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Webex, Cisco lancia il traduttore in tempo reale

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La pandemia ha reso ovunque il telelavoro e la didattica a distanza una necessità. Attraverso la piattaforma Webex, che conta 600 milioni di utenti in tutto il mondo, Cisco è stata tra le aziende tech in prima fila nel consentire a imprese, scuole e pubbliche amministrazioni di continuare a essere operative anche nei mesi più difficili della crisi da Covid-19. “Penso che abbiamo fatto bene – dice Jeetu Patel, senior vice president e general manager Cisco Security & Applications Business Unit – il cambiamento è stato repentino, si è passati da una situazione in cui tutti lavoravano in ufficio a una in cui la maggior parte lavora da casa. In questi mesi le imprese hanno proseguito la loro attività e l’innovazione è andata avanti in modo ancora più veloce rispetto a prima, il volume di innovazione prodotta non è mai stato così elevato”.

Più interazione e inclusione, meno meeting

Per Patel, arrivato a Cisco ad agosto dello scorso anno, si sarebbe tuttavia potuto fare ancora meglio per rendere l’esperienza sulle piattaforme più interattiva e inclusiva. Dove il settore, “nel complesso, non ha fatto altrettanto bene – spiega – è sulla comunicazione spontanea, l’equivalente delle chiacchiere tra colleghi nella stanza del caffè. C’è poi l’aspetto della fatica: per la maggior parte dei lavori, le persone hanno scoperto che possono fare altrettanto bene da casa quello che facevano in ufficio, ma avvertono stanchezza. Otto, nove ore a fare meeting davanti al computer può diventare molto faticoso”. Per ovviare al problema, prosegue, occorre intervenire sulle piattaforme con nuove soluzioni utili a “ridurre la quantità di comunicazione sincrona e ad aumentare la quantità di comunicazione asincrona, in modo da non dover fare solo meeting dopo meeting, una cosa che diventa stancante per chi lavora da casa: per questo con la nostra piattaforma Webex include in un unico prodotto meeting, messaggistica, chiamate, comunicazione spontanea. L’obiettivo è fornire un’esperienza dieci volte migliore degli incontri di persona”. A tal fine, dice il manager, bisogna “rendere la comunicazione il più semplice possibile per tutti i team del mondo, senza distinzione di geografia, lingua, livello economico-sociale, professione e conoscenza della tecnologia. Per noi di Cisco creare un contesto comunicativo con opportunità uguali per tutti, indipendentemente da dove ti trovi, e accessibile a tutti, è una svolta fondamentale, una sfida esaltante rispetto a come immaginiamo il futuro”.

Real Time Translations, oltre le barriere linguistiche

Jeetu Patel parla via Webex dal suo ufficio di San Josè, California, in collegamento con un numero selezionato di testate per annunciare una delle novità con cui Cisco intende orientare il cambiamento nella direzione di una inclusione sempre più ampia. Il suo è un eloquio rapido, snocciola le parole a una velocità da record. Man mano che la conferenza va avanti, il ritmo accelera, sempre più incalzante, poi il colpo di teatro: “So che parlo molto veloce, se qualcuno ha problemi a seguirmi può premere il pulsante in basso a sinistra”. Una volta cliccato, su Webex si attiva la nuova funzionalità Real Time Translations. Mentre Patel parla, le sue parole in inglese scorrono trascritte in tempo reale. Cliccando di nuovo, è possibile tradurle, sempre in tempo reale, nella lingua selezionata. “Le funzionalità inclusive di Webex aiutano a creare un ambiente omogeneo per gli utenti, indipendentemente da fattori come la lingua o la collocazione geografica. Abilitare la funzionalità Real Time Translations è un altro passo verso un futuro inclusivo, e una componente importante per favorire una migliore comunicazione e collaborazione tra i team”, annuncia Patel, che aggiunge: “Le tecnologie IA giocano un ruolo chiave nel fornire collaborazione senza soluzione di continuità, modalità di lavoro ibrido e customer experience intelligenti”.

Stesse possibilità, per tutti

Eliminare le barriere linguistiche è un passo fondamentale per abilitare una forza lavoro realmente globale e ibrida, in grado di lavorare indifferentemente sia da casa che in ufficio, spiega Patel. Attraverso Real Time Translations, Cisco intende supportare le esigenze di una forza lavoro più che mai distribuita globalmente, “per garantire a tutti le stesse possibilità e lo stesso coinvolgimento, anche quando c’è un gruppo di persone riunite in presenza e alcune persone non riunite in presenza: dobbiamo fare in modo che l’interfaccia usato dagli utenti renda superfluo il dove si trovano per svolgere il loro lavoro”. La nuova funzione di traduzione in tempo reale, che amplia la library linguistica da 10 a oltre 100 lingue, fa sapere la società, sarà disponibile in anteprima a partire da questo mese, e sarà ordinabile e globalmente disponibile a maggio. Gli utenti possono creare la loro riunione Webex personalizzata, selezionando facilmente, oltre all’italiano e all’inglese, una qualsiasi delle lingue più comunemente usate, come arabo, francese, tedesco, giapponese, mandarino, russo e spagnolo, oltre a lingue più specifiche, dal turco allo zulu.

