La Generazione Z ha un messaggio per l’America: non ci fidiamo di voi. Un sondaggio di lunga durata condotto dalla Harvard Kennedy School, considerato da molti il “gold standard”, offre una conclusione inquietante. La 51ª edizione dell’Harvard Youth Poll evidenzia una generazione segnata da insicurezza economica, profonda ansia per il futuro e sfiducia corrosiva nelle istituzioni che dovrebbero aiutarla a prosperare. Per la Gen Z e i giovani millennials, l’instabilità non è una fase passeggera dell’età adulta, ma il principio organizzativo della vita quotidiana.
Secondo l’edizione autunnale del sondaggio, i giovani americani dichiarano che la loro vita e il loro futuro appaiono instabili. Molti vivono con ansia economica, fiducia in calo nelle istituzioni e legami sociali fragili. L’indagine, condotta su 2.040 giovani tra i 18 e i 29 anni, mostra un gruppo pessimista sulla direzione del Paese e scettico sul fatto che leader e istituzioni lavorino per loro.
Solo una piccola parte dei giovani pensa che gli Stati Uniti stiano andando nella giusta direzione. La maggioranza ritiene che il Paese sia sulla strada sbagliata o non sa proprio dove stia andando. Dietro questo pessimismo ci sono le finanze: oltre 4 giovani su 10 (43%) dichiarano di avere difficoltà economiche o una sicurezza limitata. I costi abitativi elevati, l’aumento dei prezzi e il debito studentesco hanno trasformato quella che un tempo era vista come fase di esplorazione in un periodo di costante emergenza finanziaria.
L’insicurezza economica attraversa anche i tradizionali confini politici e culturali. Sondaggi e analisti esterni osservano che l’ansia per arrivare a fine mese diventa un’esperienza rara di unione per i Gen Z, indipendentemente dal luogo in cui vivono o dalle loro idee politiche. Il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha confermato le difficoltà economiche dei giovani, dichiarando a settembre che “i ragazzi che escono dal college e i giovani, in particolare le minoranze, hanno difficoltà a trovare lavoro”.
Economia, lavoro e AI
L’insicurezza economica è centrale. Molti giovani temono di non far quadrare i conti, di non poter pagare l’affitto e di non trovare un lavoro stabile e significativo. A questa fragilità si aggiunge la paura che il futuro del lavoro stesso stia sfuggendo.
Molti vedono l’intelligenza artificiale non tanto come uno strumento, quanto come una minaccia imminente per il proprio lavoro e la carriera futura. Nel sondaggio, le preoccupazioni sull’impatto dell’AI sull’occupazione superano quelle sull’immigrazione e competono con ansie più tradizionali legate a commercio o regolamentazioni.
Questo rappresenta un’inversione netta rispetto allo schema generazionale usuale. I Gen Z americani sono spesso considerati ottimisti naturali e primi utilizzatori di nuove tecnologie, ma i dati Harvard mostrano che associano sempre più l’innovazione alla precarietà: orari instabili, licenziamenti algoritmici e lavori meno significativi. Per molti, la domanda non è più come la tecnologia possa creare opportunità, ma quanto tempo ci vorrà prima che renda il loro ruolo superfluo.
Fiducia nelle istituzioni e nella politica
Il sondaggio evidenzia come l’incertezza economica e tecnologica alimenti un più ampio crollo della fiducia nella vita pubblica. La fiducia in governo, partiti politici e media principali è bassa. Molti giovani vedono queste istituzioni come minacce al loro benessere, non come fonti di stabilità. Persino le istituzioni che ottengono risultati relativamente migliori, come le università, operano in un clima di scetticismo sui leader.
La fiducia nelle istituzioni principali tra i giovani Gen Z continua a erodersi. Università e immigrati sono percepiti più positivamente, mentre media, partiti politici e altre istituzioni chiave sono visti spesso come rischi. Trump e i principali partiti ricevono valutazioni basse dai giovani. Anche se i Democratici hanno un vantaggio per le elezioni del 2026, questo riflette più una riluttanza verso le alternative che un vero entusiasmo.
Trump, al suo secondo mandato, ottiene risultati scarsi tra i giovani, ma il sondaggio documenta opinioni “profondamente negative” su entrambi i principali partiti. Una pluralità di intervistati preferisce un Congresso controllato dai Democratici, ma questa scelta sembra più una rassegnazione che entusiasmo. In altre parole, la politica appare meno come strumento di cambiamento e più come un’arena dove nessuno è davvero dalla parte dei giovani.
Il sondaggio potrebbe avere un bias di sinistra, come riportato dall’Harvard Crimson, che ha sottolineato come abbia sovrastimato il sostegno al presidente democratico nelle elezioni del 2020 e del 2024. L’Harvard Youth Poll utilizza l’Ipsos Knowledge Panel, considerato di alta qualità e basato su probabilità, ma costruito su più anni. Può non cogliere dinamiche rapide, come lo spostamento verso Trump dei giovani maschi nel 2024. Anche così, questa edizione mostra una gioventù disillusa, indipendentemente dall’affiliazione politica.
Fiducia sociale, dibattito e vaccini
I ricercatori avvertono che la sfiducia si estende oltre le istituzioni al tessuto sociale stesso. Molti giovani evitano conversazioni politiche per paura di reazioni negative e dubitano che chi la pensa diversamente voglia davvero il meglio per il Paese. La connessione sociale è debole: i sondaggi precedenti mostrano che solo una minoranza si sente profondamente legata alla comunità. I nuovi dati suggeriscono che questa situazione tende a consolidarsi, non a migliorare.
La maggior parte dei giovani rifiuta la violenza politica, ma una minoranza significativa si dichiara condizionatamente aperta a essa. Questo atteggiamento è più legato a stress finanziario, sfiducia nelle istituzioni e alienazione sociale che all’estremismo ideologico. Questa minoranza ritiene che la violenza possa essere accettabile se il governo viola i diritti individuali. Il direttore del sondaggio, John Della Volpe, descrive l’instabilità come il filo conduttore quasi di tutte le risposte, sottolineando che una generazione cresciuta attraverso crisi continue ora mette apertamente in dubbio se democrazia ed economia possano davvero garantire il loro futuro.
Per questa storia, i giornalisti di Fortune hanno utilizzato l’AI generativa come strumento di ricerca. Un editor ha verificato l’accuratezza delle informazioni prima della pubblicazione.
Questa storia è stata originariamente pubblicata su Fortune.com
FOTO: Getty Images

