Oro: Bank of America non è d’accordo sui “livelli record”

oro cina

Nel 2025 i prezzi dell’oro hanno effettivamente raggiunto livelli record, facendo notizia con titoli che parlavano di un rialzo storico.

Tuttavia, secondo Bank of America Global Research (BofA), la situazione è più sfumata: il settore dell’oro, pur in forte espansione, non è tornato a tutti i parametri che hanno definito i precedenti picchi ciclici, soprattutto per quanto riguarda il suo valore rispetto al mercato azionario più ampio e alle sue valutazioni storiche.

Quest’anno l’oro ha superato soglie importanti, poiché la tradizionale copertura contro l’inflazione e l’incertezza macroeconomica è stata alimentata dalla prevalenza di entrambi questi fattori.

Il 2 settembre l’oro ha superato i 3.500 dollari l’oncia, salendo ulteriormente a 3.600 dollari l’oncia il lunedì successivo alla pubblicazione dei deludenti dati sull’occupazione negli Stati Uniti per il mese di agosto, che hanno alimentato le scommesse su una politica monetaria più accomodante.

Il team BofA Commodities è “ottimista” e prevede ora che il prezzo medio trimestrale raggiungerà i 4.000 dollari l’oncia nel secondo trimestre del 2026, con il prezzo spot già in rialzo del 4,1% su base settimanale a 3.589 dollari l’oncia.

Rob Haworth, senior investment strategist presso U.S. Bank Wealth Management, ha dichiarato a Fortune a marzo che l’oro può essere un buon investimento per alcuni, ma non è esattamente liquido. “Non si manda l’oro a comprare la pizza da Domino’s”, ha detto, aggiungendo che il rally dell’oro negli ultimi anni è stato guidato dall’acquisto del metallo prezioso da parte delle banche centrali, a causa dell’indebolimento del dollaro statunitense e della ricerca di alternative da parte di paesi come la Cina.

Ecco perché Bank of America sostiene che la prospettiva è importante nel valutare il record storico dell’oro, e dipende da come lo si guarda.

La capitalizzazione di mercato del settore ha raddoppiato i picchi precedenti, ma…

La capitalizzazione di mercato totale del settore aurifero globale è salita a poco più di 550 miliardi di dollari, quasi il doppio dei picchi registrati nel 2011 e nel 2020 (331-334 miliardi di dollari), più di 8 volte il minimo del ciclo del 2016 (70 miliardi di dollari) e più di 3 volte il recente minimo del ciclo di 170 miliardi di dollari nel 2022.

Secondo BofA, questo rally non riflette solo gli aumenti dei prezzi, ma anche l’interesse degli investitori accresciuto dall’inflazione e dalle pressioni sui costi del settore.

Tuttavia, se considerato come quota del mercato azionario globale totale, l’ascesa dell’oro appare meno drammatica ed è “molto al di sotto” dei suoi precedenti massimi, afferma il team Commodities.

Il settore rappresenta attualmente lo 0,39% della capitalizzazione di mercato mondiale, eguagliando il picco del 2020, ma ancora ben al di sotto del massimo del 2011 dello 0,71%. Se il settore tornasse a quella percentuale del 2011, ciò implicherebbe una capitalizzazione di mercato di quasi 990 miliardi di dollari, un potenziale rialzo possibile solo se il ciclo dovesse continuare abbastanza a lungo.

Margine di crescita

Nonostante i prezzi elevati dei metalli, i titoli auriferi non sono scambiati a valutazioni storicamente elevate. Il multiplo EV/EBITDA del settore per i prossimi 12 mesi (NTM) si attesta a 11x, ben al di sotto del picco del 2020 di 15,4x. Il rapporto prezzo/valore patrimoniale netto (P/NAV) per il settore si attesta a 1,88x, rispetto a 2,27x nel 2020 e 2,19x nel 2011.

Rettificati in base agli attuali prezzi spot dell’oro, i multipli del settore suggeriscono un ulteriore rialzo, con un EV/EBITDA NTM a 11,7x e un P/NAV a 1,39x.

I titoli auriferi hanno reagito al rialzo dei prezzi, ma non in modo uniforme. I principali indici, come l’S&P/TSX Global Gold Index (+5,5% su base settimanale), il Philadelphia Gold and Silver Index (+4,8%) e il NYSE Arca Gold Bugs Index (+4,1%), hanno tutti registrato un’impennata parallelamente al rialzo dell’oro.

Da inizio anno, Fresnillo è il titolo con la migliore performance, con un aumento di oltre il 268%, evidenziando rendimenti disparati nel settore.

La ricerca di BofA indica un margine di crescita, se le attuali tendenze in materia di politica monetaria, inflazione e sentiment degli investitori dovessero persistere. Tuttavia, il settore dell’oro rimane una piccola fetta del mercato azionario globale, con valutazioni azionarie ancora ben al di sotto dei massimi storici.

Per gli osservatori del mercato, l’impennata del prezzo dell’oro è solo una parte della storia; i fondamentali suggeriscono che questo boom non è ancora una ripetizione dei picchi precedenti e che i “massimi storici” dovrebbero essere considerati nel loro contesto.

L’articolo originale è stato pubblicato su Fortune.com

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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