Gilberto Pichetto Fratin: “La biodiversità ha un’importanza strategica”

L’Italia punta sulla tutela dell’ambiente come motore di sviluppo e innovazione. Non più solo patrimonio da tutelare, ma infrastruttura che genera valore economico e rafforza la resilienza – di Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica.

Il capitale naturale è una priorità strategica delle politiche pubbliche italiane ed europee: non rappresenta soltanto un patrimonio da tutelare, ma una vera infrastruttura abilitante per la resilienza climatica, la stabilità territoriale e la competitività del sistema Paese.  

Il Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica è impegnato a guidare un approccio integrato che pone la biodiversità al centro delle strategie di sviluppo sostenibile, in coerenza con il quadro normativo nazionale ed europeo. Un approccio fondato su una visione pragmatica, capace di contemperare le diverse esigenze, senza mai perdere di vista l’obiettivo finale dell’interesse collettivo. 

Salvaguardare l’ambiente significa infatti generare benefici concreti e misurabili. Gli ecosistemi in buona salute forniscono servizi essenziali: regolano il ciclo delle acque, contribuiscono alla prevenzione del dissesto idrogeologico, sostengono le filiere produttive, migliorano la qualità della vita. È in questa prospettiva che la biodiversità diventa un fattore produttivo, capace di accompagnare la transizione ecologica e di rafforzare la crescita economica. 

Non a caso, la Commissione europea stima che in Italia la riqualificazione ecologica possa generare benefici per circa 2,4 mld di euro, a fronte di costi pari a 261 mln: un rapporto particolarmente favorevole anche rispetto alla media europea. L’Unione europea ha definito un indirizzo chiaro con la Strategia per la biodiversità al 2030 e con il Regolamento sul ripristino della natura, che prevede interventi su larga scala per la protezione e il recupero degli ecosistemi. L’Italia ha assunto questi obiettivi come riferimento operativo, attraverso la Strategia nazionale per la biodiversità al 2030 e la definizione del Piano nazionale di ripristino degli ecosistemi. 

In questo contesto, il rafforzamento del sistema delle aree protette rappresenta uno strumento essenziale.  

L’Italia valorizza e tutela i parchi nazionali e le aree marine protette, anche attraverso un percorso di aggiornamento della legge quadro n. 394 del 1991, con l’obiettivo di renderla sempre più adeguata alle nuove sfide ambientali e alle esigenze dei territori. L’obiettivo è contribuire in modo concreto al raggiungimento del target europeo del 30% di territorio e mare tutelati. Il quadro delle politiche nazionali si fonda su strumenti consolidati e in evoluzione. Il Rapporto sullo stato del capitale naturale consente di monitorare in modo sistematico gli ecosistemi e di integrare la contabilità ambientale nei processi decisionali pubblici. A questo si affiancano la Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile e il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, che rafforzano il legame tra tutela ambientale, sicurezza territoriale e sviluppo economico. 

Un ruolo centrale è assunto anche dagli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Nell’ambito del PNRR, il Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica ha promosso interventi significativi per la tutela della biodiversità e la qualità dell’ambiente. In particolare, il progetto MER – Marine Ecosystem Restoration e il programma di digitalizzazione dei parchi nazionali e delle aree marine protette stanno rafforzando in modo strutturale le attività di monitoraggio e gestione del territorio, grazie anche al contributo tecnico-scientifico dell’ISPRA e all’utilizzo di tecnologie avanzate. La conoscenza del capitale naturale, la sua misurazione e il monitoraggio rappresentano condizioni indispensabili per superare approcci frammentati e integrare pienamente la biodiversità nelle politiche pubbliche. 

In questo quadro si inserisce il ruolo strategico del National Biodiversity Future Center. NBFC rappresenta uno dei principali investimenti del PNRR in ambito scientifico e tecnologico sulla biodiversità: un’infrastruttura di ricerca che mette in rete le migliori competenze del Paese, promuovendo innovazione, trasferimento tecnologico e supporto alle decisioni pubbliche. Grazie al coordinamento del Consiglio nazionale delle ricerche e al coinvolgimento del sistema universitario, il Centro contribuisce a trasformare la conoscenza in uno strumento operativo per le politiche ambientali e industriali. Valorizzare il capitale naturale significa, dunque, rafforzare la sicurezza del territorio, migliorare la qualità della vita e creare nuove opportunità di sviluppo. Significa riconoscere che la biodiversità è parte integrante delle politiche economiche, industriali e infrastrutturali.  

La sfida che abbiamo di fronte richiede strumenti coerenti, capacità amministrativa e una visione di lungo periodo. Ma soprattutto richiede un cambio di paradigma: considerare la natura non come un vincolo, bensì come una risorsa strategica su cui costruire il futuro del Paese.    

Gilberto Pichetto Fratin, già senatore, è deputato e Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica nel Governo Meloni.

L’articolo originale è stato pubblicato sul numero speciale di Fortune Italia dedicato all’approccio One Health, in collaborazione con il National Biodiversity Future Center.

Poste Italiane Dic 25

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