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Il Papa al G7, l’asse con l’Italia e l’etica dell’AI: parla Vincenzo Paglia

monsignor paglia vaticano ai papa francesco g7

Papa Francesco è il protagonista della seconda giornata del G7 a Borgo Egnazia, perché è la prima volta che un Pontefice partecipa al summit. Invitato dalla premier Giorgia Meloni, Bergoglio parlerà durante la sessione dedicata all’AI: per il Vaticano l’intelligenza artificiale è diventato un tema prioritario. Ma cosa dirà il Papa? Qualche indizio lo ha dato a Fortune Italia Monsignor Vincenzo Paglia, molto vicino a Bergoglio e presidente della Pontificia Accademia per la Vita che ha creato nel 2020 la Rome Call for AI Ethics.

Con la call il Vaticano cerca di guidare la discussione mondiale sui principi etici da instillare nello sviluppo di una tecnologia che intanto, però, viene già utilizzata nei conflitti odierni. “Credo che l’incontro del Papa al G7 sia particolarmente importante”, dice Paglia, “perché l’AI è una delle nuove frontiere che segneranno il futuro dell’umanità e del pianeta”.

Secondo Paglia “di fronte al rischio di una dittatura della tecnica bisogna ribadire il primato dell’umano come creatore e signore della tecnica per una visione umanistica del futuro. Al rischio di quella che il Papa ha chiamato algocrazia, va quindi contrapposta l’algoretica”. Il termine è stato usato già nel 2020 nella Call sottoscritta da alcune grandi del Tech (Microsoft e Ibm all’inizio, alle quali si è aggiunta Cisco recentemente) da organizzazioni come la Fao e dal Governo italiano. In questi anni sono arrivate le firme dei rappresentanti di altre confessioni (ebrei e musulmani) e nel mese prossimo firmeranno a Hiroshima anche i rappresentanti delle religioni asiatiche, racconta Paglia.

Vaticano chiama, tech USA risponde: Cisco firma la Rome Call for AI Ethics

Tutto questo “converge nella presenza del Papa al G7, come a dargli una forza ancora più notevole: mentre affrontiamo un cambiamento epocale per il Papa è indispensabile un bagaglio etico, giuridico ed educazionale perché sia appunto una frontiera segnata dal primato dell’uomo e non da una sua tragica sottomissione. In questo senso algoretica significa un impegno da parte di tutti perché sia umanizzata la tecnica e non tecnologizzato l’umano”, dice Paglia.

Dal punto di vista dello sviluppo di questi principi etici è importante segnalare che sembra essersi creato un asse particolare tra Vaticano e Italia, che a sua volta sul tema AI cerca di accaparrarsi un ruolo di primo piano a livello internazionale, anche tramite il G7.

Secondo Paglia l’invito della premier “è stato saggio, non solo per il suo peso storico, ma anche per lo specifico tema dello sviluppo delle tecnica su un versante umanistico. Il primato dell’umano deve affermarsi in maniera netta e chiara, e Papa Francesco ha compreso l’importanza di questa sua presenza e volentieri ha risposto positivamente. Mi auguro che quanto oggi accade al G7 serva da stimolo per impegni futuri in eventi come questi. Papa Francesco dice spesso che ci troviamo in un cambiamento d’epoca, ma questo non si realizza senza attenzione morale”.

G7, l’intervento di Papa Francesco

Monsignor Paglia non fa troppe anticipazioni sulle parole del Papa al G7, ma dice che “non c’è dubbio che il Pontefice sottolineerà ancora una volta che lo sviluppo tecnologico debba servire alla pace e non alla guerra. Non dimentichiamo che il rischio che l’intelligenza artificiale affini e intensifichi la potenza distruttiva è molto sentito. In questo senso l’etica deve aiutare a ‘umanizzare’ gli stessi conflitti”.

Tra gli altri argomenti anche l’educazione, e “la coscienza dell’uso di queste tecnologie”. Non è un caso se l’intervento del Pontefice è stato anticipato dal retroscena su una possibile domanda del Papa ai leader G7 riguardo l’intelligenza ‘naturale’, più che artificiale. Ancora una volta, secondo Paglia il riferimento è al “primato della morale e dell’etica: non è una regola, è una questione umana. Non dimentichiamoci che il termine intelligenza è ambiguo, applicato alla tecnologia, perché è legato al corpo, ai sentimenti e alla passionalità umana. In questo senso il richiamo al naturale vuol dire richiamare l’intelligenza al suo ambito vero ed effettivo”.

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