Dhl Express Italia: le nuove rotte del commercio globale

Dhl Express Italia

Tra geopolitica, AI e sostenibilità, le catene del valore si ridisegnano e la mobilità delle merci diventa sempre più flessibile e capillare. La lettura di Nazzarena Franco, Ceo di DHL Express Italia.

Le rotte delle merci stanno cambiando forma. Tensioni geopolitiche, nuovi poli economici e transizione digitale stanno trasformando la logistica globale e il modo in cui le imprese accedono ai mercati. Nazzarena Franco, Ceo di Dhl Express Italia, analizza questa evoluzione e le sfide che attendono le supply chain nei prossimi anni.

Il commercio internazionale sta attraversando una fase di profonda trasformazione geopolitica. In che modo questi cambiamenti stanno ridefinendo la mobilità delle merci?

Negli ultimi anni non abbiamo visto la fine della globalizzazione ma la sua evoluzione. Il Dhl Global Connectedness Report 2026 (Gcr 2026) mostra che i flussi internazionali restano solidi e che le merci percorrono distanze record: non si stanno accorciando le rotte, si stanno ridisegnando. Al tempo stesso, emerge una geografia multipolare degli scambi: accanto a Stati Uniti, Europa e Cina, stanno crescendo hub come India, Asean e America Latina. Oggi non è solo necessario avvicinare produzione e mercati ma costruire portafogli di opzioni: più fornitori, rotte, capacità di ridirigere i flussi quando serve.

La regionalizzazione è una leva importante ma non sostituisce i benefici dei collegamenti di lungo raggio: la flessibilità pesa più della chiusura. Sulla frammentazione geopolitica va mantenuto uno sguardo realistico: è vero, alcune relazioni si sono raffreddate ma lo spostamento effettivo dei flussi lontano dai partner ‘rivali’ resta limitato. In questo quadro, l’Italia ha un posizionamento distintivo: è 28esima su 180 Paesi per livello complessivo di connessione globale ed è settima al mondo per ampiezza geografica dei flussi.

Due terzi delle sue relazioni passano dall’Europa, ma l’impronta resta davvero globale. Guardando ai prossimi cinque-dieci anni, la mobilità delle merci sarà definita da reti sempre più capillari, capaci di connettere rapidamente nuovi corridoi e di riallinearsi al contesto.

La mobilità non riguarda più solo l’infrastruttura fisica, ma anche quella digitale. Quanto peseranno big data e AI nella pianificazione delle supply chain del futuro?

Rappresentano un ecosistema complesso di dati in cui l’infrastruttura digitale diventa strategica quanto quella fisica. La capacità di raccogliere, interpretare ed utilizzare i dati, nonché di integrare l’AI nei processi aziendali, è un presupposto fondamentale per operare sui mercati del presente e del futuro. Le merci non parlano e dobbiamo essere noi – che prendiamo in consegna i dati prima ancora che le spedizioni partano – in grado di gestirli secondo i massimi standard di cybersecurity, ottimizzare le nostre operazioni e soddisfare le aspettative dei clienti. Garantiamo un tracking in tempo reale delle spedizioni monitorando il loro percorso attraverso ben 30 checkpoint.

 In uno scenario caratterizzato da regionalizzazioni produttive e nuovi mercati emergenti, come si costruisce oggi una rete logistica capace di garantire resilienza e continuità?

Si fonda su tre pilastri: diversificazione geografica, flessibilità operativa e avanzate competenze in campo regolatorio. In questo periodo storico di ‘trade shift’, un partner logistico deve essere un abilitatore di business in grado di supportare le imprese nel cogliere le opportunità di crescita sui mercati esteri, superare le complessità delle normative internazionali e dei dazi doganali, nonché ridurre il time-to-market.

La rete Dhl Express, presente in oltre 220 Paesi e territori, permette di contare su soluzioni di diversificazione e backup operativo. Nel 2024 abbiamo gestito il 49% dell’export extra-Ue per via aerea espressa.

Il trasporto aereo merci resta centrale per l’export ad alto valore aggiunto. Come evolverà questo segmento?

La volatilità dei costi energetici è ormai una realtà e il suo impatto può essere rilevante. Molto dipenderà dall’andamento dei prezzi, dalla disponibilità dei carburanti sostenibili e dall’attuazione delle nuove normative europee.

Per gli operatori come Dhl Express, questo significa continuare a lavorare sull’efficienza della supply chain e accompagnare gradualmente la transizione energetica, mantenendo al tempo stesso collegamenti globali affidabili per le imprese.

Per le Pmi italiane, la mobilità delle merci è spesso un fattore critico di accesso ai mercati esteri. Quali strumenti e competenze saranno indispensabili?

Oggi tre elementi sono decisivi: conoscenza dei mercati, strumenti digitali e supporto specializzato. Per una Pmi conoscere il territorio in cui si vuole operare, consente di fare scelte consapevoli e a basso rischio. Allo stesso tempo, la digitalizzazione è la vera leva di democratizzazione dell’export per raggiungere clienti in ogni parte del mondo.

Infine, la differenza la fa chi ha il know-how: le Pmi non possono permettersi, da sole, di essere sempre aggiornate sulle normative. Con la nostra conoscenza approfondita dei mercati globali, le nostre soluzioni digitali integrate ed oltre 500 specialisti doganali, accompagniamo le imprese attraverso la complessità dello scenario attuale.

Guardando al medio termine, quale sarà il ruolo strategico dell’Italia nelle nuove mappe della mobilità europea e globale?

L’Italia vanta una posizione geografica unica nel Mediterraneo ed uno dei sistemi manifatturieri più avanzati d’Europa. La Lombardia da sola genera circa un quarto dell’export nazionale. Questo la rende uno dei veri motori industriali del continente.

La sfida del medio termine sarà trasformare questi vantaggi strutturali in capacità operative e connettività logistica realmente competitiva. Le nuove geografie del commercio moltiplicano il valore della nostra posizione geografica e la connettività sarà la valuta competitiva dei prossimi anni.

Decisivo sarà investire in infrastrutture e digitalizzazione, trasformandone la posizione geografica in valore economico concreto.

L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di aprile 2026 (numero 3, anno 9)

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