Nonostante i numerosi e mediatici ordini di rientro in ufficio imposti negli ultimi anni da aziende come Amazon e JPMorgan Chase, l’estate 2026 sta dimostrando con chiarezza i vantaggi del lavoro da remoto. Ne è convinto Nicholas Bloom, economista della Stanford University e tra i massimi esperti mondiali di remote working, che studia questo fenomeno da oltre vent’anni.
Secondo Bloom, la combinazione di fattori come i Mondiali di calcio, le intense ondate di calore e l’aumento dei prezzi della benzina, dovuto anche al conflitto con l’Iran, sta spingendo sempre più lavoratori a evitare il pendolarismo e a preferire il lavoro da casa quando possibile.
La flessibilità del lavoro da remoto è ormai un valore acquisito
Proprio questa crescente richiesta di flessibilità ha rafforzato la convinzione di Bloom che il lavoro da remoto sia destinato a consolidarsi, nonostante le critiche di manager come Jamie Dimon, amministratore delegato di JPMorgan Chase.
“Non c’è assolutamente alcuna possibilità di tornare alla situazione del 2019 per quanto riguarda il lavoro da casa”, ha dichiarato Bloom a Fortune. “Il vaso di Pandora del lavoro da remoto è stato aperto e molte aziende stanno adottando in modo permanente il modello ibrido per professionisti e manager”.
Anche le aziende più scettiche stanno cambiando approccio
Persino alcune imprese tradizionalmente contrarie al lavoro da remoto stanno iniziando ad accogliere le richieste dei dipendenti.
Alla fine del mese scorso, il Financial Times ha riferito che JPMorgan e Goldman Sachs hanno temporaneamente consentito ai propri dipendenti di richiedere il lavoro da remoto nei giorni delle partite dei Mondiali FIFA 2026. Diverse gare del torneo, che si concluderà il 19 luglio, sono terminate poco prima della mezzanotte sulla costa orientale degli Stati Uniti, spesso in giorni lavorativi.
“Che si tratti di un evento meteorologico, di una manifestazione sportiva, di una protesta, di un disastro naturale o di una pandemia, il lavoro da casa rappresenta uno strumento di flessibilità che permette di evitare gli spostamenti”, ha aggiunto Bloom.
Il lavoro ibrido si è ormai stabilizzato negli Stati Uniti
Le dichiarazioni di Bloom trovano conferma anche nei dati. Un recente studio basato sulle rilevazioni del Census Bureaue analizzato dalla Federal Reserve Bank di Minneapolis mostra che il lavoro ibrido negli Stati Uniti ha raggiunto una fase di stabilizzazione.
Sebbene il ricorso al lavoro da remoto sia diminuito rispetto ai picchi registrati durante la pandemia, nel 2025 quasi il 22% dei lavoratori americani ha continuato a lavorare almeno in parte da casa: appena un punto percentuale in meno rispetto all’anno precedente.
Caldo record e caro carburante favoriscono il lavoro da casa
Oltre ai Mondiali, anche le temperature eccezionalmente elevate e l’aumento del costo del carburante stanno contribuendo a spingere molti lavoratori verso il lavoro da remoto.
Secondo la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), la temperatura media registrata negli Stati Uniti continentali nel mese di giugno è stata di 70,6 gradi Fahrenheit (circa 21,4 °C), superiore alla media del XX secolo. Alcune città, tra cui Washington D.C., hanno registrato temperature record durante il weekend della Festa dell’Indipendenza.
Con l’aumento costante delle temperature di luglio negli ultimi decenni, effetto del cambiamento climatico, il tragitto casa-lavoro è diventato sempre più difficile, soprattutto per chi si sposta in bicicletta, a piedi o con i mezzi pubblici.
Anche chi utilizza l’automobile deve fare i conti con l’aumento dei costi. La ripresa delle operazioni militari statunitensi contro l’Iran e la dichiarazione del presidente Donald Trump, secondo cui il cessate il fuoco sarebbe «finito», hanno riacceso i timori di un nuovo aumento dei prezzi dei carburanti.
Secondo AAA, il prezzo medio nazionale di un gallone di benzina regolare era di 3,84 dollari, sostanzialmente stabile rispetto alla settimana precedente, ma circa 70 centesimi in più rispetto ai 3,16 dollari registrati un anno fa.
Bloom stima che un pendolare americano con un tragitto medio di circa 30 miglia al giorno possa spendere tra 5 e 10 dollari in più al giorno quando il prezzo della benzina aumenta, creando così un ulteriore incentivo economico a lavorare da casa.
Il lavoro da remoto come strumento per garantire la produttività
Per Bloom, le aziende dovrebbero smettere di considerare il lavoro da remoto come un semplice beneficio concesso ai dipendenti e iniziare a vederlo come uno strumento per preservare la produttività anche in condizioni difficili.
Fenomeni come eventi climatici estremi, aumenti del costo del carburante o grandi manifestazioni sportive non devono necessariamente tradursi in una perdita di produttività o nel malcontento dei lavoratori: se possono collegarsi da casa, l’attività aziendale può proseguire senza particolari interruzioni.
Le nuove tecnologie renderanno il lavoro a distanza ancora più efficace
Bloom è inoltre convinto che le nuove tecnologie miglioreranno sensibilmente la qualità delle riunioni virtuali.
Tra gli esempi cita Noro, startup che sviluppa schermi per videoconferenze a grandezza naturale, progettati per rendere gli incontri da remoto più naturali rispetto a una tradizionale chiamata su Zoom e per aumentare il coinvolgimento dei partecipanti mostrando l’intero corpo.
“Quando puoi vedere il corpo intero di una persona, capisci subito se sta davvero prestando attenzione, perché non può contemporaneamente inviare e-mail, scrivere messaggi o guardare una partita durante la videocall», ha spiegato Bloom. «Se tutti sono realmente concentrati, invece di avere metà dei partecipanti impegnati in altre attività, la qualità delle riunioni online migliora enormemente”.
L’articolo originale è disponibile su Fortune.com.
