Un nuovo ordine multipolare e una governance globale più equa e giusta. Sono questi i temi e gli obiettivi del vertice ‘Shanghai Cooperation Organisation‘ (Sco) in cui il presidente della Cina, Xi Jinping, ha detto che i rappresentanti degli Stati presenti al summit devono impegnarsi a “sfruttare al meglio i punti di forza unici di ciascun Paese, assumendosi la responsabilità condivisa di promuovere la pace, la stabilità e la prosperità nella regione”.
Nel discorso d’apertura dello Sco, il leader cinese ha ribadito anche l’importanza, in questa fase di “turbolenze e cambiamenti“, di un sistema globale più giusto e che tenga conto anche del cosiddetto Sud del mondo, in una chiara sfida all’attuale governance che vede gli Stati Uniti come Paese egemone.
La funzione anti-Usa del summit emerge dai continui richiami contro la “politica della forza e l’egemonismo” adottato da Washington invitando i presenti, tra cui si annoverano il presidente della Russia, Vladimir Putin, e il primo ministro dell’India, Narendra Modi, ad evitare la “mentalità della Guerra Fredda”.
Di fatto, la Cina di Xi Jinping, anche grazie a organismi intergovernativi come lo Sco, che include importanti partner commerciali e militari, mira a sostituire gli Usa come potenza egemone globale. La leva più importante per raggiungere tale risultato è quella di riuscire ad avere maggiore influenza sugli Stati del Sud del mondo, grazie ad investimenti importanti e mirati come la ‘Belt and Road Initiative‘. Inoltre, Xi Jinping ha dichiarato che aumenterà investimenti e prestiti ai partner dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai allo scopo di rafforzare il “più grande blocco sulla sicurezza regionale” e di avviare “una nuova fase di sviluppo e cooperazione di alta qualità”. Si parla di almeno 1,5 miliardi di dollari che si sommano agli 84 miliardi già investiti dalla Cina dal 2001 ad oggi nei Paesi appartenenti all’organizzazione.
Cos’è lo Sco
Lo Sco è un organismo intergovernativo fondato il 14 giugno 2001 da Cina, Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan. L’organizzazione deriva dal ‘Gruppo di Shanghai’ e ha preso questo nome dopo l’adesione dell’Uzbekistan. Nel 2017 c’è stato il primo allargamento a India e Pakistan, mentre nel 2023 e 2024 si sono aggiunti Iran e Bielorussia.
Sebbene nella dichiarazione che è alla base della costituzione dell’Organizzazione si legga che “non è un’alleanza intesa contro altri stati e regioni ed aderisce al principio di apertura”, alcuni esperti internazionali però sostengono che si tratti di qualcosa di molto simile ad un’alleanza geostrategica in chiave anti-Nato.
L’Elefante si avvicina al Drago
La presenza di Nerandra Modi al vertice dello Sco è un segnale molto importante. Si tratta del primo viaggio del premier indiano in Cina dal 2018. I due Paesi, dopo anni di forte tensione, sembrano riavvicinarsi anche grazie ai dazi di Trump che hanno allontanato New Delhi da Washington. Il disgelo tra i due Paesi potrebbe portare all’allentamento di alcune restrizioni al commercio e alla circolazione delle persone attraverso il confine.
“Il Drago e l’Elefante devono far la pace, i due paesi più popolosi del mondo devono essere amici”, ha detto Xi Jinping nell’incontro con Narendra Modi che gli ha fatto eco sostenendo che “dopo il disimpegno al confine, si è creato un clima di pace e stabilità”.
Tale riavvicinamento tra India e Cina potrebbe essere considerato come un fallimento diplomatico degli Usa che avevano in New Delhi l’alleato più importante della regione per contrastare l’influenza di Cina e Russia.
Questione Ucraina
L’Ucraina è stato uno dei temi più importanti affrontati nel colloquio che hanno avuto Putin e Xi Jinping. I due leader si sono confrontati sugli esiti del vertice di Ferragosto in Alaska con Donald Trump. Il capo del Cremlino ha ribadito l’apprezzamento per gli sforzi di pace compiuti dalla Cina per risolvere la crisi che è nata “dal colpo di Stato a Kiev appoggiato dagli alleati occidentali dell’Ucraina e dai tentativi dell’Occidente di trascinare Kiev nella Nato”. Secondo Putin, una soluzione può essere trovata solo se verrà ristabilito “l’equilibrio di sicurezza”.
Bilaterale Putin-Modi durante lo Sco
Il vertice dello Sco è stata l’occasione giusta per un importante incontro bilaterale tra Narendra Modi e Vladimir Putin. Secondo il resoconto dei media di New Delhi, il premier indiano ha ribadito la necessità di “trovare un modo per porre fine al conflitto il prima possibile e stabilire una pace duratura. Ci auguriamo che tutte le parti procedano in tal senso, in modo costruttivo”.
Medio-Oriente
Non poteva mancare un approfondimento sulla questione del Medio-Oriente e in particolare sulla crisi israelo-palestinese. In tal senso, il presidente dell’Iran, Masoud Pezeshkian, ha chiesto la formazione di un comitato composto dai ministri degli Esteri degli Stati membri dello Sco per affrontare le crisi regionali che minacciano la pace e la sicurezza. Questo comitato avrebbe il compito di elaborare proposte operative per la gestione delle crisi in Medio-Oriente.
Seconda Guerra Mondiale, la parata della vittoria a Pechino
Il meeting dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai coincide con l’80° anniversario della sconfitta del Giappone nella Seconda Guerra Mondiale, che la Cina celebrerà mercoledì. Xi Jinping, negli ultimi anni, sta cercando di far passare una narrazione in cui Pechino ha avuto un ruolo importante durante la Seconda Guerra Mondiale e questo evento mira a rafforzare tale visione.
Putin, il leader nordcoreano Kim Jong Un e una ventina di Capi di Stato, tra cui quelli di Iran, Myanmar e Pakistan, parteciperanno a una parata che si preannuncia sontuosa in cui la Cina esporrà equipaggiamenti militari.
Tuttavia, secondo molti analisti, la presenza alla parata di leader come Putin, autore della guerra su vasta scala della Russia in Ucraina, indebolirà il messaggio della Cina come paladina della stabilità e del multilateralismo.
