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Garavaglia: adesso la priorità è mantenere aperte quante più aziende possibile

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Oggi abbiamo l’assoluta necessità di mantenere aperto il più alto numero di imprese possibile, perché la priorità assoluta è mantenere la base imponibile e i posti di lavoro, spiegava Massimo Garavaglia in questa intervista pubblicata sul nostro numero di febbraio, citando il celebre intervento di Mario Draghi sul Financial Times a inizio pandemia. Non poteva immaginare che alcune settimane più tardi proprio Draghi gli avrebbe affidato l’incarico di ministro del Turismo. La versione completa di questo articolo, a firma di Domenico Lusi, è disponibile sul numero di Fortune Italia di febbraio 2021.

 

IL PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA (Pnrr) da 209 mld di euro del governo è un progetto senza visione. E se le previsioni di crescita sono quelle annunciate – tre punti percentuali di Pil l’anno fino al 2026 – vuol dire che le scelte fatte vanno riviste, perché non efficaci. Non potrebbe essere più netto il giudizio sul Recovery Plan di Massimo Garavaglia, deputato della Lega, componente della commissione Bilancio della Camera, ex viceministro dell’Economia del primo governo Conte.

 

PER L’ESPONENTE della Lega c’è “un’enfasi eccessiva” sulla mobilità, con scelte a senso unico. “Siamo davvero sicuri che dobbiamo puntare tutto sulla macchina elettrica? Magari Toyota ha qualche ragione nel dire che non è la soluzione di tutti i mali e che bisogna ragionare anche sull’idrogeno”. Anche il discorso sulla transizione, per Garavaglia, pecca di ideologismo. “Noi siamo per la transizione dal fossile a nuove fonti di energia, ma questo vuol dire che mentre tendi a quell’obiettivo, all’inizio fai quello che è ancora possibile fare. Pensiamo davvero di fare andare i pullman e i tir a batteria? Finché non ci sarà un idrogeno che funziona al 100%, servirà il metano liquido, che permette di usare ancora il motore diesel che, guarda caso, è prodotto in massima parte nel Nord Italia”. Un piano con una visione, secondo il deputato, “dovrebbe contemperare proprio questo: arrivare a un obiettivo ottimo nel medio periodo mentre continui a rafforzare il tuo sistema produttivo. Qui l’impressione è che ti spari nei piedi per fare il fenomeno, ma nel frattempo gli altri continuano a correre e tu resti indietro”.

 

SERVONO POI INVESTIMENTI, a partire dalla sistemazione di “tutta la rete delle strade provinciali, che sono messe malissimo”. Un’opera utile, con “un effetto moltiplicatore notevole”, e che farebbe contenti anche “tutti quelli che dicono che la macchina elettrica è meglio di un diesel Euro 6 di ultima generazione”, sottolinea sarcastico: “Devi spingere sull’innovazione, come dice l’Europa, ma serve anche un po’ di sano pragmatismo, perché le macchine elettriche non volano”. Quanto ai 147 mld destinati a digitalizzazione, innovazione, rivoluzione verde, mobilità sostenibile e infrastrutture, Garavaglia prende atto che “sono scelte che ha preso l’Ue e da cui non ci si può discostare”, aggiungendo che “per come funzionano le cose in Italia questo è anche positivo, perché quando ci sono dei progetti europei hai anche dei controlli e non puoi fare grandi guai”. L’accento posto sui giovani attraverso il Next Generation EU, per l’esponente della Lega pecca invece di retorica. “Quello che si fa per i giovani dipende dalle scelte del governo, non da quello che dice l’Europa. Come disse Mario Draghi in quella bellissima intervista al Financial Times che tengo sul comodino, dovremmo avere la priorità assoluta di mantenere la base imponibile in una situazione di crisi come questa. Abbiamo l’assoluta necessità di tenere aperte più aziende possibili, di ogni tipo, di ogni dimensione, dal piccolo bar con un commesso alla grande azienda. Perché ogni azienda che chiude è una riduzione di base imponibile e di posti di lavoro. Quello che fai per i giovani dipende da quante aziende tieni in piedi. Il resto sono chiacchiere”.

 

La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di febbraio 2021. Ci si può abbonare al magazine mensile di Fortune Italia a questo link: potrete scegliere tra la versione cartacea, quella digitale oppure entrambe. Qui invece si possono acquistare i singoli numeri della rivista in versione digitale.

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