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Piero Armenti: ‘Dopo la Grande Mela l’obiettivo è il mondo’

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Basta andare sulla pagina Instagram di Fortune Italia per ascoltare l’intervista integrale a Piero Armenti, l’imprenditore salernitano classe ’79 oggi a capo della più importante agenzia di viaggi italiana a New York con sede a Times Square.

Anche giornalista e scrittore (ha realizzato una guida sulla Grande Mela e due romanzi editi da Mondadori, ‘Una notte ho sognato New York’ e ‘Se Ami New York’), si definisce urban explorer e fa del viaggio la sua missione per conoscere il mondo, capirne i fabbisogni e offrirne servizi e soluzioni. A Fortune Italia ha dato un’anticipazione importante: prossima tappa del suo business Miami e, nel prossimo futuro, l’ambizione di organizzare viaggi in ogni città del mondo. ‘Il mio viaggio a New York’ è presente sui social con alcuni milioni di follower, e i suoi video solo su Facebook generano oltre 25 milioni di visualizzazioni al mese.

Quando ha capito che organizzare viaggi per italiani a New York potesse diventare un business?

New York ti fa sentire molto a tuo agio, a 30 anni condividevo l’idea italiana di un destino segnato. Dall’Italia decisi così di trasferirmi con tutto il mio entusiasmo dall’altra parte dell’Oceano, feci uno stage e continuai con l’avventura americana. Nel 2014 cominciai a raccontare Ny su Facebook e, da subito, mi resi conto che la gente mi chiedeva informazioni relative ai viaggi. Quindi vidi un potenziale per creare un tour operator. I social hanno fatto in modo che il mio marchio ‘Il mio viaggio a New York’ avesse una grande visibilità e un seguito di fan a livello nazionale. Siamo unici da questo punto di vista: nessuna agenzia a Ny ha occupato un posto così forte nell’immaginario italiano. Da dove è nata l’idea? Non bisogna inventarsi nulla, è il mercato che ti fa delle richieste e devi saperle ascoltare.

Nei suoi video lei cammina sempre. Stare con i piedi per terra e osservare per capire cosa c’è intorno, ascoltando storie e capendo bisogni e opportunità. Poi la svolta qual è stata?

Dal punto di vista imprenditoriale aver aperto l’ufficio a Times Square ha dato un prestigio incredibile. La gente pensa che i servizi online siano sufficienti che agiscano da remoto, ma la presenza fisica nel cuore della città più importante del mondo fa una differenza sostanziale. Costosissima come scelta, ma con un ritorno di immagine enorme, perché dà una sicurezza ‘fisica’ al cliente che l’online non può darti. E poi essere in linea con le nuove tendenze mi ha aiuto molto a saper comunicare la bellezza di questa metropoli.

Lei ha stimolato un desiderio prima di creare la sua impresa e lo ha poi colmato, facendo un processo esattamente inverso a quello tradizionale. La comunicazione prima di tutto.

Esattamente, prima ho creato la promozione e dopo il business. Nel 2014 esisteva solo Facebook, era il social che non aveva rivali. Avevo un pubblico e non ancora l’idea imprenditoriale. Il sogno di tutti: avere già i clienti prima ancora di iniziare. I social mi hanno dato questa possibilità in modo che tutto fosse invertito e facilitato.

New York è meritocratica, come lei ha sempre detto anche nei suoi romanzi. Ma in cambio cosa chiede?

Qui c’è una moneta di scambio che si chiama entusiasmo. Se ti dimostri entusiasta in questa città hai accesso ad ogni cosa e puoi fare conoscenze anche molto importanti che in Italia non faresti mai. Cosa ti chiede? Di nutrire sempre un pensiero positivo nelle cose, perché sei parte di una comunità e la tua predisposizione positiva sarà contagiosa. Devi però sopravvivere soprattutto all’inizio alla città più costosa e competitiva al mondo. Ovvero iniziare a vivere in una topaia, come è capitato anche a me. Ma c’è del fascino anche in quello: non c’è nulla di più bello che possa capitare ad un uomo che partire dal basso e crescere verso l’alto.

Cosa le ha lasciato il recente incontro che ha avuto con Joe Bastianich?

Riesce sempre a piazzare il colpo, ha appena aperto L’Antico Vinaio qui a Manhattan ed è già strapieno. Un grande imprenditore del cibo e dell’ospitalità. Grande presenza scenica, capacità di fare impresa e coltivare le passioni, come la sua nuova carriera da musicista. Insomma uno che si sa godere la vita.

Che tipo di progetti ha legati al suo business, oltre New York?

Ci allargheremo a Miami e ad altre città. Sto mettendo su un portale dove sarà possibile prenotare escursioni in tutto il mondo, anche nell’angolo più remoto. Un progetto che implica un grande investimento informatico e che sarà pronto nei prossimi mesi. Una piattaforma totalmente nuova. Ci sono poi in ballo altri progetti con dei fondi di investimento importanti di cui parleremo però più avanti.

 

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