Teoresi Grand Tour è il primo film corporate italiano realizzato in virtual set

Per la prima volta un’azienda italiana ha realizzato un film in virtual set, come strumento di comunicazione interna e coinvolgimento dei dipendenti. È Teoresi Grand Tour, il film pensato e realizzato da Teoresi Group, società internazionale di ingegneria con sede a Torino. Mix di fiction e storytelling aziendale, il film vede protagonista Aurora, una viaggiatrice interdimensionale che esplora diverse città immaginarie ispirate alle sedi Teoresi. 

Attraverso incontri con i dipendenti e alcuni esperti di diverse discipline come Max Casacci e Veronica Barassi, Aurora dovrà superare delle prove per sbloccare il potenziale innovativo di queste città e poter proseguire il suo viaggio. Il film è nato dalla collaborazione con Prodea Group, che ospita a Torino uno dei due virtual set presenti in Italia. Con Beatrice Borgia, Chief Corporate Development Officer di Teoresi Group, abbiamo approfondito i dettagli di un progetto che rappresenta un precedente importante per il mondo corporate del nostro Paese. 

Beatrice Borgia, Chief Corporate Development Officer di Teoresi Group

Com’è nata l’idea di realizzare un film e qual è stata la risposta dei dipendenti?

L’idea nasce dalla volontà di Teoresi Group di sperimentare nuovi linguaggi per comunicare in modo innovativo la propria identità e i propri  valori e coinvolgere la popolazione aziendale. Il cinema era lo strumento giusto per raggiungere questo obiettivo: Teoresi Grand Tour nasce come alternativa ai più tradizionali film ‘corporate’ ed è il primo caso in Italia in cui il virtual set viene usato per un’azienda. Intrecciando elementi di fiction con lo storytelling del Gruppo, è stato possibile giungere a una rappresentazione creativa dei valori aziendali di Teoresi sul grande schermo.

Quanti sono i dipendenti coinvolti nel progetto?

In tutto sono quindici, tra cui gli executive e il presidente Valter Brasso. Inoltre Teoresi ha voluto includere l’intera popolazione aziendale nella fruizione collettiva del film organizzando proiezioni in sale cinematografiche a Torino, Milano, Modena, Napoli e Troy (Usa) e nelle altre principali sedi. Per i dipendenti è stata l’occasione di vivere un’esperienza collettiva originale, mentre chi si è ritrovato nel cast ha potuto mettersi in gioco, sperimentando il clima di collaborazione che caratterizza il set cinematografico.

Teoresi Grand Tour rappresenta un modo inedito di comunicare i valori aziendali. Quali obiettivi vi siete posti con questo progetto?

Oltre a sperimentare nuovi format per la comunicazione aziendale, l’obiettivo di questo progetto è stato trovare un modo nuovo per comunicare i valori del Gruppo. Il linguaggio cinematografico ha offerto a Teoresi la opportunità di raccontare in modo creativo la propria identità, sperimentando nuove tecnologie. Per questo motivo la scelta è ricaduta su uno strumento all’avanguardia come il virtual set e, per la stessa ragione, la collaborazione con Prodea Group (la media company specializzata in 3D e virtual reality che a Torino ha costruito i Prodea Led Studios) è stata molto interessante: Teoresi è sempre alla ricerca di aziende italiane e internazionali con cui creare sinergie e fare innovazione. 

Uno degli aspetti chiave del progetto, inoltre, è stato il coinvolgimento diretto dei dipendenti: questo ha reso l’iniziativa ancora più autentica e partecipativa, rafforzando il senso di appartenenza e di squadra. Teoresi Grand Tour, infatti, si inserisce in un percorso più ampio di engagement aziendale, che negli anni ha previsto workshop sulla diversity & inclusion, sull’uso etico della tecnologia e varie iniziative per migliorare il benessere aziendale.

L’AI e le nuove tecnologie stanno entrando anche nel cinema, come già successo in molti altri settori. Quale ruolo possono giocare in questa industria?

L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il cinema in diversi ambiti, offrendo opportunità ma anche sollevando sfide etiche e pratiche. Da un lato, l’AI può ridurre le barriere d’ingresso per i giovani registi, velocizzando il processo creativo e rendendo più accessibile la produzione cinematografica. Può anche essere impiegata per la creazione di effetti visivi avanzati, come nel recente film hollywoodiano Here, diretto da Robert Zemeckis, dove ha permesso il ringiovanimento digitale degli attori. Inoltre, gli strumenti di AI possono supportare la stesura della sceneggiatura e la fase di casting, ma anche ottimizzare le attività di post-produzione come il montaggio o l’editing del suono. 

Dall’altro lato, però, tutte le professioni coinvolte in questi processi hanno segnalato criticità e problematiche legate all’uso dell’AI nel cinema: tra le questioni cruciali emergono quelle legate al diritto d’autore e al rischio di sostituzione del lavoro umano. Per Teoresi, che lavora con tecnologie avanzate, il dibattito sul rapporto tra AI e umano è centrale: il Gruppo promuove un uso etico della tecnologia e concepisce l’intelligenza artificiale come uno strumento di supporto all’attività umana e mai come possibile sostituzione. Il dibattito su AI e cinema deve quindi essere affrontato con equilibrio, bilanciando innovazione e tutela delle professionalità coinvolte.

