Ex Ilva: slitta al 31 luglio la decisione sull’accordo

riunione ex ilva

Si è conclusa con un nulla di fatto la riunione sull’ex Ilva tenuta ieri al ministero del Made in Italy, in cui Adolfo Urso si è confrontato con Michele Emiliano, presidente della regione Puglia, e con i Sindaci di Taranto e Statte. Tutto rinviato al 31 luglio per una decisione definitiva. Il rallentamento nella trattativa è dovuto al primo cittadino tarantino che, prima di firmare qualsiasi accordo, dovrà riferire al Consiglio comunale che è calendarizzato per il prossimo 30 luglio.

Il verbale con cui è terminato l’incontro, oltre a rinviare la decisione, istituisce una commissione tecnica che ha il compito di fornire maggiori elementi per ogni opzione sul tavolo.

I punti della discordia sull’ex Ilva

Il nodo principale da sciogliere è nelle mani del Comune di Taranto: l’amministrazione dovrà decidere se acconsentire o negare alla possibilità di collocare una nave rigassificatrice nel porto tarantino, mossa imprescindibile per procedere alla decarbonizzazione dell’ex Ilva. Se dovesse essere rigettata questa ipotesi, all’impianto resta solo la soluzione dei forni elettrici (con una capacità produttiva di 6 milioni di tonnellate all’anno) che necessitano però l’alimentazione attraverso il gasdotto Tap. In quest’ultimo caso, l’ex Ilva non avrebbe il preridotto di ferro e gli impianti potrebbero essere spostati a Gioia Tauro.

L’ipotesi di traslocare in Calabria la produzione non è così remota: il ministro Urso ha già avuto (lo scorso 3 luglio) un’interlocuzione con il presidente della regione, Roberto Occhiuto, durante la quale è stata esplorata – a quanto pare – in modo favorevole la possibilità di costruire un rigassificatore terrestre con la capacità di processare fino a 16 miliardi di metri cubi di gas naturale liquefatto all’anno.

A che punto sono le trattative?

Secono quanto dichiarato dal ministro del Made in Italy Adolfo Urso, il rinvio è da considerarsi parte di un “importante e significativo clima costruttivo che si è instaurato con tutti gli attori coinvolti”. Più duro il presidente della regione Puglia, Michele Emiliano, che come prima cosa ha detto che il sindaco di Taranto “non va lasciato solo” nella trattativa e ha suggerito di provare a raggiungere un accordo che non sia concentrato sul rigassificatore, ma solo sulla quantità di gas necessari a realizzare gli obiettivi di produzione. Ancora più caustico Ferdinando Uliano, leader della Fim Cisl, che si è detto convinto che “senza il preridotto l’impianto non avrà futuro”.

Trovare una soluzione percorribile e nel più breve tempo possibile è essenziale anche perché, per trovare un nuovo acquirente, sarà necessaria una nuova gara che verrà aperta dal 1° agosto e si concluderà ad ottobre. Tuttavia, l’iter verrà completato solo ad inizio 2026.

Poste Italiane Dic 25

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