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25 Agosto 2020

Anche gli alberghi possono diventare uffici per lo smart working

Fortune

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Che si chiami smart working, lavoro a distanza o telelavoro, l’esigenza di uno spazio lavorativo indipendente sta facendo nascere dinamiche che sarebbero sembrate quasi incomprensibili prima che la pandemia di Covid spingesse i lavoratori a cercare scrivanie lontano dal proprio ufficio. Tra queste dinamiche, ora, c’è quella che coinvolge gli alberghi. Gli hotel sono stati ripensati come spazi utili per il lavoro agile da DayBreakhotels.com, startup nata nel 2014 per rendere disponibili anche di giorno stanze e servizi di hotel di lusso in 16 paesi nel mondo.

 

Già all’epoca della sua nascita DayBreakHotels.com puntava a massimizzare l’uso delle stanze e dei servizi, rendendole accessibili non solo per il pernottamento e non solo per i turisti ma anche di giorno e per i residenti delle città o per chi viaggia in giornata sia per lavoro o che per vacanza (e dopo il successo italiano, il servizio è stato lanciato in 16 paesi esteri tra cui USA, UK, Francia, Spagna, Germania ed Emirati Arabi). Con l’emergenza Coronavirus, la startup ha puntato nella stessa direzione. Il mondo degli hotel è in una crisi senza precedenti che solo in Italia ha evidenziato perdite di 100 milioni di euro al mese – come ha riferito il presidente di Federalberghi Roma, Giuseppe Roscioli – con molte strutture rimaste chiuse e con le altre che ancora fanno fatica a ripartire. Per far fronte a questa crisi e aiutare lavoratori e aziende a rispettare le nuove norme anti-Covid, DayBreakHotels.com ha deciso di trasformare l’hotel in un luogo di lavoro agile.

 

Anziché lavorare da casa, le persone potranno ricreare il loro ambiente lavorativo in una stanza d’hotel: camera con scrivania e wi-fi, zone business perfette per riunioni e conference call, senza dimenticare gli alti standard di igiene e rispetto di protocolli di sanificazione, con la possibilità di fare un break sfruttando i servizi degli hotel, come palestra, piscina, giardini e ristoranti. Gli hotel diventano così una valida alternativa al lavoro da casa, che in alcuni casi può diventare troppo caotico da gestire e poco efficiente, e a quello in ufficio, per molti ancora impraticabile o legato a spostamenti lunghi con mezzi pubblici o comunque meno sicuri dal punto di vista sanitario.

 

“DayBreakHotels nasce da una sfida: rivoluzionare il concetto dell’hotel, rendendolo uno spazio liquido in grado di trasformarsi in ciò di cui il cliente ha bisogno e sfruttando così tutto ciò che queste strutture hanno da offrire: pensiamo a piscine, sale meeting, spa e ristoranti per a una clientela che non va in hotel solo per pernottare”, dice Simon Botto, CEO di DayBreakHotels.com. “Oggi la nostra visione ci permette di aiutare sia le strutture partner, per alcune delle quali siamo attualmente il principale canale distributivo, sia le molte società con cui collaboriamo, interessate ad offrire ai loro dipendenti la possibilità di usare i nostri hotel per il loro smart working. Innovare generando nuovo valore e assecondando i bisogni nascenti degli hotel e dei clienti è sempre stato il nostro obiettivo e lo è oggi più che mai”.

 

Sono più di 5000 le strutture affiliate a DayBreakHotels.com in Italia e nel mondo. Le camere e gli appartamenti sono prenotabili per lo smart working per 1 giorno, dalle 8 alle 20, una settimana lavorativa o addirittura 1 mese.

 

 

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