditività di tante attività produttive, dai ristoranti ai B&B, dalle discoteche agli stabilimenti balneari. Rendono le vacanze una prospettiva per pochi. Accedere ai posti riservati, gestire la logica del numero chiuso, vuol dire anche far diventare spiagge e attrazioni turistiche luoghi esclusivi, raggiungibili solo da chi ha disponibilità economica. Perché quando la domanda supera di molto l’offerta, è inevitabile che i prezzi siano alti. E se tutto quello che è libero e gratuito viene interdetto perché non controllabile, sarà inevitabile vivere un’estate per ricchi, con il fastidioso concetto del distanziamento sociale che si traduce in un distanziamento di classe.

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