Shein sotto attacco dell’Ue: inganna i consumatori

shein

L’Ue mette nel mirino Shein predisponendosi a comminare multe salatissime tarate sul suo fatturato. La Commissione europea ha notificato nei confronti della piattaforma cinese di shopping online una serie di pratiche che violano il diritto comunitario in materia di tutela dei consumatori. Parliamo di sconti falsi, fingendo di offrire condizioni migliori attraverso riduzioni di prezzo che non si basano sui ‘prezzi precedenti’.

Parliamo di vendite sotto pressione, condizionando i consumatori a completare gli acquisti utilizzando tattiche ingannevoli come scadenze di acquisto false. Ma anche informazioni mancanti, errate e fuorvianti sui diritti legali dei consumatori di restituire beni e ricevere rimborsi in modo da scoraggiarli a farlo. Anche le etichette dei prodotti sarebbero spesso ingannevoli, suggerendo che il prodotto offra qualcosa di speciale quando in realtà la caratteristica pertinente è richiesta dalla legge. Senza contare le dichiarazioni di sostenibilità, che nulla hanno a che fare con la riduzione delle emissioni. Infine, verrebbero nascosti anche i dati di contatto, in modo che i consumatori non possano trovare facilmente Shein per richieste o reclami.

Shein nasce nel 2008 su idea dell’imprenditore cinese Chris Xu: inizia con la vendita di gioielli online, ma in pochi anni diventa una delle piattaforme di moda più cliccate al mondo. Deve la sua forza ad un sistema di algoritmi e di analisi dati che rileva le tendenze in evoluzione in tempo reale, riuscendo così a produrre nuovi modelli in appena dieci giorni.

Un ritmo impareggiabile rispetto a concorrenti come Zara, che richiedono in media cinque settimane. Il sito arriva a caricare fino a 6 mila nuovi prodotti al giorno, e contestualmente riceve regolari denunce di plagio sia da designer emergenti, che da case di moda consolidate.

Ora Shein ha tempo un mese per rispondere alle obiezioni della rete delle authority nazionali in difesa dei consumatori, che possono infliggere ammende basate sul fatturato annuo nei Paesi europei interessati. D’altronde Shein è la regina del Fast fashion, locuzione che sta per moda rapida e a basso costo.

Ma quanto basso? Quando una T-shirt viene venduta a 3 euro e un abito a 7 euro vuol dire che c’è un ‘prezzo’ che viene scaricato su qualcun altro.

In Italia il costo medio orario nell’industria del tessile e manifatturiero è di 27 euro lordi. In Bulgaria di 5,4 euro, Romania 6,9 in Lituania 9 (Eurostat). In Cina e Vietnam rispettivamente dai 4 ai 3 dollari. Per arrivare ai 2 dollari al giorno in Madagascar e Myanmar (Business-humanrights.org e SalaryExpert.com).

Quasi tutti i grandi marchi da anni hanno delocalizzato una parte della produzione in questi Paesi, inclusi quelli del lusso, che si rivolgono a una clientela benestante.

“Shein sta collaborando in modo costruttivo con le autorità nazionali competenti per la tutela dei consumatori e con la Commissione Europea, con l’obiettivo di dimostrare il proprio impegno nel garantire la piena conformità alle normative dell’Unione Europea”, fa sapere un portavoce dell’azienda in Italia. “Continuiamo a partecipare attivamente a questo dialogo per affrontare eventuali criticità e contribuire a soluzioni efficaci. La nostra priorità è assicurare ai nostri consumatori un’esperienza di acquisto online sicura, affidabile e soddisfacente”.

Poste Italiane Dic 25

Leggi anche

Ultima ora

ABBIAMO UN'OFFERTA PER TE

€2 per 1 mese di Fortune

Oltre 100 articoli in anteprima di business ed economia ogni mese

Approfittane ora per ottenere in esclusiva:

Fortune è un marchio Fortune Media IP Limited usato sotto licenza.