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Competenze, l’importanza degli ‘indipendenti’ all’interno dei Cda

Il valore aggiunto è quello di avere una visione e una prospettiva rivolte all’esterno

In questa terza tappa della rubrica a cura di Claudia Bugno, in evidenza il contributo della Procuratrice Generale di Milano Francesca Nanni sull’importanza di garantire competenze adeguate ed innovative all’interno del sistema giudiziario. Con Andrea Zoppini, Avvocato e Professore ordinario di Diritto Civile all’Università Roma Tre un focus sul ruolo del diritto e sulla necessità di una maggior integrazione europea per superare le attuali crisi. Il valore sociale della cultura come strumento di comprensione e cooperazione con Louis Godart, accademico e filologo, già Consigliere per la Conservazione del Patrimonio artistico del Presidente della Repubblica.

Un sistema istituzionale come quello italiano, geneticamente instabile e mutevole, non sempre assicura che i processi di decision making siano supportati dalle migliori conoscenze disponibili e dalle competenze più adatte sul mercato. In tal senso, è auspicabile una maggior implementazione del concetto statunitense di ‘neutral competence’, dove la neutralità va intesa come caratteristica essenziale delle democrazie liberali per garantire parità di trattamento e protezione dei diritti e delle libertà, avendo sempre chiare le sfide politiche e sociali del tempo e agendo soltanto nell’interesse della collettività. In tempi di spoils system e rinnovo dei vertici delle società a partecipazione pubblica, è opportuno ragionare su nuove forme di ricerca e nomina riconducibili piuttosto ad un’idea di ‘merit system capillare’.

Su questi presupposti, in una fase altamente incerta diventa cruciale proteggere e valorizzare il capitale umano come risorsa unica e non replicabile, partendo da nuove modalità di reclutamento e avviando percorsi di premialità delle esperienze lavorative, dello studio e della formazione continua. All’interno dei consigli di amministrazione è fondamentale garantire la presenza di competenze tecniche e di expertise in specifici settori, senza tralasciare gli aspetti di ‘despecializzazione’ e quelli legati alle soft skills. Per riuscire a supportare le governance in periodi di crisi, ma anche di ripresa e sviluppo, entrare in nuovi board significa avere l’apertura alla comprensione del contesto e della storia aziendale. A tal proposito, è importante inquadrare il ruolo nevralgico all’interno dei Cda dei consiglieri indipendenti, nella ricerca di un equilibrio e di una complementarietà di attitudini negli organi collegiali che consentano di valorizzare la diversità di visioni. In Italia Assogestioni ricopre una funzione chiave per la corporate governance, per l’individuazione degli amministratori indipendenti, e dunque per assicurare qualità e collaborazione all’interno dei board, luogo di trait d’union e cooperazione anche con le expertise internazionali.

Indipendenza non significa diffidenza, ma il grande valore aggiunto portato dagli amministratori non esecutivi è quello di avere una visione ed una prospettiva rivolte all’esterno.

L’opportunità è quella di rafforzare la ‘cultura’ dell’indipendente come figura potenzialmente portatrice di valori, di strategie, di bagagli di energia positiva, sfumando e stemperando le diffidenze che creano barriere. Inoltre, quando si parla di società a partecipazione pubblica, è indispensabile aggiungere il requisito della tutela del primario interesse nazionale, come responsabilità che va oltre l’individualità e mira a preservare e valorizzare gli asset collettivi.

 

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