Dal gasolio ai jet fuel, Eni “pronta a rispettare gli impegni con i clienti” nonostante la crisi

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Eni archivia il primo trimestre del 2026 con un Ebit proforma adjusted del trimestre di 3,54 miliardi con un utile netto rettificato che si attesta a 1,3 miliardi e ringrazia l’inizio del 2026 anche per la scoperta di giacimenti che valgono circa un miliardo di barili, dall’Angola all’Indonesia, dalla Libia (una buona notizia, in prospettiva, proprio per la domanda energetica italiana) alla Costa d’Avorio. 

E intanto la produzione di petrolio e gas vola con una crescita del 9% “trainata dall’entrata a regime di giacimenti in produzione in Africa occidentale e Norvegia, dagli avvii produttivi in Angola e grazie all’andamento regolare della base produttiva, con trascurabili impatti dalle interruzioni in Medio Oriente”, sottolinea Eni, i cui manager sottolineano come anche nello scenario complesso scatenato dalla guerra in Medio Oriente Eni “dalla benzina al gasolio fino al jet fuel è pronta a rispettare gli impegni con i clienti”. 

Eni, maxi scoperta di gas in Libia. Una parte andrà all’Italia

Ad affermarlo in conference call è stato Guido Brusco, Chief Operating Officer delle risorse naturali globali di Eni. Il manager definisce l’impatto del conflitto in Medioriente “marginale” sul gruppo “sia sulla produzione che sul free cash flow” vista “l’esposizione totale limitata sulla produzione, pari al 3%”. Quanto al gas naturale liquefatto “la diversificazione geografica – spiega – ci permette di affrontare la mancanza dei volumi dal Qatar”.  

Alla carenza di carburanti non ci sono alternative realmente pronte, ma sicuramente uno dei business alternativi su cui Eni punta di più subirà un’accelerata: “I biocarburanti sono una soluzione” in caso di problemi di carenza di prodotti energetici “ma la struttura produttiva è ancora giovane e ridotta”, Francesco Gattei, Chief transition and financial officer di Eni, che mette le sue aziende ‘satellite’ dedicate alla transizione tra i risultati positivi del trimestre.

“Ci aspettiamo che dopo questa crisi ci sarà una risposta con un utilizzo maggiore di biocarburanti, non solo come risposta in termini ambientali ma anche di potenziale diversificazione delle fonti per navi, aeroplani e automobili”, ha detto Gattei. 

Le previsioni di Eni

Per l’outlook 2026 Eni conferma le prospettive di crescita operativa sostenuta e di generazione di flussi di cassa, con una partecipazione significativa all’upside da parte degli azionisti. 

Sul fronte della remunerazione degli azionisti viene confermata la previsione dividendo 2026 pari a 1,1 euro per azione (in aumento del 5% rispetto al 2025). Sulla base della revisione dello scenario e dell’aggiornata previsione del Cffo, in linea con la politica di distribuzione, il 60% dell’upside rispetto al budget (che prevedeva un cash flow di 11,5 mld) – spiega la nota – sarà destinato alla remunerazione degli azionisti sotto forma di ulteriore buyback, fino a un prezzo del Brent pari a 90 value/barile; ciò si traduce in un piano di riacquisto di azioni proprie incrementato di circa il 90% a 2,8 mld, rispetto a una previsione iniziale di 1,5 mld; 

In caso di scenario superiore a 90 value/barile, o con un incremento superiore al 50% dei prezzi del gas o dei margini di raffinazione previsti, si legge in una nota, il 100% dell’upside del Cffo sarà distribuito come dividendo straordinario nell’ultimo trimestre. 

Eni prevede un piano di riacquisto di azioni proprie incrementato di circa il 90% a 2,8 miliardi, rispetto a una previsione iniziale di 1,5 miliardi. Lo sottolinea Eni in una nota. 

“La nostra nuova previsione di flusso di cassa di 13,8 miliardi, basata su una revisione del nostro scenario di riferimento per l’anno 2026, riflette questi fattori e si tradurrà in un rafforzamento del programma di riacquisto di azioni proprie a 2,8 mld, un incremento di circa 90% rispetto al piano iniziale”, ha detto Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, commentando i conti. 

“In un contesto di mercato caratterizzato da estrema volatilità, Eni continua a eseguire in modo coerente e rigoroso la propria strategia, con l’obiettivo di garantire al mercato e ai propri clienti energia sicura, economicamente sostenibile e a basso impatto carbonico”, sostiene Descalzi, sottolineando che “i risultati di questo trimestre evidenziano una performance e una solidità finanziaria fondamentali nel supportare gli investimenti nel nostro portafoglio di progetti geograficamente diversificati” 

Poste Italiane Dic 25

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