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La politica e i giovani

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Duecento partecipanti, tanti giovani provenienti da tutta Italia. Un confronto acceso tra le varie formazioni giovanili dei partiti politici. “Dopo il successo della prima edizione del 2022, la seconda edizione de ‘La Giovane Politica’ è stato un evento ancora più importante. “Siamo riusciti a coinvolgere leader under 40 di grande spessore creando una cornice ad alto impatto mediatico per dare visibilità e risonanza ai giovani leader politici, creando un momento di dialogo e confronto su tematiche importanti per la nostra generazione”, racconta Pietro Tramontano* (nella foto in evidenza), 22 anni, fondatore di Politicare, realtà di under 30 “con l’obiettivo di restituire valore alla notizia nella sua essenza, in contrapposizione ai video di 15 secondi e ai titoli accattivanti”, aggiunge.

Come è andata la 2° edizione de La Giovane Politica?

L’ottima risposta che abbiamo avuto ci dà entusiasmo per un progetto che punta a crescere per diventare un punto di riferimento nel dibattito sulla partecipazione politica giovanile in Italia.

Perché in Italia abbiamo l’esigenza di dare voce ai giovani?

In uno scenario politico in cui la narrazione è sempre più polarizzata, i giovani hanno il dovere di riportare al centro del dibattito i temi che li riguardano. Abbiamo il diritto di essere ascoltati e di avere un ruolo attivo nelle decisioni, ma questo non può accadere se la nostra generazione si mostra disinteressata.

Secondo te i giovani sono una classe sociale?

Sì, i giovani sono una classe sociale. Sono uniti da un comune sentire e da un comune destino. I giovani devono unirsi e lottare insieme per il presente e il futuro del nostro Paese. Bisogna mettere da parte i protagonismi e dare il via a dei percorsi condivisi che rimettano al centro la nostra generazione.

L’Italia investe abbastanza sui giovani?

In Italia, l’età media è di 45,1 anni. I giovani, al di sotto dei 35 anni, rappresentano solo il 24,2% della popolazione. Quindi, i giovani hanno un impatto molto minore rispetto agli adulti. Infatti, molte delle scelte politiche fatte negli ultimi anni non hanno mai riguardato noi. Per i giovani è il momento di farsi sentire per impattare sull’agenda politica.

Secondo te ha ancora senso che un giovane faccia politica all’interno di un partito?

Credo che per un reale cambiamento non si possa prescindere dalla politica con la ‘P’ maiuscola e credo che i giovani abbiano il dovere di farla. Troppo spesso viene demonizzato il ruolo del partito, come fosse uno spazio negativo. La realtà è che la politica si costruisce anche lì.

Prossime iniziative?

Vogliamo lavorare a un grande evento in vista delle elezioni europee e vogliamo lanciare un progetto nazionale: ‘Oltre il titolo’. Andremo nelle scuole e nelle università per approfondire i temi dell’informazione, dei social media e della partecipazione politica.

 

*Fondatore di Politicare. Ha lavorato come consulente politico in diverse campagne elettorali. Lavora nell’ufficio comunicazione di AGIS, l’Associazione generale italiana dello spettacolo.

 

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