Quando sentiamo Francesco Piccoli, lo startupper italiano è già tornato negli Stati Uniti dopo un breve viaggio in Italia. Ed è proprio in Italia, a Torino, che ha incontrato il capo di OpenAI, Sam Altman. “Mi ha detto: keep pushing’”, racconta. A quanto pare Piccoli era già pronto a dare una spinta, perché adesso, pochi giorni dopo, presenta il primo modello di intelligenza artificiale della sua startup, Almanax.
Il modello, racconta a Fortune Italia, si chiama ALMX-1. È il primo prodotto dalla startup di casa a Wall Street (nello stesso palazzo di Stripe) e fondata dall’americano Maxwell Watson e dal ventisettenne italiano (rispettivamente a sinistra e a destra nella foto in evidenza).
Cresciuto tra le risaie emiliane, laureato in ingegneria aerospaziale a Torino prima e a Berkeley poi, si è trasferito in Silicon Valley dove ha imparato il mestiere di data scientist ma anche di innovatore.

Cosa è ALMX-1
In poche parole, il modello AI mette in sicurezza la blockchain eliminandone le vulnerabilità alla radice. ALMX-1 viene lanciato dopo aver raggiunto performance ‘state-of-the-art’ nei benchmark sul rilevamento delle vulnerabilità blockchain. Grazie a questi benchmark, i due founder possono dire che il modello “è in questo momento il più potente per la rivelazione di vulnerabilità nel codice blockchain, con performance molto superiori ai modelli commerciali”. Il nuovo modello è stato reso disponibile nella piattaforma Almanax.
“Per valutare il modello abbiamo fatto dei test su diversi dataset nel Web3 costruiti da gruppi di ricerca e aziende del settore”, spiega Piccoli. Tra i dataset che raggruppano diversi tipi di smart contract e vulnerabilità usati da Almanax ci sono Smartbugs, Solodit e Halborn. Nel grafico i risultati pubblicati dalla startup relativamente al confronto con le performance di modelli AI come Gpt, Claude e Deepsek.

Piccoli dice che oltre ad avere performance superiori ad altri su specifici tipi di vulnerabilità, come l’Access control alla blockchain, l’AI di Almanax ha un tasso di falsi positivi molto più basso rispetto agli altri, risolvendo quello che è stato un problema “storico” per l’analisi statica della sicurezza delle blockchain.
Il nodo della sicurezza
Blockchain in sicurezza vuol dire mettere al sicuro miliardi di dollari. Secondo Chainanalysis, nel 2023 sono stati rubati 1,7 mld di dollari in tutto il mondo grazie alle vulnerabilità delle reti blockchain. L’anno dei record è stato il 2022, con quasi 4 mld rubati. Anche se la cifra è diminuita non si può stare tranquilli, anzi: il numero di incidenti in realtà è aumentato.
Ogni volta che si riesce a sfruttare una vulnerabilità, insomma, un criminale informatico ruba in media 7,3 mln di dollari, guardando i dati del 2023. A portare su quella media, ci sono furti da centinaia di milioni di dollari. A marzo 2023, ad esempio, Euler Finance, un protocollo di prestito su Ethereum, ha subito un attacco che ha causato perdite per circa 197 mln di dollari.
Il co-fondatore italiano di Almanax ricorda che negli ultimi tre anni sono stati rubati 9 mld di dollari su blockchain. Per far parte di una startup, ha capito Piccoli, “bisogna saper fare un po’ di tutto”. Con l’esperienza in Anchain.AI, dove è stato head of product, è entrato nello stesso mondo della blockchain che ora, con Almanax, vuole rivoluzionare. La startup, definita tra le più promettenti per l’intelligenza artificiale, è entrata sotto l’ombrello di Nvidia, e con l’AI elimina le vulnerabilità degli smart contract alla base del funzionamento delle applicazioni blockchain, che per loro stessa natura non possono essere modificati una volta lanciati.
Si possono solo testare prima, assumendo costosi esperti di sicurezza (preparatevi a pagare più di 100mila dollari per i controlli degli auditor migliori sul mercato) e attendendo almeno 8 mesi prima che trovino un buco in agenda. Il paradosso è che non necessariamente serve a qualcosa: il 91% degli attacchi andati a segno sugli smart contract è avvenuto nonostante l’intervento di audit ‘manuali’, secondo i dati 2022 citati da Almanax.
Adesso la startup punta non solo a continuare a innovare nel settre della sicurezza blockchain, ma anche a creare nuovi dataset benchmark per superare anche i limiti di quelli esistenti e quindi poter spingere oltre i livelli dei test attualmente disponibili. Almanax per ora può contare su un pre-seed round arrivato negli scorsi mesi (500mila dollari da Defy.vc), ma un’altra raccolta di investimenti è molto vicina, dice Piccoli a Fortune Italia.
