Musk da record: SpaceX supera Amazon per capitalizzazione di mercato

Ipo SpaceX Musk

SpaceX, la società appena sbarcata in Borsa e quotata da appena tre giorni, ha già superato Amazon, azienda con 31 anni di storia, per capitalizzazione di mercato. Non solo: martedì mattina ha anche superato brevemente Microsoft.

Si tratta di un risultato notevole per una società che ha generato meno di un quarto dei ricavi di Amazon. Lo scorso anno, infatti, SpaceX ha registrato ricavi per 18,7 miliardi di dollari e una perdita di 4,9 miliardi, mentre Amazon ha realizzato un fatturato di 717 miliardi e un utile di 77,7 miliardi di dollari – un profitto superiore all’intero volume di vendite di SpaceX.

Con l’euforia dei mercati, il patrimonio di Elon Musk è salito a 1.270 miliardi di dollari, oltre tre volte la ricchezza di Larry Page, fermo a 314 miliardi e secondo nella classifica delle persone più ricche del mondo. Solo nella giornata di martedì Musk ha guadagnato circa 165 miliardi di dollari, più di quanto Warren Buffett abbia accumulato nell’intera carriera.

Il balzo di martedì è in parte legato all’acquisizione da parte di SpaceX di Cursor, società divenuta celebre per il “vibe coding”, per una cifra superiore a quanto l’azienda abbia speso in razzi nel corso della sua intera esistenza, secondo Eric Berger, uno dei maggiori esperti di SpaceX e senior space editor di Ars Technica.

Chi avesse acquistato le azioni al prezzo iniziale dell’IPO, pari a 135 dollari per azione, avrebbe ottenuto in tre giorni un rendimento superiore a quello registrato in tre anni di rally dell’intelligenza artificiale.

La domanda, quindi, resta aperta: SpaceX vale davvero più dell’ingegno complessivo espresso dall’intera corsa all’intelligenza artificiale? Oppure si tratta del suo apogeo, il punto più alto della traiettoria prima che la gravità riporti tutto verso il basso?

SpaceX: verso Marte o verso un precipizio?

Innanzitutto bisogna capire chi sta comprando il titolo. Gli investitori retail hanno investito su base netta 225 milioni di dollari in SpaceX nei primi due giorni di contrattazioni, una cifra sorprendente: rappresenta circa il 75% di tutti gli acquisti netti di singoli titoli registrati sul mercato nello stesso periodo, secondo Vanda Research.

Questa forte domanda da parte degli investitori al dettaglio si concentra però su una quantità limitata di azioni, pari a circa il 4% del capitale di SpaceX. Il resto dei titoli è soggetto a un periodo di lock-up di circa una settimana. Inoltre, in base alle regole di inclusione negli indici, i fondi passivi dovranno acquistare tra 22 e 27 miliardi di dollari di azioni Spcx per raggiungere il nuovo peso dell’azienda, ma sul mercato ci sono pochissimi titoli disponibili per la vendita.

Per capire la portata della domanda basta osservare il mercato delle opzioni, che ha iniziato a trattare il titolo martedì: circa 600.000 contratti sono passati di mano nella prima ora. Secondo i dati di Bloomberg, i trader stanno spendendo milioni di dollari in opzioni call con strike a 250 dollari, scommettendo che un titolo già salito del 62% in tre giorni possa guadagnare un ulteriore 20%.

Queste scommesse, inoltre, alimentano ulteriormente gli acquisti. Per coprire le opzioni vendute, i dealer sono costretti a comprare altre azioni Spcx man mano che il prezzo sale, in un contesto caratterizzato da un libro ordini quasi privo di offerte.

Si tratta di un meccanismo che ricorda da vicino quanto avvenuto nel 2021 con GameStop, motivo per cui Jim Cramer, pur dichiarandosi favorevole al titolo, lo ha definito un “meme stock” e ha ammesso di sentirsi a disagio nell’osservarne l’andamento. Anche durante la frenesia su GameStop del 2021, Cramer si mostrò scettico, avvertendo gli investitori retail che sarebbero stati loro a rimanere con il cerino in mano, previsione poi confermata dal crollo del titolo.

SpaceX, come GameStop, è ormai qualcosa di più di una semplice società di razzi. Musk ha incorporato xAI in SpaceX a febbraio, dopo aver già integrato X in xAI l’anno precedente. Con l’acquisizione di Cursor, il gruppo aggiunge anche uno strumento di programmazione basato sull’intelligenza artificiale che genera 3 miliardi di dollari di ricavi ed è diventato uno dei simboli del “vibe coding”.

Oggi, dunque, un’unica entità comprende razzi riutilizzabili, Starlink, un laboratorio avanzato di intelligenza artificiale, un social network e una startup di programmazione basata sull’IA. Musk sostiene che il gruppo “potrebbe arrivare approssimativamente” a 1.000 miliardi di dollari di ricavi entro il 2030.

Nel 2025 SpaceX ha generato 18,7 miliardi di dollari di fatturato, registrando però una perdita di 4,9 miliardi e ulteriori 4,28 miliardi di perdite soltanto nel primo trimestre.

I rialzisti, tuttavia, sembrano ignorare questi numeri. “Si tratta della quarta rivoluzione industriale“, ha dichiarato a Cnbc Dan Ives di Wedbush, uno dei principali analisti del settore tecnologico.

I ribassisti, invece, guardano ai risultati trimestrali. Cfra ha avviato la copertura del titolo con un giudizio “sell” e un target price di 115 dollari, pari a un taglio del 29% rispetto alla chiusura del primo giorno di contrattazioni. E anche gli investitori più ottimisti sanno che il tempo stringe: Steve Westly, ex membro del consiglio di amministrazione di Tesla, ha dichiarato a Cnbc che gli stessi investitori di SpaceX “diventeranno piuttosto nervosi dopo tre o quattro trimestri” se Musk non riuscirà a rispettare le proiezioni contenute nel prospetto di quotazione.

L’articolo originale è su Fortune.com

Poste Italiane Dic 25

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