Xplora Group è una piccola startup di Parma è in grado di rilevare i pericoli nascosti sottoterra attraverso i droni intelligenti.
Quando contattiamo Marco Pesci, l’ingegnere che ha fondato e che guida Xplora Group è impegnato in una dimostrazione con un’unità operativa dell’Esercito italiano. Sta mostrando, in particolare, come i droni intelligenti della sua azienda siano in grado di rilevare tunnel nel sottosuolo. Sicurezza e Difesa sono l’ambizione suprema della startup fondata a Parma nel 2023 da Pesci.
Una startup atipica: dopo due anni il margine delle applicazioni civili è già del 60%, il fatturato di 2 mln di euro, i collaboratori una trentina. Finora c’è stato un solo round pre-seed, nel 2023, da 1,4 mln di euro. Quest’anno ne arriverà un altro, più sostanzioso.
Oltre a rilevare mine sepolte o tunnel sotterranei, i droni di Xplora possono mappare sottoservizi e analizzare i terreni prima dell’inizio di un cantiere. Tra i clienti ci sono Iren, Tesla Italia, Telespazio, Pizzarotti, Leonardo, ma anche Carabinieri: il lavoro di Pesci (che ha gettato le basi della tecnologia con la sua tesi di laurea) è iniziato proprio dalle collaborazioni con la polizia giudiziaria.
È dagli utilizzi civili che deriva il 100% del fatturato dell’azienda, che Pesci reimpiega per crescere nel settore Difesa. Oltre alle sperimentazioni con le forze italiane, Xplora ha un dialogo avanzato con l’Esercito americano, con Taa (Technical assistance agreement) attivato per facilitare gli acquisti di prodotti Xplora.
Già nel 2024 Xplora ha stretto una partnership con l’americana Sierra Lobo per fornire droni antimine al governo degli Stati Uniti, e la tecnologia italiana è utilizzata anche in Iraq, a Bassora, dove in collaborazione con Al Waha Group sta automatizzando il rilevamento di mine e ordigni (“abbiamo già spedito i droni”, racconta Pesci), rendendo le operazioni di bonifica dei terreni più rapide e sicure.
I metodi manuali tradizionali, spiega il founder, di solito permettono di mettere in sicurezza 2 ettari al giorno, con tutti i rischi che ne conseguono per gli operatori umani che solitamente se ne occupano.
Ma quella della startup di Parma è anche una tecnologia che potrebbe essere usata in combattimento: il Ceo evidenzia come i conflitti moderni (ad esempio in Ucraina) abbiano aggiunto l’ambiente ipogeo (sotterraneo) alle tre dimensioni tradizionali (aria, terra, mare). La padronanza di questo dominio è cruciale per evitare vulnerabilità, per condurre azioni offensive e per sfruttare strategicamente le risorse sotterranee.
Con il mondo militare, ammette il Ceo, l’asticella si alza: in questo ambito servono analisi e identificazione delle minacce in tempo reale; nel civile sono accettabili tempi più lunghi per analisi più approfondite.
“Il business di Xplora è sempre in evoluzione: vorrei che fosse chiaro però che siamo un’azienda italiana (fiera di esserlo) a servizio del Paese”, dice Pesci, che insiste molto sul concetto: vuole mantenere in patria proprietà intellettuale, produzione, professionalità e catena di fornitura.
Xplora (che si occupa di hardware, software e firmware) ha già ricevuto e rifiutato proposte di acquisizione da attori esteri, racconta il Ceo. Un’azienda italiana in grado di risolvere (anche) problemi molto italiani.
A fine intervista chiediamo: cosa sarebbe successo se i vostri droni fossero stati usati a tempo debito a Niscemi, in Sicilia? “Avremmo potuto prevedere la frana con largo anticipo, identificando le aree a rischio con una precisione di 5–6 metri”, dice il Ceo.
L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di marzo 2026 (numero 2, anno 9)

