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Draghi e Landini, un abbraccio che vale una scelta di campo

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Ci sono immagini che valgono più di tante analisi. L’abbraccio tra il premier Mario Draghi e il segretario generale della Cgil Maurizio Landini è la fotografia di una netta scelta di campo dello Stato. L’assalto di sabato scorso alla sede della Cgil, sotto la bandiera no green pass ma di chiara matrice neo-fascista per la regia dei leader di Forza Nuova, rappresenta evidentemente un salto di qualità nella tensione sociale che sta attraversando il Paese. E se simbolica è stata la scelta di colpire la sede del primo sindacato italiano, altrettanto simbolica è la visita ufficiale del Presidente del Consiglio, che ha scelto di manifestare non solo la propria vicinanza e la propria solidarietà, ma anche la stretta alleanza tra governo e sindacato nel ‘no’ alla violenza e a qualsiasi deriva anti-democratica.

“Il Presidente del Consiglio Draghi ha incontrato il segretario della Cgil nazionale Landini. Draghi: sindacati presidio di democrazia e dei diritti dei lavoratori; nessuna tolleranza contro intimidazioni ed episodi di violenza“, si legge in un tweet del profilo ufficiale di Palazzo Chigi.

“Ho ringraziato Draghi per la visita che ha un significato molto importante. Il presidente ha voluto segnalare la vicinanza dell’intero governo e delle istituzioni per evitare un passato che non vogliamo ritorni: un fatto non scontato ma particolarmente importante e significativo”, ha commentato Landini.

Un fatto non scontato, perché sia la forma sia la sostanza del gesto di Draghi vanno oltre il protocollo e la solidarietà formale. Un fatto significativo perché vuole testimoniare l’intenzione del premier di andare fino in fondo, con tutti gli strumenti a disposizione, sia nella direzione di una conferma della strategia legata al green pass obbligatorio e alla campagna vaccinale anti-Covid, indispensabili anche per sostenere la crescita economica, sia sul piano dell’ordine pubblico e del rispetto della legalità.

Sul primo fronte, si prospetta un dialogo stretto fra governo e sindacati. “Abbiamo discusso i temi aperti nel confronto con Cgil, Cisl e Uil e, nei prossimi giorni su varie materie dovrebbe definirsi un calendario di incontri”. Il riferimento è alla legge di bilancio, al fisco, al reddito di cittadinanza e agli investimenti del Pnrr.

Sul tema legalità, si apre il dibattito sulla richiesta di sciogliere le formazioni neo-fasciste. “Abbiamo fatto presente che nel corso della manifestazione dei sindacati ci sarà la richiesta precisa di un provvedimento per sciogliere le forze politiche che si richiamano al fascismo come prevede la Costituzione. Per noi è un provvedimento necessario. Draghi mi ha detto che ne discuteranno, è un tema che hanno presente”, ha riferito ancora il leader della Cgil. Evidente che su questo piano le fibrillazioni interne alla maggioranza che sostiene il governo Draghi, insieme alla prevedibile opposizione di Fdi, sono un tema che il premier dovrà tenere presente.

 

 

 

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