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GoStudent, l’unicorno da 3 mld che punta sugli studenti italiani

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Sono partiti da un contatto Whatsapp pubblicato su Facebook, una chat di aiuto per studenti in difficoltà con i compiti, nel 2016. Nel 2022, si ritrovano per le mani GoStudent, un unicorno da più di 3 mld di dollari, la più grande azienda per valutazione del settore Edtech k-12 (cioè focalizzata sui gradi di istruzione fino alle scuole superiori) in Europa. Ora i due fondatori Felix Ohswald (CEO) e Gregor Müller (COO) dicono che è arrivato il momento di consolidare le attività nei mercati dove ci sono più potenzialità per la crescita del business delle ripetizioni a distanza e dell’educazione tecnologica, esploso durante la pandemia. L’Italia è uno di quei mercati, ed è per questo che nel prossimo anno la squadra di GoStudent raddoppierà.

“Nei prossimi anni vogliamo rafforzare i mercati in cui siamo, in particolare il mercato italiano, dove c’è molto potenziale per innovare”, dicono a Fortune Italia i due co-fondatori nella nuova sede milanese della scale-up. GoStudent ha di recente stabilito il proprio quartier generale italiano presso The Angle, edificio in tardo stile Liberty a due passi da piazza Missori, a Milano. Visitare la nuova sede, per i giovani fondatori, è stata anche l’occasione per conoscere i ragazzi già all’opera: sono già 100 (il 70% sotto i 30 anni, il 60% donne, il 15% stranieri), tra Customer success manager, Customer care manager, Tutor success manager, contando anche i profili che lavorano al 100% da remoto, come quelli parte del settore vendite.

La scommessa sull’Italia

Ora l’obiettivo è superare le 100 nuove assunzioni nel 2022 e raddoppiare il team, superando i 200 collaboratori entro il prossimo dicembre. Mentre mostra gli spazi di lavoro (e di svago) che costituiscono i due piani di The Angle scelti da GoStudent (terrazza panoramica compresa) il Country Manager Italia, Ricardo Reinoso, sottolinea che ci sarà presto un’altra sede (“stiamo cercando il luogo adatto a Roma”) e spiega come finora la crescita sia stata “esponenziale”. Il nuovo round di assunzioni è la “conferma del focus di GoStudent sul mercato italiano”, e della futura espansione nel Paese. “Nel 2022 vogliamo consolidarci ulteriormente in Italia, ampliare il nostro raggio d’azione e permettere a sempre più studenti, da ogni angolo della Penisola, di avere accesso ad un’istruzione di qualità grazie al nostro servizio di ripetizioni online”.

Le nuove posizioni sono principalmente rivolte a giovani professionisti, ma anche a neolaureati e a ragazzi e ragazze al primo impiego. I ruoli totalmente da remoto sono invece per candidati con già esperienza alle spalle. Reinoso spiega come una parte importante della valutazione passi dalle soft skills. Un criterio che ritorna anche quando vengono scelti i tutor della piattaforma, spiega Reinoso: attualmente sono 15mila (10 volte i 1500 dipendenti interni), distribuiti sui 22 mercati dove è presente la piattaforma, e soddisfano 1,5 milioni di sessioni di ripetizioni al mese. In Italia i tutor che fanno lezione online per GoStudent sono un migliaio. Parlare solo di sessioni è forse riduttivo: l’obiettivo è offrire un servizio su abbonamento a studenti e genitori, che così possono decidere di essere seguiti per un periodo di tempo lungo. Anche per tutto il percorso scolastico, abbattendo tra l’altro i costi, che in ogni caso non superano i 27 euro l’ora. Secondo Reinoso, a Milano un’ora di ripetizioni da un tutor privato può arrivare a costare 50 euro.

