Advertisement

17 Agosto 2020

Banche, le tre nuove sfide secondo McKinsey

Fortune

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp

Le banche si trovano ad affrontare tre nuove sfide: le pressioni sui ricavi e sui profitti derivanti dalle incertezze causate dalla crisi di COVID-19, l’accelerazione della domanda di servizi digitali da parte dei clienti e il passaggio al lavoro a distanza. È quanto emerge dal nuovo report di McKinsey dal titolo “The future of private banking in Europe: Preparing for accelerated change”, che analizza l’andamento del comparto Private Banking in Europa nel 2019 e nel primo trimestre del 2020.

 

Per far fronte a queste sfide, le banche private europee devono rapidamente ripensare il servizio offerto ai clienti e fornire loro un’esperienza unica grazie alla tecnologia; riconfigurare il modello operativo; e introdurre uno scopo sociale nelle loro scelte di business.

 

Il report delinea le priorità strategiche per le banche private: in primo luogo, i dirigenti dovrebbero riconoscere la necessità di accelerare la trasformazione se vogliono prosperare, o addirittura sopravvivere, nel panorama post-pandemico; per far fronte alle potenziali perturbazioni e alle sfide alla redditività, le banche dovranno porsi obiettivi chiari e ambiziosi per il loro futuro nella nuova normalità e aumentare concretamente il ritmo di esecuzione; le banche dovranno anche azzerare la loro base di costi per incentivare futuri investimenti in nuove competenze, investire per massimizzare la produttività e stimolare la crescita dei ricavi; parallelamente, la costruzione di una cultura del miglioramento continuo è fondamentale, dato il ritmo della trasformazione nel settore del private banking nei prossimi anni; dovranno inoltre rimanere flessibili, date le incognite che circondano lo sviluppo dell’attuale crisi.

 

L’analisi parte ovviamente dai risultati. Quelli del 2019 hanno confermato un trend decennale di compressione dei margini di profitto e dei ricavi, aumento dei costi più rapido dei ricavi e aumento del rapporto costi/ricavi (C/I). Dunque, nonostante l’ulteriore crescita degli asset under management (AUM) provenienti dai mercati in ascesa, i profitti sono diminuiti per il secondo anno consecutivo. I pool di profitti del private banking in Europa occidentale sono scesi dell’1,5% a 13,3 miliardi di euro per il 2019, rispetto ai 13,5 miliardi di euro dell’anno precedente. Allo stesso tempo, il margine di profitto aggregato è sceso al minimo storico in 12 anni, a 21 bps di AUM dai 22 bps nel 2018 (era 35 bps nel 2007).

 

Nel 2020 (primo trimestre) le private bank europee hanno avuto un inizio di “tenuta” rispetto ad un 2019 deludente, grazie ad una attività di trading in aumento mentre la crisi legata al Covid prendeva piede. Sebbene gli AUM siano scesi del 10% e i margini si siano ridotti in conseguenza dell’impatto della crisi sui mercati, i profitti delle banche sono aumentati del 7%, raggiungendo i 14 miliardi di Euro, pari ad un margine di 23 bps su base annua. I ricavi aggregati sono aumentati del 3% a 47 miliardi di Euro, con un margine di 76 bps; mentre i costi sono aumentati del 2% a 33 miliardi di Euro.

A portata di click

Acquista Fortune in formato digitale per leggere i nostri contenuti su qualsiasi dispositivo.

In ufficio o a casa tua

Abbonati per ricevere dove preferisci ogni nuova uscita della versione cartacea di Fortune.

Rimani aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere la migliore selezione degli articoli di Fortune.