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Dal 15 ottobre gli statali tornano in ufficio

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Per dirla con le parole del ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, è finito il tempo dello “smart working all’italiana’. Almeno per i dipendenti statali. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha infatti firmato il dpcm in cui si stabilisce che dal 15 ottobre – stessa data in cui scatterà l’obbigo di green pass per tutti – la modalità ordinaria di lavoro per gli operatori publici tornerà a essere quella in presenza.

Si anticipa, dunque, il ritorno in ufficio rispetto alla data del 31 dicembre, giorno stabilito per la fine dello stato di emergenza e anche per l’applicazione del lavoro agile in deroga a quanto previsto dalla legge 81 del 2017.

Soddisfatto Brunetta che, anche attirandosi le critiche dei lavoratori e dei sindacati, ha più volte sottolineato come il lavoro da remoto – così com’è stato fatto finora – abbia portato in molti casi all’interruzione di pubblico servizio. “Si apre l’era di una nuova normalità e si completa – dice – il quadro avviato con l’estensione dell’obbligo di green pass a tutto il mondo del lavoro: dal 15 ottobre i dipendenti pubblici torneranno in presenza, e in sicurezza. Con successivo decreto ministeriale, fornirò apposite indicazioni operative affinché il rientro negli uffici sia rispettoso delle misure di contrasto al Covid-19 e coerente con la sostenibilità del sistema dei trasporti”.

Brunetta detta i tempi dei prossimi step. “Nel frattempo – osserva – sono in corso le trattative per i rinnovi dei contratti pubblici, che garantiranno, una volta concluse, una regolazione puntuale dello smart working. Entro il 31 gennaio 2022, inoltre, ogni amministrazione dovrà presentare il Piano integrato di attività e organizzazione, all’interno del quale confluirà il Pola per il lavoro agile”.

“Con le regole e con l’organizzazione – conclude – potrà finalmente decollare uno smart working vero, strutturato, ancorato a obiettivi e monitoraggio dei risultati, che faccia tesoro degli aspetti migliori dell’esperienza emergenziale e che assicuri l’efficienza dei servizi, essenziale per sostenere la ripresa del Paese, e la soddisfazione dei cittadini e delle imprese: il mio faro”.

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