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La crisi energetica non accenna a rientrare, e da più parti si indagano soluzioni che consentano ai cittadini di affrontare quello che già si annuncia come un “caldo inverno”. La Basilicata, in cui si trova il più grande giacimento petrolifero offshore d’Europa, potrebbe mettere in campo delle azioni straordinarie per calmierare i costi, grazie a un accordo con i gestori del giacimento, che sono Eni, Shell Italia e TotalEnergies.

L’intesa, sottoscritta lo scorso 15 giugno, è in attesa dell’approvazione definitiva del consiglio regionale. L’accordo prevede ‘misure compensative per la sostenibilità ambientale e lo sviluppo del territorio regionale’. Consentirà nei fatti di azzerare la spesa per il gas naturale, portando a un taglio effettivo di oltre il 50% del costo in bolletta per i residenti in Basilicata.
Il contributo gas al contatore prevede l’erogazione, a titolo gratuito, di 1.795.986 Mwh annui. L’accordo con i gestori, inoltre, garantisce un investimento in progetti di sviluppo sostenibile, pari a 190 mln in dieci anni. I concessionari si impegnano a corrispondere 1,05 euro per ogni barile estratto. È compresa una formula di garanzia che prevede il versamento di 0,80 centesimi, laddove il costo a barile sia inferiore ai 45 dollari – il limite oggettivo per il costo industriale dell’impianto estrattivo.
Rispetto al risparmio in bolletta garantito, verrà comunque impostato un limite che tenga conto dei consumi storici dei singoli contatori. La misura inoltre, si legge in una nota della Regione Basilicata, non riguarderà le imprese, perché questo costituirebbe aiuto di Stato.  Alle aziende saranno però destinati i 190 milioni di euro citati nell’accordo, a patto che queste siano in grado di presentare progetti di sviluppo sostenibile, come previsto dal testo di intesa.

Le  royalties
La produzione di idrocarburi rappresenta l’area di maggior specializzazione industriale del territorio lucano. La regione Basilicata ha incassato, in dieci anni, un totale di 1mlrd e 230mln di royalties, con un picco di 169mln di euro, registrato nel 2013 (fonte: elaborazione ThinkTank Basilicata, su dati del Ministero dello sviluppo economico). Per il dato in dettaglio, la Regione incassa annualmente l’85% del valore della produzione dell’anno precedente, a cui si aggiungono le quote destinate direttamente ai comuni lucani interessati dal processo estrattivo, pari al 15%. Banca d’Italia ha calcolato un totale di 110 mln di euro distribuiti in totale nel 2020, mentre la quota del 2021 subisce una diminuzione, attestandosi a circa 97mln di euro.
Il valore di produzione all’anno corrente, infatti, non influenza il calcolo delle royalties, che viene disciplinato dalla normativa contenuta negli articoli 19 e 20 del D.lgs 625/1996.

La situazione Italiana
Anche a livello nazionale sono allo studio diverse misure di contenimento dei costi. L’Arera – Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, ha previsto di aggiornare il metodo di calcolo dei costi del gas per le famiglie italiane in condizione di tutela. Si tratta di 7.3 mln di clienti domestici su 20,4mln, pari al 35,6%. A valere dal prossimo ‘anno termico’, cioè dal 1° ottobre 2022, l’aggiornamento dei costi passerà da trimestrale a mensile, con una maggiore possibilità di interagire con Parlamento e Governo, tavolo emergenziale e associazioni dei consumatori.
Le quotazioni a termine del mercato all’ingrosso non saranno più considerate, ma la media dei prezzi sarà realizzata sulla base dell’ingrosso PSV-punto di scambio virtuale- italiano. Il nuovo metodo, legato alla situazione di emergenza, sarà in vigore fino al termine della tutela gas, ad oggi previsto a gennaio 2023, termine che l’Autorità spera di poter allineare al fine tutela elettrico, in programma per gennaio 2024.

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