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Public Affairs, la ‘ricetta’ per la conquista dell’Europa

Domenico Palomba

Eccellenza e rapidità di risposta sono spesso la chiave di una crescita tumultuosa di giovani realtà imprenditoriali, ma è l’esperienza dei professionisti a rappresentare l’elemento che garantisce solidità a tali risultati. Domenico Palomba Managing Director & Partner di Pharmalex Italy, già MAPCOM Consulting, e con oltre 30 anni di esperienza nelle Relazioni Istituzionali, ci spiega la complessità dell’attività di Public Affairs nel settore del Pharma.Questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di febbraio 2023.

MAPCOM nel 2021 ha fatto registrare un importante aumento di fatturato, rispetto all’anno precedente, classificandosi terza nella classifica Fortune 2022. Risultato non banale per una società con 2 anni di attività.

MAPCOM Consulting nasce dall’acquisizione di Argon Healthcare Italia avvenuta nel febbraio 2021. È stata un’operazione non facile, siamo arrivati in piena pandemia, cercando di intercettare le nuove sfide che quel momento storico richiedeva. Abbiamo ampliato l’offerta di servizi di consulenza per il mondo Pharma e Life Science e rafforzato la consolidata expertise di Public Affairs integrandola con le competenze di media & PR, digital e Brand Communication. La trasformazione digitale si è ormai consolidata nell’approccio comunicativo del comparto industriale da cui provengono i nostri clienti, anche in ambito istituzionale, per cui continueremo a sviluppare progetti in linea con un trend sempre più social, creativo e digitale, con l’ambizione di fornire ai clienti una visione ‘olistica’, ma avendo sempre come driver il nostro approccio analitico e strategico tipicamente consulenziale.

 

La scelta di ‘specializzarsi’ in un unico settore è una ‘scelta di vita’ o solo la palestra in cui avete preparato il vostro futuro?

È una scelta che parte da una vocazione personale, che mi ha visto affrontare un percorso di sfide professionali nel corso degli ultimi 30 anni, dal mondo associativo, poi nel mondo industriale e successivamente in consulenza. Il nostro è un settore fatto prima di tutto di competenza ed esperienza sempre abbinate ad una buona dose di serietà e onestà intellettuale. Non mancano un sincero interesse verso le tematiche di salute ed un impegno personale nel contribuire, anche se in minima parte, a migliorare la salute della comunità. Il nostro modello di lavoro cerca di coniugare i bisogni dei nostri clienti con quelli del loro target finale, puntando sull’analisi del contesto esterno e sulla collaborazione in un’ottica di trasparenza e partnership tra i vari stakeholder: scienza, politica, mondo dell’industria e terzo settore. È proprio con il terzo settore che cerchiamo di creare la massima sinergia, siamo i loro partner, i loro portavoce, la loro cassa di risonanza. Il nostro ruolo è fondamentale per mediare tra i diversi mondi che compongono il complesso universo del Life Science, oggi non c’è progetto che possa prescindere dal coinvolgimento dell’advocacy, di questo principio siamo convinti difensori e fautori.

 

Le difficoltà di operare in un settore in cui la complessità regolatoria e i forti pregiudizi che ne condizionano la comunicazione, quanto sono servite per sviluppare un metodo vincente? Quanto hanno influito sul vostro modello di business?

Assistiamo ad una complessità regolatoria crescente nel tempo che riusciamo a governare grazie a competenze tecniche ed esperienza in un settore complicato e pieno di insidie. Essere attenti alle regole del settore (es. codice Farmindustria) e conoscere profondamente il sistema e la normativa di riferimento è un plus che solo professionisti con lunga e consolidata formazione in questo ambito possono vantare. Incorrere in errore per chi non conosce il mondo Pharma e Life Science è piuttosto comune, per fortuna in questo ambito viene ancora premiata la specializzazione, che in altri mondi della comunicazione si è persa da tempo.  Il pregiudizio è frutto della mancata conoscenza. In era Covid l’industria farmaceutica si è fatta conoscere, si è avvicinata al cittadino, è divenuta più umana e più solidale e ciò ha contribuito ad un cambio di percezione con ricadute positive sulla reputation del settore.

Il cambio di prospettiva, ha aiutato anche l’industria a capire che la scelta vincente è quella di fare un passo indietro per dare spazio alle terze voci, quella dei pazienti, dei medici, delle istituzioni.

Il nostro è un modello vincente perché grazie all’attività di advocacy emergono i bisogni dei pazienti, le battaglie per migliorare la loro salute, le proposte di soluzioni per il sistema, in pratica agiamo come business unit dell’azienda cliente ma proponiamo ai nostri interlocutori istituzionali solo soluzioni equilibrate e imparziali. Solo facendo convergere gli interessi di tutti gli stakeholder si arriva all’obiettivo.

 

A proposito di pregiudizi, dopo il Qatargate si è riaperto in Italia il dibattito sulla regolamentazione delle lobby. Qual è la sua posizione in merito?

Qatargate non è un caso di lobby ma di una vicenda di malaffare che coinvolge faccendieri e rappresentanti delle istituzioni. È importante fare un distinguo, altrimenti continueremo ad alimentare il preconcetto intorno alla serietà e affidabilità dei professionisti della lobby. Sono sempre stato un sostenitore di una chiara regolamentazione delle lobby che identifichi precisi paletti che limitino il fenomeno del ‘revolving doors’, impediscano cioè a ex parlamentari, rappresentanti di Governo o dipendenti pubblici di intraprendere attività di consulenza in public affairs per un lasso di tempo congruo dalla conclusione dell’incarico istituzionale. Questa pratica garantirebbe l’assenza di conflitto di interessi o di evidente distorsione del ruolo consulenziale.

 

Dal 1° gennaio siete ufficialmente confluiti in PharmaLex. Anche voi avete scelto l’internazionalizzazione, è questa la nuova strada per le agenzie che vogliono crescere? Anche in Europa continuerete ad operare esclusivamente nel Pharma?

Pharmalex, è un gruppo multinazionale leader in servizi per l’industria farmaceutica, biotecnologica e medtech che ha completato la sua offerta in comunicazione grazie all’acquisizione di MAPCOM Consulting avvenuta a gennaio 2022. La migrazione di MAPCOM Consulting in Pharmalex Italy è ancora in corso e si perfezionerà a breve. Ciononostante continueremo ad essere una realtà giovane e dinamica, disegnata sui bisogni delle aziende Pharma e Life Science con la capacità di rispondere a tutte le esigenze in tema di market access, formazione medica e comunicazione in sanità. Per questo abbiamo intenzione di investire nella crescita della squadra, puntando su persone di grande talento ed esperienza, così da garantire una consulenza integrata attraverso un mix di varie competenze: Marketing&communication, Public Affairs, PR, Medical Affairs e Digital activities.  Guardiamo all’internazionalizzazione con grande interesse e speriamo di poter portare il nostro modello di comunicazione anche in Europa.

 

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