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Welfare, la gamification per migliorare lo stile di vita dei dipendenti

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La tutela della salute psicofisica dei dipendenti attraverso sfide e giochi a premi. Si chiama gamification la chiave per convincere quei lavoratori ai quali piace poco muoversi, combattere quindi il burnout – problema in rapido aumento e caratterizzato da uno squilibrio cronico tra le richieste di lavoro e le risorse lavorative – che incide anche sulla qualità delle prestazioni offerte in ufficio.

Una ricetta a base di health challenge con cui i lavoratori si sfidano tra loro, guadagnano punti, vincono premi e prendono parte ad iniziative di beneficenza: è quella con cui Healthy Virtuoso cerca di cambiare il welfare aziendale, proponendo una piattaforma per il miglioramento dello stile di vita dei dipendenti. Lanciata cinque anni fa sugli store Apple e Android (Play store), con dati che non sono mai condivisi con l’azienda, se non in forma aggregata, rispettando la privacy degli utilizzatori e della compliance aziendale.

Il programma: contapassi, challenge, yoga

Ora la piattaforma conta oltre 200mila download. Il tasso di adesione medio all’interno delle aziende al programma si aggira sul 40%, ovvero il quadruplo rispetto ad altri tipi di soluzioni utilizzate in passato per motivare il dipendente a sviluppare una serie di comportamenti salutari.

Dal contapassi alla meditazione, conferenze tematiche mensili, consulenze con nutrizionisti, proiezioni di video settimanali, attività meditative, dallo yoga al balance, un pacchetto di opzioni per i dipendenti per sviluppare la cura del proprio benessere.

Restano ancora da abbattere steccati, superare le perplessità delle aziende che devono investire sul wellbeing della forza lavoro e dei dipendenti stessi. Ma la pandemia da Covid-19 ha accelerato il processo, portando sia le aziende che i dipendenti a dare più attenzione alla tutela del corpo. I dati aggiornati di EpiCentro e Istat sono cristallini: la categoria dei sedentari, allergici sia allo sport che a una leggera attività fisica nel tempo libero, va oltre il 35%.

E c’è un’indagine (‘Addressing employee burnout’) condotta dal McKinsey Health Institute, secondo cui quattro direttori delle risorse umane su cinque reputano la salute psicologica dei dipendenti della propria organizzazione una priorità assoluta.

“Quella è la grande sfida, andare a intercettare l’interesse di chi è poco avvezzo alla cura del proprio fisico, in ufficio e fuori – spiega Andrea Severino, uno dei fondatori della piattaforma Healthy Virtuoso – Siamo partiti dal settore assicurativo, poi ci siamo resi conto che mancava attenzione nelle aziende sulla prevenzione primaria, su quei classici 10mila passi al giorno prescritti come panacea contro la mancanza di movimento. Il punto era scovare un modo per convincere i più ritrosi passo dopo passo, non passare da duemila a 10 mila passi, sennò non vieni seguito. Siamo partiti dall’intervista a 650 persone per capire la mancanza di motivazione, poi dal confronto con mille responsabili alle risorse umane. Ed è emerso che solo il 10% dei dipendenti vorrebbe fare attività fisica. Quindi, serviva una soluzione condivisa, partecipata, che toccasse diverse fasce d’età”.

La startup è nata a Cagliari dall’idea di Andrea Severino, esperto di assicurazioni ed healthcare, rientrato in Italia dopo diversi anni nel Regno Unito e Nicola Tardelli, figlio del noto ex calciatore Marco, già M&A Associate alla Elled Law Firm e docente alla Business School del Sole 24 ore.

Tra gli investitori ci sono anche calciatori in attività, come Matteo Caldara, difensore ex Milan, Atalanta e Venezia. I fondatori hanno puntato sulla definizione di un modello che incoraggiasse le aziende a prendersi cura dei propri dipendenti. Ecco come si è poi arrivati alla realizzazione di una piattaforma e un sistema (declinato in cinque lingue) strutturato in sette punti per le challenge, le sfide tra colleghi a base di concorsi a premi, sfide, motivazioni. L’elemento fondamentale è la presenza di una dashboard aggiornata in tempo reale con la quale i responsabili alle risorse umane possono misurare l’impatto dei programmi e monitorare i loro risultati.

Gioco e salute assieme sul posto di lavoro, benessere fisico e mentale finalizzato a innalzare l’autostima e la qualità delle prestazioni professionali: Healthy Virtuoso è partita a marzo 2021 e ora ha chiuso contratti per la vendita di programmi di welfare aziendale con circa 75 aziende. Sono state strette collaborazioni con colossi del ramo bancario – Mediobanca, Intesa San Paolo – e di quello farmaceutico. L’azienda sarda ha vinto il premio Marzotto come progetto più innovativo d’Italia (nel 2018) e poi anche insignita come migliore startup italiana a Dubai, selezionata tra le migliori 80 al mondo nel Gitex di Dubai.

Le cifre: 130 mila utenti utilizzatori, 115 miliardi di passi conteggiati, 71 mila chilometri percorsi e nove miliardi di ore di sonno. La piattaforma è cresciuta lo scorso anno del 400% rispetto al 2020, con un fatturato da quasi 500mila euro.

Le previsioni per il 2022 portano a un fatturato da 1,2-1,3 milioni di euro, con progetti di sviluppo in Europa, dove non esistono programmi di welfare aziendale con premialità basate sulla gamification. Per sostenere il progetto si è proceduto a una raccolta fondi: ottenuti 1,5 milioni di euro, con una parte arrivata da Cassa Depositi e Prestiti.

“Il nostro modello vuole portare le persone ad acquisire nuove abitudini di vita sul lungo periodo, la chiave per il successo della piattaforma e del programma in sette passaggi sta anche nei dati che riusciamo a comunicare all’azienda che si affida a noi – racconta il Ceo di Healthy Virtuoso – Possiamo indicare per esempio se una persona ha bisogno di camminare di più, oppure se ha bisogno di dormire di più. Così le aziende potranno poi lavorare su percorsi individuali per andare incontro alle esigenze dei dipendenti stessi”.

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