Una delle tecnologie che stanno trasformando il cinema è il virtual set, protagonista di ‘Teoresi Grand Tour’, il film che avete realizzato. Come funziona e come l’avete utilizzata nel vostro progetto?

Il virtual set è una delle tecnologie più innovative attualmente usate nel cinema contemporaneo: a differenza di un set tradizionale, utilizza schermi LED avanzati e ambienti digitali in 3D, permettendo di combinare scenografie reali e virtuali con grande fluidità. Teoresi Grand Tour, nello specifico, è stato prodotto nei Prodea Led Studios di Torino, uno dei due virtual set presenti in Italia e tra i più grandi in Europa. Qui, un sofisticato software gestisce 27 telecamere e sincronizza il sistema di tracciamento delle immagini con una telecamera virtuale, in modo da posizionare gli attori con coerenza nello spazio digitale. Un’integrazione AI aggiorna automaticamente il software, garantendo un workflow sempre ottimizzato. 

Teoresi ha utilizzato questa tecnologia per superare il rischio di immobilità che spesso caratterizza i film aziendali e per poter ricreare un’ambientazione che combinasse scenografie reali con elementi fantasy: grazie al virtual set è stato possibile, infatti, costruire per Teoresi Grand Tour ambientazioni immersive, valorizzando le esperienze e i progetti innovativi raccontati dagli esperti di Teoresi, ma anche creare una trama dinamica e fantasiosa. Questo progetto, che rappresenta una prima assoluta in Italia, porta il virtual set nel mondo della comunicazione aziendale. 

Quali sono state le principali sfide tecniche e creative nell’adattare questa tecnologia alla comunicazione aziendale?

Essendo la prima volta che questa tecnologia veniva utilizzata in Italia per uno storytelling aziendale, è stato fondamentale lavorare in sinergia con Prodea Led Studios e con il regista Paolo Gep Cucco: Teoresi Grand Tour ha beneficiato non solo dell’impegno e della collaborazione dei suoi dipendenti, ma anche delle competenze cinematografiche, artistiche e tecnologiche del team di Prodea. Questo ha permesso di realizzare un prodotto innovativo e immersivo integrando la presenza degli interpreti, le scenografie reali e gli sfondi digitali per ottenere un risultato coerente. Il controllo della luce e della fotografia è stato essenziale per dare al film un aspetto cinematografico, sfruttando al massimo la versatilità del virtual set per modificare ambientazioni, movimenti scenici e prospettive in tempo reale. 

A livello creativo, la difficoltà maggiore è stata tradurre i valori di Teoresi in una narrazione coinvolgente: per questo abbiamo adottato un’ambientazione di ispirazione steampunk e uno storytelling ibrido che mescola fiction e comunicazione aziendale. Infine, il film vede la partecipazione di diversi interpreti: la sola attrice professionista è Chiara Francese, nei panni di Aurora, una ‘viaggiatrice di multiversi’. Ma in Teoresi Grand Tour intervengono anche l’antropologa Veronica Barassi il musicista Max Casacci, oltre a manager e dipendenti di Teoresi, alla loro prima esperienza davanti alla macchina da presa. Coordinare queste diverse competenze è stata una sfida.

Dopo questa esperienza, pensate di continuare a investire su format di comunicazione immersivi? Quali altre sperimentazioni vedete nel futuro di Teoresi?

Testare linguaggi innovativi è parte integrante dell’approccio di Teoresi allo sviluppo tecnologico, al proprio storytelling e al coinvolgimento della popolazione aziendale. Un esempio è il progetto di restyling degli spazi aziendali che ha preso vita nel 2023: un murale a opera del collettivo di artisti Truly Design ha decorato i corridoi dell’headquarter di Torino con un’immagine anamorfica, illusione ottica per cui un’immagine viene proiettata sul piano in modo distorto e diventa riconoscibile solamente se osservata da un preciso punto di vista, che rappresenta i valori dell’azienda, ovvero lo sguardo e la visione d’insieme necessari per lavorare in team e contaminare saperi diversi per fare innovazione. 

Se guardiamo al futuro, il film di Teoresi evolverà in un progetto editoriale, Teoresi Grand Tour Book, un libro composto di tre parti: la prima spiegherà il significato della storia, presentandone i protagonisti e le scene principali; nella seconda il focus sarà sulle città e gli scenari futuristici presentati in Teoresi Grand Tour; la terza sarà dedicata al ‘backstage’, per ripercorrere le tappe e le sfide che hanno caratterizzato il progetto attraverso una raccolta di materiali scenici. A partire dal concept che ha ispirato Teoresi Grand Tour, ancora una volta l’obiettivo è trovare nuove narrazioni, non solo istituzionali, e provare tutti i canali e i linguaggi possibili per valorizzare le competenze delle persone che lavorano nel Gruppo. Guardando avanti, ci immaginiamo nuove sperimentazioni che possano combinare tecnologie immersive, realtà aumentata e virtuale, AI e interattività, per rendere la nostra comunicazione ancora più coinvolgente. Inoltre, il nostro impegno verso la sostenibilità ci spinge sempre più a ripensare gli eventi aziendali con un occhio all’impatto ambientale, senza però rinunciare alla condivisione.

Poste Italiane Dic 25

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