Il taglio del 20% alle risorse destinate al settore dell’agricoltura e l’accorpamento della Politica agricola comune (Pac) ai fondi di coesione previsti nel bilancio 2028-2034 proposto dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, hanno sollevato non poche polemiche.
La protesta degli agricoltori
Il passaggio dai 386 miliardi di euro previsti nel bilancio 2021-2027 ai 300 del nuovo piano dell’Ue ha destato un’immediata protesta che si è sviluppata da Place du Luxembourg (vicino al Parlamento europeo) fino alla sede della Commissione europea. La manifestazione ha coinvolto le principali associazioni di categoria, con le delegazioni più numerose provenienti da Francia, Polonia, Spagna, Portogallo, Ungheria e Italia.
A spingere in piazza gli agricoltori è stato anche l’annuncio dell’accorpamento della Politica agricola comune ai fondi di coesione, poiché – secondo loro – rischia di mettere in competizione tra loro diversi settori e potrebbe incidere sulla capacità di promuovere interventi mirati per lo sviluppo locale.
Le preoccupazioni degli agricoltori italiani
Secondo i vertici della Coldiretti del Piemonte questa manovra europea “mette in discussione il ruolo dell’agricoltura come presidio ambientale, economico e culturale. Ora tocca ai capi di Stato e di governo che dovranno interrompere il loro silenzio e fermare questa pericolosa deriva. La nostra mobilitazione resta forte e permanente, perché non ci rassegniamo a chi vuole togliere i soldi alle imprese agricole e al cibo sano per finanziare i carri armati e rovinare la salute dei consumatori, depotenziando un settore strategico per l’Europa e per l’Italia in particolare, come l’agricoltura e l’agroalimentare”.
Due anni di trattative in vista
Le associazioni del mondo dell’agricoltura sembrano compatte nel voler contrastare questo bilancio ed evitare che vengano prese misure dannose per il comparto. Ci sono quindi ancora due anni di tempo per i negoziati con l’Unione europea e trovare delle soluzioni in grado di mettere d’accordo tutte le parti coinvolte. Ettore Prandini, presidente della Coldiretti, ha già dichiarato che lavorerà “in modo assiduo” in tal senso, sottolineando che “gli agricoltori non chiedono privilegi, ma rispetto”.
Le voci fuori dal coro
A protestare per le risorse destinate alla Pac sono state anche Germania e Olanda, ma per motivi opposti: secondo questi due Paesi il bilancio è inaccettabile perché “troppo elevato”. Dunque, alla von der Leyen piovono critiche da ogni fronte e nessuno sembra veramente soddisfatto del bilancio presentato.
