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Sequestro sito Forza Nuova, regole analogiche in era digitale

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La decisione dell’autorità giudiziaria di procedere con tempestività al sequestro del sito dell’organizzazione politica Forza Nuova rappresenta un elemento importante rispetto alla valutazione del ruolo che la comunicazione elettronica ha all’interno nel nostro sistema economico, politico e sociale.

Siamo abituati a valutare le azioni concrete e materiali che riguardano l’esercizio dell’azione di giustizia, come strettamente connesse ad attività di natura concreta e riferibili a specifici interventi su cose, oggetti, la cui materialità sia evidente.

In questo caso però l’azione si è concentrata nella dimensione del cyber spazio. Nel quale veniva esercitata un’azione di propaganda e apologia politica che, sulla base dei recenti accadimenti, viene ad essere considerata suscettibile di intervento preventivo ai fini di giustizia.

Non è l’unico caso. La tutela del diritto d’autore rappresenta l’elemento più rilevante rispetto al quale la chiusura di siti Internet viene stabilita con provvedimenti anche di natura amministrativa da parte dell’autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Oppure si pensi agli interventi che hanno visto la chiusura dei canali Telegram dove venivano distribuiti in modo illegale copie e riproduzioni dei quotidiani in edicola determinando un significativo danno nei confronti degli editori.

La vicenda del sito dell’organizzazione politica Forza Nuova è però uno dei primi casi che vede l’intervento preventivo volto a chiudere uno spazio nella rete nel quale si determina un rischio di apologia del fascismo in assenza al momento di determinazione finale da parte del giudice.

In qualche modo si definisce così ancora di più il parametro di valori in gioco che afferiscono alla sfera del web.

Valori economici, di natura relazionale e transazionale. Ed in questo caso anche con impatto penale.

È di qualche mese fa la creazione di opere d’arte presenti soltanto in rete e che sono state pagate attraverso la moneta virtuale del Bitcoin.

Insomma uno spazio economico e sociale che ora trova anche la sua consacrazione in una dimensione politica con risvolti patologici.

Un vero e proprio mondo virtuale che entra nel reale in termini pieni ed assoluti.

E se c’è una cosa che resta però assolutamente analogica è la pubblicazione del provvedimento di sequestro emesso della magistratura che altro non è che la fotografia di un documento stampato e rifotografato e messo sull’homepage.

La sintesi della riflessione è che di fronte a regole nuove e a nuove manifestazioni che sfociano nell’illegalità occorrerebbe forse potersi dotare di strumenti più consoni alla modernità dei tempi.

Una ulteriore sfida per il legislatore che, sempre più dovrà confrontarsi con fenomeni molto concreti negli effetti ma che troveranno sempre più fonte in azioni virtuali di cui strumenti di contrasto forse debbono essere ancora affinati.

 

 

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