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Attacco hacker al ministero delle Imprese e del Made in Italy, il sito torna online

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Nuovo attacco hacker per l’Italia. Il ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che da questa mattina, a seguito di un intenso attacco cibernetico che sta interessando il dicastero ed altri domini nazionali, “risultano indisponibili il portale istituzionale e gli applicativi collegati”. A diverse ore dall’attacco, nel primo pomeriggio, il sito del Mimit risulta tornato online.

Da una prima verifica “non risultano compromissioni o furto di dati: i tecnici sono impegnati per mitigare le conseguenze dell’attacco, anche se non risulta possibile prevedere i tempi per la ripresa del normale servizio”, dice il ministero.

Il Ministero informa inoltre di essere in stretto contatto da stamattina con l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, per un constante aggiornamento “al fine di ridurre il più possibile i disagi per i cittadini e le imprese”.

Proprio ieri un altro attacco hacker al sito delle carte d’identità italiane è stato rivendicato su Telegram dalla crew di hacker filorussi Noname057(16).

Il commento dell’esperto

“Anche se ancora non abbiamo tutti i dettagli in merito all’attacco in corso ministero delle Imprese e del Made in Italy, sembrerebbe un’offensiva lanciata tramite DDoS (Distributed Denial of Services)”, dice Pierguido Iezzi, Ceo di Swascan (polo della cybersicurezza del Gruppo Tinexta).

“Questi attacchi, sfortunatamente, sono quasi da considerarsi come la normalità in periodi così complessi a livello geopolitico. Sono strascichi della guerra reale in Ucraina; ricadute fisiologiche che interessano Paesi, come il nostro, schierati, ma non belligeranti. Ciò non significa che questi fenomeni si limitano unicamente a questo contesto”.

Secondo Iezzi “il DDoS è – in un certo senso – la manifestazione di piazza digitale. Non arreca vero danno, ma punta a creare disservizi per far trasparire un messaggio politico o politicizzato. Il rischio principale, in questi casi, è sempre l’escalation: una volta esauritasi l’efficacia di queste azioni, i collettivi potrebbero guardare a strumenti molto più invasivi e devastanti.”

 

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