Un’Ipo di OpenAI nel 2026 sembra sempre più probabile: il Wall Street Journal ha riportato che l’azienda che ha creato ChatGpt potrebbe fare il suo ingresso in Borsa già quest’anno. Nello specifico la quotazione, molto probabilmente da record, arriverà tra ottobre e dicembre: l’azienda ne sta discutendo con diverse banche.
Quella alla quotazione sta diventando una corsa che si aggiunge a quella tecnologica, per le aziende di intelligenza artificiale. Quest’anno anche i rivali di Anthropic puntano a Wall Street, e se consideriamo i piani di SpaceX, il 2026 potrebbe diventare l’anno delle mega Ipo, come lo ha ribattezzato il New York Times recentemente.
Proprio in questi giorni The Information ha riportato come prima della quotazione Sam Altman, Ceo di OpenAI, sia impegnato a racimolare miliardi di capitale privato tra le Big Tech: ne arriverebbero almeno 60 tra Nvidia, Microsoft e, per la prima volta, Amazon, che starebbe costruendo con OpenAI un ruolo da finanziatore-fornitore molto simile a quello di Nvidia. Le cifre oscillano in base al tipo di accordi su chip, cloud e software che verranno stretti tra le aziende, ma si parla comunque di decine e decine di miliardi per il colosso di ecommerce e cloud guidato da Andy Jassy. Secondo il Wsj, Jassy e Altman sarebbero personalmente coinvolti nella trattativa, e in ballo ci sarebbero 50 mld di dollari.
Nel caso di OpenAI gli indizi sono, come spesso accade, le assunzioni: sono entrati manager di prima fascia per contabilità e relazioni con gli investitori. E la stessa cosa è accaduta anche in Anthhropic.
Questo non vuol dire, ricorda lo stesso Wsj, che una quotazione entro l’anno sia certa: le difficoltà sono tante. Dalla concorrenza di Google, che ha di fatto recuperato terreno sull’azienda che l’aveva lasciata indietro anni luce qualche anno fa, all’incognita Elon Musk, che in un procedimento legale vorrebbe ottenere un risarcimento da 134 mld di dollari.

