SpaceX, l’azienda aerospaziale di Elon Musk, ha acquisito xAI, la società di AI fondata dallo stesso Musk tre anni fa, attraverso un’operazione che integra le due imprese in un’unica entità con una valutazione dichiarata di ben 1.250 miliardi di dollari e piani per una storica IPO entro l’anno.
Musk, che ricopre il ruolo di CEO in entrambe le società e in Tesla, l’azienda di robotica e veicoli elettrici quotata in borsa, ha descritto la fusione come un passo per “formare il motore di innovazione verticalmente integrato più ambizioso sulla Terra (e fuori), con AI, razzi, internet satellitare, comunicazioni direct-to-mobile e la principale piattaforma al mondo per l’informazione in tempo reale e la libertà di parola”, come scritto in un post sul blog del sito di SpaceX.
Musk ha indicato il potenziale dei data center spaziali — infrastrutture di calcolo ad alta intensità energetica necessarie per alimentare i servizi di AI — come uno dei vantaggi più significativi dell’operazione, nonostante il concetto sia ancora tutto da dimostrare e ampiamente teorico. “La domanda globale di elettricità per l’AI non può essere soddisfatta con soluzioni terrestri, nemmeno nel breve termine”, ha scritto Musk nel post.
“Sfruttando direttamente l’energia solare quasi costante con costi operativi o di manutenzione minimi, questi satelliti trasformeranno la nostra capacità di scalare il calcolo computazionale”, ha aggiunto Musk.
Sebbene le prime indiscrezioni su un potenziale accordo fossero emerse la scorsa settimana, il valore stratosferico della transazione e la rapidità con cui si è conclusa hanno lasciato sbalorditi molti osservatori del settore, sottolineando le enormi aspettative che circondano l’AI, così come i timori di un mercato surriscaldato che potrebbe andare incontro a un ridimensionamento.
Secondo quanto riportato da Bloomberg, l’operazione tra SpaceX e xAI porterà a un enterprise value complessivo di 1.250 miliardi di dollari, con azioni xAI valutate 526,59 dollari ciascuna. Secondo quanto riferito, Musk starebbe definendo i termini per una IPO di SpaceX entro quest’anno che valuterebbe la società 800 miliardi di dollari, ponendo le basi per quella che potrebbe essere la più grande offerta pubblica iniziale di tutti i tempi.
I rappresentanti di SpaceX e xAI non hanno risposto immediatamente alle richieste di commento.
Musk ha una storia di commistione di asset
Musk, l’uomo più ricco del mondo, ha una storia documentata di intrecci tra gli interessi finanziari delle sue aziende. Nel 2015, Tesla acquisì Solar City, una società di energia solare fondata dai cugini di Musk e di cui lo stesso Musk era presidente del consiglio di amministrazione.
Nel marzo 2025, xAI ha acquisito X, la piattaforma social di proprietà di Musk precedentemente nota come Twitter, in un’operazione interamente in azioni da 33 miliardi di dollari. “Il futuro di xAI e quello di X sono intrecciati”, dichiarò Musk all’epoca.
Più di recente, proprio il mese scorso, Tesla ha sorpreso gli azionisti rivelando di aver investito 2 miliardi di dollari in xAI in cambio di un pacchetto di azioni privilegiate, nell’ambito di un round di finanziamento Series E da 20 miliardi di dollari per xAI. Tale investimento implica che gli azionisti Tesla possiedono ora azioni privilegiate di una società diventata sussidiaria di SpaceX, il che potrebbe sollevare interrogativi tra gli investitori sul ruolo di Tesla nel finanziare la crescita di xAI. Oltre all’investimento di 2 miliardi di dollari, Tesla ha reso noto di aver venduto a xAI sistemi e batterie di accumulo Megapack per un valore di 430 milioni di dollari nel 2025, a fronte di un costo di 285 milioni, a dimostrazione della natura circolare delle attività di Musk.
E Grok?
Musk ha fondato xAI nel 2023 con l’obiettivo dichiarato di creare una AI definita “alla ricerca della verità” e con una “vena ribelle”. Il chatbot Grok della società ha suscitato polemiche sin dal suo debutto, venendo recentemente bloccato in alcuni paesi per la generazione di immagini deepfake a sfondo sessuale.
Nel post di lunedì che annunciava la fusione di xAI con SpaceX, Musk non ha menzionato affatto Grok, concentrandosi invece sulla sua visione di espandere drasticamente le capacità tecnologiche dell’AI senza i vincoli imposti dalla Terra. “Voglio dire, lo spazio si chiama ‘spazio’ per un motivo”, ha scritto Musk, sottolineando il concetto con un’emoji che ride fino alle lacrime.
Musk ha affermato che, secondo le sue stime, nei prossimi due o tre anni il modo più economico per generare potenza di calcolo per l’AI sarà nello spazio e che le “aziende innovative” accelereranno rapidamente i propri traguardi.
“Le capacità che sbloccheremo rendendo i data center spaziali una realtà finanzieranno e permetteranno basi auto-sostenibili sulla Luna, un’intera civiltà su Marte e, infine, l’espansione nell’Universo”, ha concluso Musk.
Questo articolo è apparso originariamente su Fortune.com

