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Gerontocrazia: il mondo è guidato da leader boomer

Il futuro non è nelle mani dei giovani. Neanche quando parliamo di leadership. Viviamo nell’epoca della Gerontocrazia perchè metà della popolazione mondiale è governata da leader ultrasettantenni.

La domanda sorge spontanea: in una società che nell’ultimo decennio si è trasformata alla velocità della luce, è corretto dire che i leader più anziani conoscono meglio il mondo presente rispetto a leader più giovani?

La realtà fattuale ci dice che i giovani sono i padroni indiscussi del nuovo universo plasmato da Internet, in cui i più anziani non riescono nemmeno a mettere piede, nonostante tutta l’esperienza di vita maturata. Paradossalmente i leader più giovani potrebbero avere maggiore consapevolezza di cosa sia il mondo presente e futuro, grazie al potere che sono capaci di esprimere attraverso le nuove tecnologie.

Eppure, le nazioni dominanti come Russia, Cina, Stati Uniti, Brasile, India, sono guidate da leader ultrasettantenni, chiamati oggi a gestire un mondo in crisi il cui futuro è sempre più oscuro. La politica è di fatto lo specchio della società globale: i paesi più ricchi e potenti invecchiano sempre di più, mentre i paesi con l’età media più bassa sono statisticamente quelli più poveri. La gerontocrazia globale, infatti, si manifesta anche nel predominio economico e politico delle nazioni con popolazioni più anziane rispetto a quelle con una popolazione più giovane. Basta pensare all’Africa: il continente più povero e contemporaneamente più giovane.

La generazione dei boomer, a cui si fanno solitamente appartenere i nati tra il 1946 e il 1964, ha di fatto dominato tutto il mondo negli ultimi decenni, consumando tutto ciò che si poteva consumare, lasciando poco spazio ed un’eredità gravosa alle nuove generazioni in perenne attesa del proprio turno. Il passaggio di testimone sembra non arrivare, i boomer sono decisi a non voler lasciare lo scettro del potere per nessun motivo e le prossime elezioni presidenziali negli USA – tra due ultra settantenni- dimostrano quanto l’impatto della gerontocrazia sia purtroppo sistematico e indissolubile. È necessario continuare a lavorare per costruire una rivoluzione generazionale guidata da leader giovani all’altezza che tentino di scardinare questo sistema.

 

*Paolo Federico, 19 anni, romano, studia Giurisprudenza. È tra i fondatori dell’associazione “La Giovane Roma”. È stato consigliere degli studenti all’Università Roma Tre.

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