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Cybersecurity, il progetto pilota di Fondazione CRT per il Terzo Settore

Proteggere il patrimonio digitale degli enti del Terzo Settore e aumentarne la consapevolezza del rischio di cyber attacchi. Oggi, in un mondo sempre più tecnologico e interconnesso, le associazioni non profit vanno a scuola di sicurezza informatica con il progetto ‘SOS! Cyber Security’, ideato e sostenuto dalla Fondazione CRT in collaborazione con l’Associazione Next-Level e il partner tecnologico HRC.

I dati raccolti dal non profit rappresentano un’enorme risorsa per la collettività. Tuttavia, possono trasformarsi in un bersaglio facile per i criminali informatici.  Secondo gli ultimi dati del Clusit-Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, nella prima metà del 2023 l’Italia ha subito il 9,6% dei crimini informatici mondiali. Un aumento del 40% rispetto al 2022 e una percentuale quasi 4 volte superiore a quella globale.

Gli ambiti in cui avvengono gli attacchi sono diversi: dalla cultura al welfare, dalla salute all’istruzione, dalla ricerca all’ambiente. E le ragioni per cui avvengono sono le più disparate: perché magari si impostano password troppo deboli, si fa click su link che rimandano altrove, si effettuano download di allegati e file da fonti sconosciute.

La verità è che, la stragrande maggioranza degli attacchi cibernetici, è il risultato di ‘errori umani’. Di piccole disattenzioni. Per questo è possibile contrastarli con percorsi di formazione mirati.

La top 3 degli attacchi informatici

Per quanto riguarda la tipologia di attacchi, il malware (e in questa categoria il cosiddetto ransomware, che crittografa i file o impedisce di utilizzare il computer a meno che non si paghi un riscatto) continua a rappresentare la principale tecnica di attacco utilizzata dai criminali (31%). Insieme ai DDoS (Distributed Denial of Service) – che consiste nel tempestare di richieste un sito, fino a metterlo ko e renderlo irraggiungibile – e all’ormai noto phishing, che in Italia incide in maniera maggiore rispetto al resto del mondo (14% a fronte dell’8,6% globale).

Il progetto pilota di Fondazione CRT

Con il progetto di Fondazione CRT, gli enti non profit potranno essere in grado di gestire autonomamente i rischi legati al mondo cyber. Riceveranno sia una formazione tecnica specifica sui temi della security awareness, sia un pacchetto di strumenti avanzati di protezione per i computer. E ancora: antivirus e un sistema automatico di backup sicuro dei dati criptati presso il Datacenter di OGR Torino.  Potranno beneficiare del ‘cyber security kit’ gratuito della Fondazione CRT circa 300 organizzazioni non profit del Piemonte e Valle d’Aosta.

“La Fondazione CRT intraprende una nuovissima sfida insieme alla Polizia Postale e in collaborazione con l’ecosistema dell’innovazione del territorio: promuovere la cultura della cybersicurezza nel Terzo Settore, per renderlo più consapevole e resiliente contro il rischio di attacchi informatici. La formazione del capitale umano e la protezione del patrimonio digitale sono un investimento per il futuro degli enti coinvolti e per la crescita dell’intera comunità, che trova nelle organizzazioni non profit la propria ossatura fondamentale”, afferma Andrea Varese, segretario generale della Fondazione CRT.

“La Polizia Postale è la struttura specialistica della Polizia di Stato che si occupa del cyber crime in tutte le sue declinazioni, a partire dai cosiddetti cyber-attack fino alla protezione delle Infrastrutture critiche informatizzate. La rivoluzione digitale ha aperto nuove opportunità, ma ha anche favorito il diffondersi della criminalità online con un aumento esponenziale di reati nel periodo pandemico e nell’attuale situazione geopolitica caratterizzata dai conflitti bellici. L’impegno, pertanto, deve necessariamente essere corale, con una gestione proattiva dei rischi, una maggiore consapevolezza e nuove strategie e risorse a protezione di ogni realtà, da quella aziendale a quella privata”, dichiara Manuela De Giorgi, dirigente del C.O.S.C. Centro operativo sicurezza cibernetica per il Piemonte e Valle d’Aosta.

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