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Stop alle agevolazioni sulla prima casa: l’impatto sui giovani

Il segnale era evidente, ma il testo della legge di bilancio 2024 resta comunque amaro per molti giovani. Le preziose agevolazioni fiscali per facilitare l’acquisto della prima casa degli under 36, introdotte nel maggio 2021 con il decreto Sostegni bis, non riceveranno una proroga.

Se non interverranno modifiche – ad esempio durante la liturgia parlamentare – le imposte di registro, ipotecarie e catastali, il credito di imposta Iva e l’esenzione dall’imposta sostitutiva per i mutui giungeranno al termine tra poche settimane, con il suono delle campane a segnare l’arrivo del nuovo anno. In sostanza: chi vorrà comprare casa dovrà pagare più tasse.

L’ articolo 3 della finanziaria mette in luce solo un aspetto: il rafforzamento del fondo di garanzia per i mutui, gestito da Consap e destinato ai giovani con un ISEE inferiore a 40.000 euro, con uno stanziamento di 282 milioni. Non coinvolgendo, dunque, tutto il resto.

Ma tutto questo come cambierà le prospettive di tutti quei giovani intenzionati ad acquistare casa? A conti fatti, ci saranno diverse migliaia di euro in più da spendere, a seconda che l’acquisto immobiliare sia da privato oppure da costruttore.

Nella prima opzione è necessario pagare le imposte in riferimento a un valore, noto come rendita catastale, moltiplicato per 115,5. Non essendo più previsto un esonero, questo comporterà un notevole peso finanziario aggiuntivo.

Esborso che cresce nel caso in cui si acquisti da costruttori: finora è stato possibile beneficiare di un credito d’imposta dell’iva versata sul costo della casa (al 4%), unitamente a esenzioni dalle imposte di registro, catastali e ipotecarie. Ma, come visto, ciò sta per scomparire, e dal prossimo anno i giovani acquirenti dovranno affrontare un costo extra, da considerare nella richiesta di un mutuo.

L’abolizione delle misure di sostegno lancia un segnale sconfortante verso questa fascia demografica, che dovrà conciliare il sogno della prima casa con un più pesante panorama fiscale. Questo potrà significare il compiere delle rinunce, o addirittura il posticipare le proprie intenzioni.

In un momento in cui il mercato immobiliare è di per sé complesso, schiacciato da inflazione e tassi alti, variazioni di questo genere possono generare un senso di incertezza in tanti ragazzi.

È vero: navigare l’età adulta in tempi contemporanei è tutt’altro che agevole. Dieci anni di tassi a zero e assenza di inflazione sono stati bruscamente interrotti dalla congiunzione di pandemia e conflitti, costringendo le Banche Centrali a intervenire vigorosamente per contenere l’ascesa dei prezzi, con un aumento del costo del denaro. Questo scenario, quasi inedito, si presenta come uno scoglio precedentemente inimmaginato.

Rimandare i propri sogni o cercare vie accessibili? In linea con dinamiche già riscontrate in altri ambiti, probabilmente la creatività dei giovani si rivelerà più forte della miopia di alcune classi dirigenti.

Nel sapiente richiamo di E.M. Forster, scrittore britannico e autore di Casa Howard, ci si trova di fronte a un imperativo chiaro: solo scrutando il passato con attenzione e connettendolo al presente è possibile discernere le vie del futuro. La scelta oculata delle strade da percorrere in questo rinnovato paesaggio finanziario rivestirà un ruolo cruciale nel definire il destino sia abitativo che finanziario di tanti under 36.

 

*Mattia Brogno, 25 anni, appassionato di politica, comunicazione e cinema. Laureando magistrale in Marketing e Comunicazione d’Impresa all’Università Sapienza di Roma e membro direttivo dell’associazione Green Atlas

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