Caro carburanti, Lufthansa cancella 20.000 voli

lufthansa cherosene

Il blocco dello Stretto di Hormuz sta causando ripercussioni economiche negative in tutto il globo e alcuni settori, come quello aereo, stanno soffrendo più di altri a causa del rincaro dei carburanti. A questo proposito, Lufthansa, una delle compagnie più importanti del mondo, ha preso una decisione drastica per cercare di mitigare i costi: ha cancellato 20.000 voli a corto raggio (l’equivalente dell’1% dei posti-chilometro disponibili nelle sue offerte) previsti nel periodo che va da maggio a ottobre. Così facendo la società risparmierà 40.000 tonnellate di carburante, il cui prezzo è praticamente raddoppiato nelle scorse settimane.

“Seguendo questo approccio – fa sapere Lufthansa – il 20 aprile sono state implementate le prime 120 cancellazioni di voli giornalieri, valide fino alla fine di maggio, e i passeggeri interessati sono stati avvisati. La pianificazione delle rotte a medio termine per i prossimi mesi è in fase di revisione, tenendo conto della riduzione di capacità, e verrà pubblicata a fine aprile o inizio maggio. Questa includerà ottimizzazioni all’offerta a corto raggio per l’intera stagione estiva, garantendo così la stabilità degli orari per il periodo previsto dal piano voli”.

Lufthansa assicura poi che non ci saranno altre cancellazioni. Infatti, il Gruppo prevede “una fornitura di carburante sostanzialmente stabile. L’azienda sta adottando una serie di misure a tal fine, tra cui l’approvvigionamento fisico di jet fuel e la copertura dei rischi di prezzo”.

Infine, Lufthansa ci tiene a ribadire che questo passo non mina la volontà di consolidare le “reti europee all’interno delle sue compagnie aeree hub: Lufthansa Airlines, Swiss, Austrian Airlines, Brussels Airlines e Ita Airways“.

Non taglia solo Lufthansa

Come detto, il rincaro dei prezzi del carburante sta colpendo l’intero settore aereo e diverse compagnie hanno deciso di tagliare dei voli in questi mesi. Solo ad aprile, Sas ha cancellato 1.000 viaggi, mentre Klm ha annunciato che saranno annullate 160 partenze a maggio. Anche l’americana Delta Airlines ha deciso un taglio del 3,5% dei collegamenti meno redditizi con l’obiettivo di risparmiare un miliardo di dollari.

Il grido d’allarme lo lancia anche Michael O’Leary, Ceo di Ryanair, la compagnia più grande d’Europa, affermando che “le forniture sono sicure fino a maggio, oltre non si sa”.

Il piano dell’Unione europea

L’annuncio di Lufthansa è arrivato poche ore dopo che il Commissario Ue ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, nella conferenza stampa al termine della riunione informale dei ministri dei Trasporti dell’Ue, aveva dichiarato di non aspettarsi “cancellazioni diffuse nel settore aereo nelle prossime settimane o nei prossimi mesi”.

Dunque, una vera e propria smentita arrivata dopo un vertice che aveva posto l’accento sui problemi a cui il settore sta andando incontro e ad alcune delle mosse che l’Unione può fare per scongiurare il pericolo della mancanza di cherosene. Il primo obiettivo è quello di ridurre la dipendenza dal Medio Oriente, ricordando però che il 70% del jet fuel è prodotto in Ue e solo il 30% viene importato, di cui la metà proviene dai Paesi del Golfo. Una prima soluzione, secondo i ministri coinvolti, sarebbe quella di aumentare la percentuale di quello proveniente dagli Stati Uniti. Tra le alternative ‘tampone’ al vaglio della Commissione ci sarebbe il rilascio delle riserve strategiche energetiche e la possibilità di acquistare il cherosene in blocco, da usare come ‘fondo comune’.

Come si è mossa l’Italia

Nonostante il cessate il fuoco in corso tra Usa e Iran, il blocco dello Stretto di Hormuz prosegue, prolungando così la chiusura di uno dei canali commerciali più importanti del mondo. Per far fronte a questa situazione, l’Italia – nelle prime due settimane di aprile – ha registrato un’impennata di importazioni di cherosene da India, Spagna e Arabia Saudita per riuscire a coprire tutti i mesi estivi. Il ritmo – come riporta il ‘Corriere della Sera’ è stato di circa 105mila barili al giorno di jet fuel (dato più alto degli ultimi due anni). Tuttavia, questo non potrà continuare in queste settimane perché le scorte mondiali andranno pian piano a diminuire.

Poste Italiane Dic 25

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