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Msc, Lufthansa e Ita Airways: la possibile rivoluzione dei cieli europei

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ita airways alitalia
Enel 2022

Ridare slancio ai voli intercontinentali, il segmento più remunerativo nel mercato del trasporto aereo. Rafforzare le attività cargo, anche in ottica intermodale, a partire dallo scalo di Malpensa. Mantenere una dose non irrilevante di ‘italianità’ nella nuova compagnia di bandiera. Sono i punti di forza che sembrano dare solidità, al momento – ma anche in prospettiva – alla manifestazione d’interesse avanzata da Msc-Lufthansa per una quota di maggioranza di Ita Airways, la società partecipata al 100% dal Mef che ha rilevato il ramo ‘aviation’ della vecchia Alitalia. Una operazione che, se dovesse andare avanti, potrebbe modificare lo scacchiere dei cieli europei e non solo.

Le prossime tappe, di qui a fine mese, sono fissate: la decisione del Mef sull’accoglimento o meno della manifestazione d’interesse dovrebbe essere presa nei prossimi giorni – compatibilmente con il quadro di incertezza connesso all’elezione del presidente della Repubblica; a seguire, in caso di via libera, scatterà l’apertura della data room che renderebbe visibili – in esclusiva per Msc-Lufthansa per un periodo di 90 giorni – i dati e le informazioni relative alla società partecipata dal Tesoro. Il 31 gennaio, invece, è previsto il Cda di Ita che presenterà il nuovo piano industriale, con tutti i ‘numeri’ sulla società, a partire dal suo valore economico.

Trapela in modo chiaro, intanto – sin dalla nota che ha annunciato, lo scorso 24 gennaio, la ricezione della manifestazione d’interesse – la soddisfazione da parte della società guidata dal presidente Alfredo Altavilla, soprattutto in riferimento al fatto di aver portato al tavolo due colossi come Lufthansa, compagnia leader a livello europeo sul fronte passeggeri, e tra le primissime a livello globale, e un gigante del cargo come Msc – gruppo marittimo del settore spedizioni e logistica, numero due al mondo in termini di capacità merci – attivo anche sul versante  crocieristico.

Insomma, sottolineano i vertici di Ita, si tratta di potenziali partner “dal valore globale, sia dal punto di vista commerciale che finanziario”, i quali, peraltro, hanno già espresso la volontà di lasciare al Governo italiano una quota di minoranza, “ma non minima”, nella compagnia, preservando – almeno in parte – l’italianità del vettore.

Dal punto di vista del trasporto passeggeri, in particolare, la newco italiana potrebbe fare perno sulla forza del network di Lufthansa – prima aviolinea europea per numero di persone trasportate – e le sue compagnie satellite. Ita potrebbe inoltre accelerare in modo deciso sui voli intercontinentali, i più remunerativi per una compagnia aerea tradizionale, sfruttando un doppio binario: quello delle tratte transoceaniche di Lufthansa – a sua volta interessata alla tradizionale predisposizione della compagnia italiana ai collegamenti (in particolare da Milano) con Africa e Sud America (Brasile in primis) – e quello connesso alle rotte crocieristiche di Msc. In più la compagnia di bandiera tedesca darebbe ad Ita accesso ad una centrale unica per gli acquisti (ricambi, carburante, aerei), consentendole un’ottimizzazione dei costi.

Altro asset di forte appeal – e ad elevato profitto – in cui rafforzarsi, sarebbe per Ita il settore cargo, dove potrebbe innestarsi sulle rotte merci solcate da Msc, a sua volta interessata a puntare su un’ottica sempre più intermodale: in questo campo rientra anche il destino di Malpensa, scalo milanese che potenzierebbe il proprio ruolo strategico per le merci, affiancandosi, nella strategia del vettore italiano, a Fiumicino e Linate sul fronte passeggeri. Un passaggio che – non nasconde la stessa Ita – avrebbe un grande valore aggiunto per l’intero sistema Paese.

La palla passa ora al Mef, che dovrà esprimersi, insieme al Cda di Ita, sulla manifestazione d’interesse. Un via libera da parte dell’esecutivo aprirebbe a Msc e Lufthansa la possibilità di accedere – in esclusiva per tre mesi (90 giorni) – alla data room del vettore italiano. E sancirebbe, quindi, l’avvio della due diligence in cui saranno esaminati tutti i dati e le informazioni aziendali riservate. È qui che si giocherà la partita decisiva.

I dati economici, al momento, non sono noti, in attesa che il prossimo 31 gennaio sia presentato ufficialmente il nuovo piano industriale. Nelle linee del piano 2021-25 approvate lo scorso luglio si prevedeva, intanto, “un fatturato che nel 2025 raggiungerà 3,32 mld di euro, con un risultato economico (Ebit) di 209 mln di euro e un pareggio operativo da realizzarsi entro il terzo trimestre 2023”. In audizione alla Camera dei Deputati, lo scorso 12 gennaio, i vertici di Ita hanno rivelato come i ricavi 2021 siano stati “il 50% in meno rispetto al piano industriale”. La causa indicata è la pandemia ma c’è anche la mancata vittoria del bando della Sardegna.

Il futuro di Ita Airways e le conseguenze per i cieli europei

La mossa del Gruppo Msc e di Lufthansa, in ogni caso, potrebbe cambiare gli equilibri nello scacchiere dei cieli europei. La vecchia Alitalia, infatti, ha gravitato – almeno negli ultimi venticinque anni – nell’orbita di Air France-Klm e dei suoi alleati, ed è proprio la compagnia francese (di cui è azionista anche l’americana Delta) il soggetto potenzialmente più accreditato a presentare una controproposta, palesando l’interesse ad acquisire una partecipazione nella compagnia area nata dalle ceneri di Alitalia.

Cosa che finora, tuttavia, non ha fatto, come ha precisato all’agenzia Adnkronos lo stesso gruppo franco-olandese, che avrebbe peraltro le ‘mani legate’ in termini di acquisizioni per non aver ancora rimborsato – a differenza di Lufthansa, che si è liberata da tale vincolo – almeno il 75% degli aiuti di Stato percepiti per far forte alla crisi connessa all’emergenza Covid19.

Ita Airways è (ri)entrata da fine ottobre nell’alleanza SkyTeam (in cui la vecchia Alitalia era presente dal 2001), chiudendo a dicembre gli accordi di codesharing con i principali partner, tra cui Air France, Klm, Delta.

L’accordo, tuttavia, ha la durata di un solo anno, con il vettore italiano che può uscire senza pagare penali e senza particolari vincoli di preavviso. L’approdo, infatti, nel caso avesse successo la proposta di Msc-Lufthansa, sarebbe Star Alliance.

Prosegue, intanto, il rafforzamento delle attività da parte di Ita Airways. Sempre in base alle linee programmatiche del piano industriale illustrate la scorsa estate, e che dovranno essere confermate dal documento in uscita entro fine gennaio – il vettore dovrebbe potenziare la propria flotta entro il 2022, passando a 52 a 78 aeromobili.

In rampa di lancio ci sono diverse nuove destinazioni intercontinentali: all’attuale unico volo Roma-New York, operato per tre giorni alla settimana, si aggiungeranno – da marzo – nuove tratte per Boston, Miami, Los Angeles, ma anche Tokyo, San Paolo e Buenos Aires.

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