Gli umanoidi ci servono davvero? Secondo questa startup bastano le mani (robotiche)

In un mondo della robotica dove Usa e Cina dominano incontrastate, anche l’Europa ha battuto un colpo quando nei giorni scorsi la società norvegese-statunitense 1X technologies ha messo in vendita (è possibile ordinarlo per 20.000 dollari) l’atteso umanoide-maggiordomo Neo. Intanto una piccola startup svizzera, mimic, co-fondata dall’italiano Elvis Nava, annuncia di aver raccolto un round seed consistente (16 mln di dollari) per continuare a sviluppare le sue ‘mani robotiche’ in grado di gestire compiti in cui servono prensilità e destrezza umane, tradizionalmente un grande limite degli automi.

Altro vantaggio: le mani robotiche possono essere montate anche sui tradizionali macchinari industriali, permettendo di adattarli ai compiti che oggi hanno solo gli operai umani.

L’azienda con sede a Zurigo così porta il totale raccolto finora a 20 mln di dollari in appena un anno di vita (è stata fondata nel 2024), e potrà ampliare il suo programma di sperimentazioni, alcune delle quali già in corso con alcuni player industriali, soprattutto marchi automobilistici e attori della logistica. Il nuovo capitale servirà ad accelerare lo sviluppo del modello di AI di base di mimic e delle mani robotiche umanoidi.

Umanoidi? Meglio le mani che tutto il corpo

Infatti il successo futuro delle mani robotiche dipenderà molto dall’intelligenza artificiale che le manovra e che le rende autonome. “I nostri modelli di AI general purpose ci permettono di automatizzare il lavoro manuale in un modo che prima semplicemente non era possibile”, afferma Elvis Nava, cofondatore e CTO di mimic. “Grazie al nostro focus unico sulla destrezza umana e sui dati umani, siamo competitivi sia a livello di modello fondativo sia a livello applicativo”.

“Gli umanoidi sono entusiasmanti, ma non ci sono molti scenari industriali in cui la forma del corpo umano aggiunga davvero valore”, afferma Stephan-Daniel Gravert, cofondatore e CPO di mimic. “Il nostro approccio combina mani robotiche, guidate da AI, con bracci robotici standard già collaudati, per offrire le stesse capacità in modo più semplice, affidabile e rapido da implementare”.

Oltre ad esser più ‘abili’ e meno costose di quelle degli umanoidi, le mani della startup scioglierebbero, è il caso di dirlo, anche i nodi delle macchine tradizionali, utili per compiti ripetitivi ma che hanno bisogno di nuovi ri-settaggi nel caso il compito assegnato cambi.

Il round di mimic

Nel dettaglio mimic ha raccolto 16 milioni di dollari in un round di finanziamento guidato da Elaia, insieme a Speedinvest. Il round seed, fortemente sovrascritto, ha visto la partecipazione anche di Founderful, 1st kind, 10X Founders, 2100 Ventures e Sequoia Scout Fund.

L’innovazione passa dai dati

Per poter costruire la sua intelligenza artificiale mimic ha dovuto produrre dei dispositivi indpssabili di raccolta dati da far indossare agli operai durante il lavoro, per registrarne i movimenti da far riprodurre alle mani robotiche, che però sono anche in grado di “reagire autonomamente ai cambiamenti di posizione e orientamento degli oggetti, di gestire disturbi e di autocorreggere le proprie azioni, operando senza problemi in ambienti progettati per gli esseri umani”.

Gli analisti prevedono che il solo mercato della robotica umanoide e destrezza robotica possa raggiungere i 38 miliardi di dollari entro il 2035, all’interno di un mercato robotico complessivo stimato tra 200 miliardi e 1 trilione di dollari entro il 2040.

Cosa è mimic

La startup è stata fondata nel 2024 come spin-off dell’ETH di Zurigo, mimic riunisce un team multidisciplinare di 25 ingegneri, ricercatori e tecnici, tra cui l’italiano Elvis Nava, cofondatore e Cto.

Nell’ultimo anno sono arrivati soldi dall’agenzia federale svizzera per l’innovazione ma anche l’attenzione del tech Usa, con la società selezionata per l’AWS Generative AI Accelerator, un programma che sostiene le startup che applicano l’AI avanzata a sfide reali.

“Siamo a un punto di svolta nella robotica, dove i sistemi basati sull’apprendimento incontrano i bisogni reali dell’industria”, afferma Stefan Weirich, cofondatore e CEO di mimic. “Rendiamo la destrezza scalabile, colmando il divario tra ciò che l’AI può fare in laboratorio e ciò di cui le fabbriche hanno realmente bisogno. L’Europa ha il talento, l’infrastruttura e la domanda, e noi stiamo costruendo l’azienda che riunisce tutto questo”.

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Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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