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Produzione audiovisiva, un settore in crescita. Il rapporto Apa presentato da Giancarlo Leone

La produzione audiovisiva italiana degli ultimi cinque anni è stata connotata da un’importante crescita economico-industriale, dovuta anche dall’aumento della domanda, al tax credit, oltre che ad importanti iniziative di finanza straordinaria.

Del resto, i numeri del settore parlano chiaro. Nell’ambito del Mercato internazionale audiovisivo (Mia), è stato presentato il 4° rapporto dell’associazione produttori audiovisivi (Apa), relativo alla produzione audiovisiva nazionale.

Emerge un dato interessante, che è quello relativo al numero di produzioni italiane che sono state acquistate all’estero. Si passa da 17 a 48 titoli, nel periodo che va dal 2017 e il 2021. Una crescita dovuta, da un lato, alla produzione e distribuzione dei titoli sulle piattaforme globali, e dall’altro a una maggiore capacità, dei titoli stessi, di trovare opportunità distributive sui mercati internazionali, il cui valore è di circa 100mln di euro, nel 2021. Il costo totale di produzione di contenuti originali video-televisivi, intesto come tv e video on demand, ha raggiunto nel 2021 il valore di circa 1.450mln di euro, registrando un +37% rispetto al 2017.

Le imprese del settore puntano ora a incrementare il ruolo creativo, autoriale ed editoriale, puntando a un’ulteriore crescita economica, che vedono concretizzarsi in prospettiva.

Ventiquattro su quarantotto titoli originali italiani che circolano all’estero sono stati prodotti per le global video platform. Fra il 2017 e il 2021 il numero dei titoli prodotti per la tv, che hanno poi avuto una distribuzione e circolazione estera, è passato da quindici a ventiquattro.

La crescita della domanda di serie e film di finzione per la tv e il video on demand, e l’espansione degli investimenti degli operatori delle piattaforme globali, hanno contribuito alla crescita del valore della produzione nei generi scripted, ispirati alla realtà.

Continua il consolidamento del settore tramite la moltiplicazione delle merger and acquisition, delle fusioni e acquisizioni che stanno interessando anche le imprese di piccola e media dimensione. Sono infatti 111.235 i lavoratori coinvolti nelle attività dell’audiovisivo. Considerando anche l’indotto, il settore coinvolge oltre 200 mila lavoratori in totale.

Nell’offerta di fiction 2021-2022, gli operatori consolidati della tv lineare, ovvero Rai, Sky e Mediaset, continuano ad avere un peso maggiore rispetto alla produzione originale italiana delle piattaforme, quali Netflix, Amazon Prime Video, Disney+, ma cresce sempre di più l’apporto degli streamer.

Quello delle produzioni audiovisive si attesta, quindi, come un settore in grande e costante crescita, stando al mero dato numerico. Bisogna però guardare con fiducia e capacità strategica al futuro.

Giancarlo Leone, presidente Apa – associazione produttori audiovisivi

E lo fa anche Giancarlo Leone, presidente di Apa, che ha presentato il rapporto, ed ha chiesto alle istituzioni che si possa “garantire una pianificazione stabile ed equa al credito di imposta, per i produttori di audiovisivo, per evitare casi come quello di quest’anno, dove il tax credit già stanziato per il 2022 non sia stato ancora reso disponibile alle imprese di produzioni, con ricadute negative per l’intera filiera di serie, film documentari, animazione”. Sarebbe anche utile, secondo Leone, una rapida “definizione dei regolamenti di competenza del Mic e del Mise per l’attuazione dei provvedimenti sugli obblighi di investimento dei fornitori di servizi media per i produttori indipendenti” oltre che poter contare su “risorse adeguate al servizio pubblico radiotelevisivo, affinché la Rai possa investire maggiormente nella produzione audiovisiva, e tornare a essere il volano del sistema”.

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