Borse ancora spaventate dall’AI, l’effetto Nvidia dura poche ore

jensen huang nvidia

L’effetto dei conti Nvidia è svanito dopo poche ore e le Borse mondiali continuano a pagare i dubbi sulla bolla dell’intelligenza artificiale.

Dopo la volatilità delle Borse americane e il crollo delle asiatiche sono in rosso anche i listini europei. Sono in calo il FTSE MIB (Leonardo su tutti, dopo il piano di pace inviato dagli Usa all’Ucraina) così come i listini francese e tedesco.

Ai conti di Nvidia hanno fatto seguito i dati sull’occupazione, e come al solito i mercati hanno inglobato tanto le paure sui titoli tecnologici quanto quelle sulle tendenze macro e sulle prossime decisioni della Fed.

I dati sull’occupazione statunitense recitano un  +119.000 posti di lavoro a settembre ma anche una salita del tasso di disoccupazione, complicando le decisioni della Federal Reserve, che intanto è attraversata da profonde divisioni tra falchi e colombe sulla necessità di un altro taglio dei tassi quest’anno.

Prima dei conti di Nvidia pubblicati mercoledì sera (da record, così come le sue ambizioni) avevamo parlato di ‘referendum’ sull’AI, e il risultato sembra negativo: se è vero che i numeri del gigante da 5.000 mld di dollari di capitalizzazione hanno impressionato anche gli scettici, dall’altra parte i dubbi su una più generale bolla dell’intelligenza artificiale non sono svaniti. Anzi.

Dopo Michael Burry, che ha addirittura de-registrato il suo fondo per allontanarsi dalle valutazioni esagerate dell’AI, anche un altro ‘profeta’ come Christopher Wood (che ha previsto la billa delle dotcom, quella del Giappone e quella Usa del 2008) ha avvertito sulla “corsa agli armamenti per il capex dell’AI”.

Secondo lui gli investitori stanno trascurando che quasi tutti i soldi guadagnati finora non vanno alle aziende che costruiscono prodotti di AI, ma a chi vende l’infrastruttura dietro di essi. Sono aziende come Nvidia, che producono semiconduttori e costruiscono data center, ad aver ottenuto veri profitti dal boom dell’AI. “Ma non mi è affatto chiaro chi farà soldi con tutto questo Capex”.

Insomma, Nvidia potrebbe aver attenuato le preoccupazioni su Nvidia stessa (ma ieri anche il suo titolo ha ceduto un 3% dopo un iniziale +5%), e non sull’AI. Risultato: questa potrebbe essere la peggior settimana delle Borse mondiali da aprile, in pieno allarme dazi. Il Nasdaq, ad esempio, è sceso di circa il 7% a novembre, il peggior mese da marzo, e tutti i titoli delle big tech hanno pagato le preoccupazione sul fatto che i loro investimenti in data center per l’AI siano eccessivi.

Per Gabriel Debach, market analyst di eToro, si tratta di un nuovo pullback, e si rimane comunque in un mercato rialzista che “ha assorbito turbolenze, dazi e incertezze geopolitiche. Le flessioni non hanno generato panico, ma opportunità di rientro”.

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Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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