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Il quartier generale di GoStudent a Milano

La strategia

Dall’inizio, spiegano i due giovani fondatori austriaci, l’obiettivo è stato raggiungere più studenti possibile. E già, all’inizio, quando il team era composto da 6 o 7 persone, sapevano che per farlo sarebbe stato necessario raccogliere capitale. “Originalmente l’idea era costruire un servizio che fosse gratis, costruire una comunità di ragazzi, e una volta raggiunta la quota di milioni di utenti sulla piattaforma cominciare a monetizzare. Il problema di quel modello è che si ha bisogno di un sacco di capitale all’inizio per poter lanciare i servizi, costruire il prodotto e pagare i dipendenti, quindi in realtà dal primo momento in cui abbiamo lanciato il servizio su Whatsapp ci siamo detti ‘ok, abbiamo bisogno di trovare investitori che si fidino, che ci diano l’opportunità di costruire il prodotto e provare nuove cose”. E “costruire un prodotto è molto costoso”, dice Muller. “Quindi dovevamo coinvolgere qualcuno che credesse nel mercato che inseguivamo”.

I due giovanissimi fondatori (quando è nata GoStudent nel 2016 Ohswald aveva 21 anni, Muller 23) ricordano che all’inizio non è stato facile convincere gli investitori. Ma, anche grazie alla spinta della pandemia al settore dell’homeschooling, la raccolta di capitali non è decisamente più un problema. L’azienda ha ricevuto finanziamenti per più di 590 mln di euro da investitori internazionali, tra cui Prosus e SoftBank Vision Fund 2. L’ultimo round, di serie D, è stato da 300 mln. Nel 2021, GoStudent ha acquisito l’austriaca FoxEducation. Nel 2022 sono arrivate quelle di Tus Media Group (gruppo a cui appartengono i marketplace Letuelezioni.it e Classgap.com, presenti anche in Italia) e Seneca Learning (startup londinese). Tutte operazioni parte di una strategia integrale, dice Muller. “Quando compriamo vogliamo essere sicuri che ci sia un grande team, grandi prodotti, che abbiano la nostra stessa mentalità del voler cambiare l’educazione. Se vediamo che questo si verifica, e se c’è il giusto fit, allora ci sediamo e cerchiamo di capire quale sia la strategia da seguire”. Di solito le aziende acquisite “hanno già una buona strategia, ma noi le aiutiamo a eseguirla, e naturalmente ci focalizziamo su alcuni punti che ci permettono di creare qualcosa di nuovo”. Con FoxEducation ad esempio si sono create subito delle “sinergie, perché abbiamo dei prodotti che possono beneficiare dai loro servizi alle scuole, quindi è una buona combinazione”. E le società acquisite possono anche seguire la propria strategia di espansione. Foxeducation, spiega Ohswald, è già arrivata in Germania, dopo l’Austria, e ora punta anche all’Italia.

Nei progetti futuri, spiegano i due, avrà sicuramente un ruolo la realtà aumentata. “Lavoriamo su questo progetto con alcuni partner, e abbiamo creato un’unità chiamata GoStudent Future Labs. Dobbiamo capire gli use case migliori per i clienti”. Tra questi, “un’applicazione per l’insegnamento in virtual reality, magari in particolare su alcuni argomenti come l’anatomia umana. Abbiamo visto che essere con il tuo insegnante nella virtual reality e fare una lezione sulla Luna è simpatico all’inizio, ma non cambia molto il valore dell’esperienza. Ma su alcune materie particolari, come l’anatomia umana, c’è molto potenziale per la realtà virtuale già nel breve periodo”. E a livello societario invece? Anche nell’ottica di raccogliere capitali, GoStudent arriverà alla quotazione? Ohswald non la esclude. Ma ora, spiega mentre sfida Muller a biliardo nella sede GoStudent di Milano (“non sarebbe male anche un tavolo da ping pong, qui”), l’obiettivo è crescere ancora nei mercati dove ci sono gli indicatori migliori. Secondo l’imprenditore, che a 14 anni era già iscritto alla facoltà di matematica dell’Università di Vienna, e che fino qualche anno fa aiutava con i compiti i compagni del fratello minore, alla fase successiva “dobbiamo arrivare preparati”.

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Una foto dei fondatori di GoStudent Felix Ohswald (CEO, a sinistra) e Gregor Müller (COO, a destra) nella sede di Milano della scaleup – Foto Fortune Italia
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