Resa al lockdown per manifesta incapacità (delle Regioni)

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Alla fine, presto, ci arrenderemo al lockdown generalizzato. Non perché sia la soluzione migliore ma perché sarà l’unica soluzione possibile.

 

Questa volta, il governo ha fatto la sua parte. Ha messo in piedi l’unico sistema possibile per tentare di salvare le aree del Paese con meno rischio e per concentrare le misure più stringenti in quelle a più alto rischio. Ha fatto delle scelte, privilegiando la scuola e quelle attività ritenute indispensabili per non fermare l’attività produttiva. Ha anche investito sulla responsabilità individuale, raccomandando e consigliando laddove era ancora possibile non vietare.

 

Il Governo ha fatto il tentativo che andava fatto. Ma le risposte che sono arrivate dal territorio non consentono di andare avanti a lungo. I dati preoccupano. La fotografia scattata dall’Iss è impietosa. Si conferma una situazione “complessivamente e diffusamente molto grave sull’intero territorio con criticità ormai evidenti in numerose Regioni”.

 

Proprio le responsabilità delle Regioni finiranno per orientare verso una decisione nazionale. Questa notte il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato l’ordinanza che prevede il passaggio in zona arancione di cinque regioni: Abruzzo, Basilicata, Liguria, Toscana e Umbria a partire da mercoledì 11 novembre.

 

Poi c’è il caso Campania. Tecnici delle ministero della Salute tentano da giorni di vederci un po’ più chiaro. Ma il quadro che emerge è desolante. Ci sono falle evidenti nella raccolta, nella gestione e nella trasmissione dei dati. Oggi si andrà avanti ma la strada è segnata. In giornata, arriverà un cambio di colore, da giallo ad arancione.

 

Quello che è successo in Calabria aggiunge l’altro tassello chiave del mosaico. È zona rossa per tutto quello che non si è fatto, negli anni e anche in questi mesi. Con lo scandalo dei commissari, vecchio e nuovo, ad aggiungere fango al fango. Non sono neanche i contagi il vero problema, è la tenuta di un sistema sanitario che, di fatto, non c’è.

 

Se, come sembra sempre più probabile, si tornerà al lockdown, sarà soprattutto per la manifesta incapacità delle Regioni di utilizzare i poteri che hanno.

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