Due emendamenti nel Parlamento europeo, approvati a stragrande maggioranza, spianano la strada all’euro digitale ‘forte’ voluto dalla Bce, come aveva già fatto il Consiglio dell’Unione europea. Un risultato non scontato, considerato che lo stesso relatore del Ppe, Fernando Navarrete, aveva proposto una versione ‘annacquata’ della versione digitale del contante su cui la Banca centrale europea punta oltre un miliardo di euro.
Un risultato che da molti è stato festeggiato come una vittoria per la sovranità europea nel campo dei pagamenti: il progetto della Bce, sul lungo periodo, è proprio quello di aumentare l’indipendenza del continente dal duopolio americano Visa-Mastercard, che ha in mano le transazioni su carta, mentre player come Paypal dominano quelle online.
L’euro digitale e il rischio lentezza
Gli emendamenti, bipartisan, sono a prima firma di Pasquale Tridico, capodelegazione M5s a Strasburgo, e in sostanza stabiliscono che l’euro digitale (con le caratteristiche concepite dalla Bce) è “essenziale” per la sovranità. Inoltre accelerano un processo che a Strasburgo rischiava di rimanere incagliato: se il Parlamento quest’anno approverà il regolamento, dal 2027 partirà la fase pilota che, come ha spiegato in questa intervista su Fortune Italia Marco Pieroni, capo dell’unità dell’euro digitale di Banca d’Italia, durerà almeno un anno.
“Togliamo ogni scusa e pretesto che finora ha bloccato il varo dell’euro digitale. Oggi abbiamo dimostrato al Parlamento Europeo che c’è una chiara e solida maggioranza a favore”, ha affermato Tridico.
Marco Pieroni (Banca d’Italia): “Così costruiamo l’euro digitale”
Gli emendamenti
Un emendamento, il numero 40, “ricorda che la parità di accesso ai servizi di pagamento è essenziale per la partecipazione alla vita economica” e tra le altre cose “sottolinea che l’euro digitale online e offline dovrebbe contribuire a salvaguardare l’accesso universale ai pagamenti e l’ampia accettazione da parte degli esercenti in tutta l’UE”.
L’altro, il 41, “accoglie con favore le discussioni in corso sull’euro digitale” e sottolinea che “l’introduzione di un euro digitale, concepito per integrare i servizi bancari in contanti e privati, è essenziale per rafforzare la sovranità monetaria dell’UE, ridurre la frammentazione dei pagamenti al dettaglio e sostenere l’integrità e la resilienza del mercato unico”.
I due emendamenti sono stati approvati con 438 e 420 voti favorevoli, rispettivamente. Italiani compatti tranne Lega e Roberto Vannacci.
La lettera e il lobbying delle banche sull’euro digitale
Tireranno un respiro di sollievo gli accademici che a gennaio avevano chiesto al Parlamento, in una lettera, di non cedere alle pressioni delle lobby contro il progetto euro digitale, malvisto da diversi istituti di credito, soprattutto in Germania ma non solo: Bnp Paribas e Ing, oltre a Deutsche bank, sarebbero contrarie.
Le parole di Lagarde ala Parlamento Ue: “Voi avete le chiavi”
Un giorno prima della votazione degli emendamenti, Christine Lagarde ha ricordato “a quanti hanno detto” che sull’euro digitale l’Ue “è in ritardo, dico che la chiave è in mano vostra in termini di tempistiche”. La presidente della Banca centrale europea ha risposto così agli europarlamentari nel corso di un confronto all’Eurocamera. “Quindi vi imploro davvero: procedete con la proposta che la Commissione ha presentato, che è stata approvata dal Consiglio” e di cui “voi avete le chiavi”.
“C’è una cosa che vorrei dire con chiarezza. L’euro digitale in nessun modo vuole sostituire il contante“, sottolinea Lagarde. “Il contante è re, come ha detto qualcuno di voi. Ed è vero, e deve essere disponibile. Il corso legale su cui formerete un parere di fatto permetterà di rispettare questo principio”.
“Ma nello stesso senso, visto che il nostro mondo diventa più digitale, dobbiamo poter pagare in tutte le circostanze”. Lagarde ha fatto l’esempio degli acquisti a livello digitale, dove il contante non funziona.
“Ecco perché deve essere disponibile l’euro digitale”, che è “anche un modo per essere indipendenti” creando un “binario” di standard “sul quale possono viaggiare le valute e gli attivi finanziari”: in assenza dell’euro digitale, “rimarremo sui binari offerti da fornitori di servizi non europei. E questo non è indipendenza, questa non è sovranità europea”.
Lo stesso Pasquale Tridico, commentando l’approvazione, ha invitato Fernando Navarrete ad accelerare. Gli emendamenti costituiscono un “successo politico che non può essere ignorato e noi invitiamo il relatore del Ppe a prendere atto del voto del Parlamento Europeo e ad accelerare con l’approvazione del regolamento, proponendo emendamenti di compromesso che prevedano l’uso online e offline dell’euro digitale. Ulteriori ritardi e boicottaggi del provvedimento sono inaccettabili e sono contrari agli interessi dell’Unione europea e dei suoi cittadini”.

