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14 Ottobre 2020

Coronavirus, numeri record ma vanno letti bene

Fabio Insenga

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Nelle ultime 24 ore sono stati 7.332 (ieri erano stati 5.901) i nuovi contagiati dal Coronavirus. È un record assoluto nella contabilità quotidiana della diffusione dell’epidemia. Il dato più alto prima di oggi si era registrato il 21 marzo, con 6.557 casi in 24 ore. Numeri impressionanti. Che però vanno letti con attenzione. Senza nessuna intenzione di ridimensionare la portata di quello che sta succedendo ma proprio per capire l’evoluzione dell’emergenza sanitaria.

 

Primo, va considerato il numero di tamponi effettuati: 152.196 oggi, 26.336 il 21 marzo. Si fanno molti più tamponi, anche se sono comunque sempre troppo pochi. Secondo, i ricoveri in terapia intensiva: dopo i 62 nuovi ricoveri in terapia intensiva toccati ieri, oggi sono 25 i nuovi pazienti in rianimazione. Il totale in Italia è ora di 539 persone in terapia intensiva, e 5.470 ricoverati con sintomi. Dati, questi, che non descrivono una situazione di particolare criticità negli ospedali italiani a causa del Coronavirus.

 

C’è però un altro fattore da considerare. La crescita esponenziale dei contagi, a metà ottobre, fa prefigurare un incremento difficilmente gestibile nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. È per questo che sono arrivate le prime misure restrittive ed è per questo che ne potrebbero arrivare altre se la situazione dovesse peggiorare ancora.

 

Il problema, oggi e domani, sarà continuare ad agire per contenere la diffusione dell’epidemia senza compromettere definitivamente le possibilità di ripresa dell’economia e senza comprimere in maniera insostenibile le libertà personali e gli spazi di aggregazione sociale. I margini di azione sono limitati e la determinazione a evitare un lockdown generalizzato deve fare i conti con l’aggravarsi della situazione. C’è un solo modo per tenerla sotto controllo: impedire che si torni a una situazione di sofferenza del sistema sanitario.

 

Oggi i dati dicono che siamo lontani dall’emergenza di marzo e aprile scorsi. Ma dicono anche che senza interventi mirati ed efficaci si torna lì, anche piuttosto rapidamente.

 

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