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Tech e licenziamenti, nessuno come Amazon: supera anche Meta

andy jassy amazon

Il tech continua a ridimensionarsi, anche con il nuovo anno. Se nel 2022 al comando della classifica del numero di ‘layoff’ del settore c’era la Meta di Mark Zuckerberg, ora l’annuncio autunnale della casa madre di Facebook è stato battuto da quello di inizio 2023 di un altro gigante tecnologico mondiale: Amazon ha annunciato che il suo piano di esuberi supererà le 18mila persone, un incremento sostanziale rispetto ai 10mila posti di lavoro da tagliare annunciati a novembre.

Le prime rivelazioni del Wall Street Journal parlavano di 17.000 esuberi, ma sul sito web del gruppo Amazon il Ceo Andy Jassy (nella foto in evidenza) ha poi dichiarato che prevede di tagliare poco più di 18.000 posti di lavoro, anche in Europa. Per il Gruppo si tratta della maggiore riduzione di personale nella storia (il 6% dei suoi 300mila ruoli corporate).

L’annuncio ufficiale è stato anticipato in seguito alla fuga di notizie sulla stampa, ha spiegato il Ceo, ma le comunicazioni con i dipendenti colpiti dalla decisione (e con i rappresentati dei dipendenti in Europa) inizieranno il 18 gennaio.

Ma l’annuncio mette anche Amazon in cima alla classifica dei licenziamenti del tech dall’inizio della pandemia, nel 2020, anno in cui un founder ha creato il sito di tracking di licenziamenti layoffs.fyi. Secondo il sito, nel 2022 nel tech ci sono stati più di 150mila tagli. Ormai, nella top 10 dei licenziamenti annunciati dal 2020, solo quelli di Booking e Uber risalgono all’inizio della pandemia: gli altri tagli record sono stati tutti annunciati tra 2022 e 2023, sempre secondo layoffs.fyi.

Ora il podio del post pandemia è occupato da Amazon al primo posto (sommando i 10mila esuberi di novembre con gli 8.000 di oggi), Meta al secondo, Salesforce al terzo. Anche quest’ultimo gigante del software ha, infatti, appena annunciato un grande taglio al personale da 8.000 lavoratori, il 10% della forza lavoro. Una quota ben diversa dal 50% annunciato lo scorso anno durante la neonata caotica gestione di Twitter da parte di Elon Musk. Essendo Twitter un’azienda più piccola, quel 50% ammonta a 3.700 dipendenti. Da Crypto.com nelle criptovalute (2.000 esuberi, -30%) a Cisco nell’hardware e software (4.100, -5%) il 2022, specialmente nei suoi ultimi mesi, si è dimostrato un brutto anno per i dipendenti di qualsiasi settore del tech. Il 2023, a quanto pare, non è da meno.

I motivi alla base dei licenziamenti di Salesforce, indicati dal Ceo Marc Benioff, sono probabilmente gli stessi che preoccupano i piani alti di qualsiasi grande azienda del tech: troppe assunzioni durante e dopo la pandemia, e lo spettro della recessione nel 2023. “Con l’accelerazione delle nostre entrate durante la pandemia, abbiamo assunto troppe persone che hanno portato alle difficoltà economiche che stiamo affrontando, e me ne assumo la responsabilità”, ha scritto Benioff.

Le parole di Jassy, scritte in una lettera ai dipendenti e poi pubblicate sul sito di Amazon, rimarcano il peso di incertezza economica e assunzioni eccessive durante la pandemia. Eccole:

“Come ho detto a novembre, come parte del nostro processo di pianificazione annuale per il 2023, i leader di tutta l’azienda hanno lavorato con i loro team e hanno esaminato i livelli della loro forza lavoro, gli investimenti che vogliono fare in futuro, dando priorità a ciò che conta di più per i clienti e la salute a lungo termine delle nostre attività. La revisione di quest’anno è stata più difficile, data l’incertezza economica e il fatto che abbiamo assunto rapidamente negli ultimi anni. A novembre, abbiamo comunicato la dura decisione di eliminare una serie di posizioni nei nostri business riguardanti Dispositivi e Libri, e abbiamo anche annunciato ‘voluntary reduction offer’ per alcuni dipendenti della nostra divisione People, Experience, and Technology (PXT). Avevo anche condiviso che non avevamo finito con il nostro processo di pianificazione annuale e che mi aspettavo che ci sarebbero state ulteriori riduzioni dei ruoli all’inizio del 2023”.

E così è stato, continua Jassy: “Tra le riduzioni apportate a novembre e quelle che condividiamo oggi, prevediamo di eliminare poco più di 18.000 ruoli”. Diversi team sono interessati, dice Jassy, ma buona parte dei tagli avverrà “nei nostri Amazon Store e nelle organizzazioni PXT”.

Jassy spiega che l’azienda sta lavorando per supportare chi sarà colpito dagli esuberi con indennità, “prestazioni di assicurazione sanitaria transitoria” e supporto per l’inserimento lavorativo “esterno”.

“In genere aspettiamo di comunicare questi risultati fino a quando non possiamo parlare con le persone direttamente interessate”, spiega Jassy. “Tuttavia, poiché uno dei nostri compagni di squadra ha fatto trapelare queste informazioni esternamente, abbiamo deciso che era meglio condividere queste notizie prima in modo che possiate ascoltare i dettagli direttamente da me. Intendiamo comunicare con i dipendenti interessati (oppure, ove necessario in Europa, con gli organismi di rappresentanza dei dipendenti) a partire dal 18 gennaio.

Il successore di Jeff Bezos alla guida di uno dei maggiori retailer (e fornitore di servizi web, con AWS) del mondo ha spiegato che Amazon ha già affrontato momenti di incertezza in passato, e continuerà a usare la sua creatività anche “in questo momento in cui non stiamo assumendo in modo espansivo ed eliminiamo alcuni ruoli. Le aziende che durano a lungo attraversano diverse fasi. Non si trovano in pesanti modalità di espansione del personale ogni anno”.

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