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Bristol

QUESTIONE DA SPECIALISTI? Anche. Ma il mondo del welfare è fatto di trasversalità, quanto di verticalizzazioni. Vale per il welfare pubblico, ma ancora di più per quello privato, integrativo o sussidiato che dir si voglia. Ed è quest’ultimo, quello di cui ci occupiamo, e dentro il quale abbiamo voluto fare un primo elenco di “specialisti”, appunto.

GLI SPECIALISTI CI VOGLIONO, eccome: di previdenza complementare, di sanità integrativa, di questioni contrattuali, di diritto del lavoro, di fisco, di psicologia del lavoro, di architettura degli spazi… Potremmo continuare e non avremmo finito.

Ma tra gli specialisti non si possono non annoverare anche alcuni tra gli imprenditori che hanno intuito prima di altri la centralità delle risorse umane e che hanno investito in piani di welfare prima e più di altri. In questo elenco ci devono essere anche quegli imprenditori che hanno visto nei servizi di welfare un nuovo business. E quelli che si sono fatti attenti osservatori di questo mondo in rapida evoluzione. Uno di questi, Tiziano Treu, nel 2016, dopo la legge di Stabilità che contribuì non poco ad accelerare lo sviluppo del welfare aziendale, sintetizzò così: “Dal welfare aziendale dei pionieri stiamo passando al welfare aziendale di massa”.

UNA TRANSIZIONE ANCORA IN CORSO, ma palpabile. L’ultima edizione del Welfare Index Pmi promosso da Generali Italia ha riconosciuto 105 pmi “welfare champion”, secondo i raffinati parametri della ricerca che da sei anni monitora l’evoluzione del welfare aziendale in Italia e nelle imprese di piccole e medie dimensioni. Erano 22 il primo anno dell’indagine.

QUALCOSA STA CAMBIANDO, e crediamo che sia utile seguire e raccontare questa evoluzione. Anche attraverso l’indicazione dei protagonisti.

NE ABBIAMO INDIVIDUATI 100. Avrebbero potuto essere molti di più. Li abbiamo organizzati in cinque categorie, senza pretesa di essere scientifici. E senza l’ambizione di fare una classifica (almeno per ora). Si tratta di contenitori che in qualche caso rischiano di avere i bordi un po’ sfrangiati, sovrapposti a qualcuno dei contenitori contigui. A volte destinati a raccogliere soggetti che non sempre paiono somigliarsi tantissimo.

 

 

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CI SONO GLI IMPRENDITORI che possono fregiarsi del titolo di ‘campioni del welfare’. In questo contenitore abbiamo inserito una rappresentanza di imprenditori (prima che di imprese) che hanno visto prima e meglio di altri la scommessa nello sviluppo del welfare aziendale. Sia nel perimetro interno delle proprie aziende, sia come opportunità di nuovo mercato. Imprenditori che poco possono avere in comune, ma che hanno nella nuova visione del welfare aziendale un tratto condiviso.

CI SONO I MANAGER DELLE AZIENDE, per lo più di grandi dimensioni, che hanno favorito lo sviluppo del welfare aziendale all’interno, per i collaboratori e i dipendenti. Sono per lo più Hr manager, alcuni responsabili della funzione, alcuni ‘specialisti’ del welfare in senso stretto, all’interno della direzione Risorse umane.

E POI C’È IL CONTENITORE dei ‘welfare specialist’ delle imprese che si sono date la vocazione di produrre servizi di welfare: gli specialisti dei provider. Di questa tipologia di imprese c’è stato un censimento rigoroso, condotto dall’Università Cattolica di Milano.

Sono emerse un centinaio di imprese che possono definirsi “provider” di welfare aziendale. Abbiamo scelto una ventina di manager per altrettanti provider. Una selezione che si è affidata al criterio giornalistico che Indro Montanelli definiva il “naso”.

POI CI SONO I PROFESSIONISTI che, a diverso titolo, si occupano dei temi – tanti temi, tante verticalizzazioni possibili – sensibili per il welfare sussidiato. Avvocati del lavoro, psicologi, consulenti del lavoro, consulenti aziendali tout court, sempre che le loro aree di competenza incrocino le questioni legate all’organizzazione del lavoro e dei lavoratori. Infine, gli analisti, gli osservatori, gli studiosi del tema (dei temi). Quasi sempre professionisti o universitari che hanno messo sotto il vetrino del microscopio l’evoluzione e la trasformazione della protezione sociale e delle sue caratteristiche.

UNA CERTEZZA: sarà un elenco incompleto. Cento nomi sono tanti, ma sono anche pochi. Speriamo che si andrà integrando, con nuove scoperte e nuovi segni di trasformazione. E magari sarà un primo passo per compilare una classifica (o più classifiche) per mettere in fila i migliori ‘welfare specialist’ italiani, per dare indicazioni alle imprese, e per dare soddisfazione al merito di chi si è impegnato.

La versione completa della 100 Welfare Specialist è disponibile sul numero di Fortune Italia di ottobre 2021. Ci si può abbonare al magazine di Fortune Italia a questo link: potrete scegliere tra la versione cartacea, quella digitale oppure entrambe. Qui invece si possono acquistare i singoli numeri della rivista in versione digitale.