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4 Settembre 2020

Il Mit avvia il rinnovo dei presidenti delle Autorità portuali

Morena Pivetti

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Il 27 agosto la Ministra delle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli, ha dato il calcio di inizio alla partita del rinnovo della quasi totalità dei vertici delle Autorità portuali italiane. Ben 13 presidenti su 16 sono in scadenza di mandato, tutti tranne i titolari di Palermo, Messina e Sardegna e tutti nominati quattro anni fa dall’allora ministro Graziano Delrio a valle dell’approvazione della riforma portuale. 

 

Un’ondata massiccia di nomine, quella che nei prossimi mesi investirà le banchine italiane, che potrebbe teoricamente cambiare radicalmente il quadro delle presidenze di enti che gestiscono i nodi strategici della blue economy e della logistica italiana, da cui transita la gran parte delle merci in import e export. Nomine su cui la ministra De Micheli dovrà trovare l’accordo con i Presidenti delle Regioni interessate e sentire le Commissioni parlamentari. Nel lungo elenco delle Autorità da rinnovare compaiono tutti i principali porti italiani, sul Tirreno da Genova-Savona e La Spezia a Livorno, Civitavecchia e Napoli, sull’Adriatico da Trieste e Venezia a Ravenna, Ancona, Bari e Brindisi e poi Taranto, Gioia Tauro a Agusta-Catania. È probabile che la gran parte dei presidenti si candidi a una riconferma, visto che per molti di loro era la prima nomina. Per alcuni – un esempio su tutti è Zeno D’Agostino a Trieste, ma non solo – è davvero difficile immaginare un avvicendamento, anche se non va sottovalutato il ruolo dei Presidenti di Regione, vecchi e nuovi.

 

“Solo i profili con le carte in regola potranno partecipare e questo pone i presidenti uscenti in una situazione di vantaggio – ha dichiarato il presidente di Assoporti, Daniele Rossi -. Abbiamo acquisito notevole esperienza nella guida di un ente complesso come quello che governa i porti italiani”. Secondo Rossi, che ripresenterà la candidatura, “la continuità ha un valore: tutti i presidenti hanno voglia di concludere i progetti che hanno messo in campo, quattro anni non bastano”. Nella nota pubblicata sul sito del Mit si legge come, secondo la norma vigente – articolo 8 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, come sostituito dall’articolo 10 del dl 4 agosto 2016, n. 169 – “Il Presidente è scelto fra cittadini dei Paesi Membri dell’Unione europea, aventi comprovata esperienza e qualificazione professionale nei settori dell’economia e dei trasporti”. La ministra ha scelto di procedere con la richiesta di manifestazioni d’interesse da parte di coloro che si candidano a ricoprire il ruolo, che devono inviare il loro curriculum vitae, compilato secondo il modello di Cv europeo, specificando esperienze e qualificazioni professionali. I candidati dovranno poi indicare a quale Autorità, anche più di una, intendano concorrere.

 

La nota precisa che non si tratta di un “concorso”, che non è prevista alcuna procedura selettiva, che non verrà redatta alcuna graduatoria, né sarà reso pubblico l’elenco di coloro che avranno presentato il curriculum: l’avviso è stato pubblicato solo per raccogliere le manifestazioni d’interesse.      

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