Attraverso la nuova funzionalità, sottolinea Patel, gli utenti avranno la possibilità di sentirsi ancora più partecipi e coinvolti nelle riunioni, avendo a disposizione la traduzione dall’inglese in oltre 100 lingue, che consentirà ai team di comunicare in modo più efficace tra loro, aprendo alle aziende nuove opportunità di creare una forza lavoro sempre più inclusiva e globale. “Pensate, ad esempio – illustra il manager – a quanto sia difficile per chi ha problemi uditivi partecipare a un meeting su una piattaforma: questa nuova funzionalità rende tutto molto più facile. La nostra mission a Cisco è potenziare un futuro inclusivo per tutti, e per poterlo fare occorre coinvolgere anche chi non parla l’inglese o non lo parla bene. Il fatto di poter neutralizzare questo fattore, è qualcosa di davvero potente”.

La potenza del machine learning

La nuova funzionalità, sottolinea Cisco, permette alle aziende di focalizzarsi sulla ricerca dei migliori talenti, indipendentemente dal luogo o dalla lingua madre. Senza trascurare la riduzione delle spese. Secondo un recente sondaggio condotto da Metrigy su un panel di 130 leader IT di piattaforme di meeting e 143 utenti finali, quasi il 24% partecipa a riunioni che includono persone di madrelingua non inglese e di queste, più della metà ha utilizzato servizi di terzi per tradurre le riunioni in altre lingue, con un costo di 172 dollari a riunione che l’integrazione di un assistente virtuale intelligente è in grado di azzerare. “Real Time Translations è tutto basato sul machine learning, che migliora con il tempo e funzionerà sempre meglio man mano che sempre più persone lo useranno”, dice Patel. Entro l’estate, oltre all’inglese, saranno disponibili 70 altre lingue per la traduzione e l’obiettivo è arrivare a 108. “Pensate questo cosa significa: abbiamo la possibilità di trasformare il mondo in un luogo più semplice ed egualitario, in cui ciascuno può parlare qualsiasi lingua e può stringere relazioni con chiunque altro. E questo è solo l’inizio. Siamo super-entusiasti di questa innovazione e siamo sicuri che aiuterà a creare nuove opportunità per le persone”.

Verso esperienze sempre più immersive

Real Time Translations, ricorda Patel, è frutto degli investimenti in intelligenza artificiale effettuati negli ultimi due anni da Cisco, un miliardo di dollari circa, che hanno portato l’azienda a sviluppare per Webex funzioni innovative quali, ad esempio, “la trascrizione della voce con sottotitoli, la rimozione delle voci di sottofondo, che permette alle persone di comunicare senza bisogno di un ufficio dedicato”, la possibilità di far apparire dietro di sé sfondi virtuali personalizzati e di esprimersi negli incontri con gesti e reazioni. Un’esperienza di cui, nel corso dell’incontro, viene fornita una dimostrazione: basta ad esempio fare il movimento del ‘pollice in su’, un applauso o un saluto con la mano, e l’intelligenza artificiale integrata riproduce il gesto con un’icona simile a un emoticon che appare sullo schermo, in modo che tutti possano vederlo.

“Se immagino cosa saranno le piattaforme di collaborazione fra cinque anni – dice il manager – penso che oltre che a vederci in video dobbiamo trovare altri modi di comunicare, come registrare una conversazione, condividerla con qualcun altro, fare in modo che possa essere condivisa anche tra persone che parlano lingue diverse, che tutti, anche i più chiusi, facciano sentire la loro voce, che tutti abbiano la possibilità di tirare fuori le idee migliori. Serve anche maggiore interazione. Si pensi ad esempio a cose come i gesti, se posso farli mentre parlo con le persone, la comunicazione diventa più interattiva e coinvolgente”.

Anche i layout video, prosegue, “cambieranno molto nel giro di pochi mesi, diventando più flessibili, a seconda delle esigenze degli utenti, mentre in futuro penso che il modo in cui ci interfacceremo non sarà solo quello a due dimensioni, sarà una realtà molto più immersiva, grazie a 3D, realtà virtuale e realtà aumentata. Inoltre la quantità di approfondimenti e analytics sarà sempre maggiore e la ricchezza di queste informazioni sarà infinitamente migliore, con approfondimenti customizzati destinati ai singoli utenti e alle persone che lavorano in team, il tutto sempre nel massimo rispetto della privacy”. Proprio la privacy, secondo Patel, diventerà sempre più un discrimine tra le diverse piattaforme. “In Cisco crediamo che la privacy sia un diritto umano fondamentale e questo influenza il modo in cui costruiamo i nostri prodotti. Altri ragionano invece partendo da un punto di vista diverso, che vede nell’utente un consumatore da cui acquisire dati per rivenderli a qualcun altro. In questo caso la privacy diventa un artefatto”.

Le conseguenze della pandemia

Di certo, secondo il senior vice president e general manager di Cisco, la pandemia ha cambiato per sempre il mondo del lavoro. “Prima avere una piattaforma di collaborazione era una cosa utile. Quello che vediamo ora è che sta diventando essenziale. Se non hai la tecnologia giusta, le persone non sono in grado di lavorare al loro meglio, e lo stesso vale per i clienti dell’azienda e la loro lealtà al brand. In prospettiva avere una piattaforma di collaborazione efficiente porta vantaggi non solo nei rapporti con il cliente: anche la quantità di fondi di venture capital che vanno alle startup è sempre più legata all’uso di queste piattaforme di collaborazione. Sono diventate una tecnologia fondamentale per il funzionamento delle aziende. Per molti lavoratori, se webex è down, l’azienda si ferma, è come l’ossigeno. Un tempo era un privilegio, oggi è essenziale”.

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