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Le nuove generazioni determinano il successo della Creator economy

Siamo a Catania. Davanti a noi la nuova sede, headquarter e polo digitale della company CreationDose. Ad accoglierci è il giovane talento che ci ha invitato in Sicilia. Alessandro La Rosa (nella foto in evidenza), 30 anni, founder e Ceo di CreationDose, realtà che opera dal 2018 nel mercato della Creator economy, che ha come mission quella di creare strumenti e soluzioni per aiutare i creator a monetizzare i propri contenuti e i brand a comunicare in modo innovativo sui nuovi canali social.

La sede è ampia: 1.000 mq per realizzare nuovi progetti in open space, spazi per il brainstorming, uno studio e una sala cinema, sale riunioni e una grande agorà all’aperto. Alessandro si presenta, ci accompagna nel tour aziendale e nel frattempo si racconta. “Sono imprenditore di prima generazione, l’unica esperienza d’impresa maturata la devo a mio nonno (aveva un’agenzia assicurativa in cui andavo spesso da bambino). Forse proprio grazie a lui è nata in me l’ispirazione di seguire la strada dell’imprenditoria”.

Come sei arrivato fino a qui?

Durante l’università scopro il mondo delle startup e tocco con mano la folle bellezza e la convergenza di innovazione, creatività e tecnologia. Comincio a sviluppare la mia idea di business. Nel 2018 nasce CreationDose. Da lì inizia un’avventura fatta di tantissime difficoltà ma anche di tantissimi successi.

Qual è il business dell’azienda?

La mission di CreationDose è aiutare persone e aziende a trarre profitto dalla Creator economy, un settore che per Goldman Sachs vale 250 mld di dollari e raddoppierà entro il 2027. Siamo dei precursori: già 5 anni fa abbiamo visto la nascita di un mercato attorno ai creator, che con il loro smartphone producono contenuti video e raggiungono milioni di persone su TikTok o Instagram. Offriamo soluzioni tech che fanno da ponte tra creator e aziende: così i brand comunicano in modo più efficace, adottando nuovi linguaggi e nuovi canali, e i Creator monetizzano i loro contenuti.

E tu di che cosa ti occupi?

Mi dedico alla crescita strategica dell’azienda, che conta più di 50 dipendenti. Partiti dal Meridione, ci siamo estesi rapidamente anche al Nord (il 20% del team è negli uffici di Milano) e puntiamo ad allargarci in Europa. Lavoriamo con aziende di primo piano, italiane e internazionali, e il nostro mercato per natura non ha confini. Sono responsabile della visione a lungo termine ma anche di dare input all’innovazione. Mi occupo inoltre delle relazioni con i nostri investitori, tra cui anche CDP Venture Capital. Tutto questo senza perdere mai il contatto con il cuore pulsante dell’impresa: il nostro team.

Siete un’azienda molto giovane.

L’azienda è composta principalmente da under 26. Puntiamo sulle nuove generazioni perché hanno in sé i caratteri che determinano il successo della Creator economy: freschezza, creatività, indipendenza e anche spirito competitivo. Con loro, schieriamo una squadra di fuoriclasse, mixando l’energia dei più giovani e l’expertise di professionisti riconosciuti sul mercato.

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