Ue: il sistema bancario non integrato mina la competitività

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Negli ultimi dieci anni il sistema bancario europeo ha rafforzato la propria resilienza, ma il suo quadro istituzionale resta profondamente frammentato e la sua integrazione incompleta. È quanto emerso dall’ultimo report sullo stato dell’unione bancaria dell’Ue pubblicato dall’Associazione per i Mercati Finanziari in Europa.

La debole unione bancaria europea è uno dei fattori che compromettono la competitività dell’Ue, poiché se le banche potessero operare in maniera più efficace potrebbero avere un ruolo centrale nel finanziamento della transizione verde, nel sostegno ai mercati dei capitali e nel rafforzamento della resilienza economica.

I dazi interni stimati sono del 100%

Il Fondo Monetario Internazionale stima che la frammentazione e le numerose barriere ai servizi finanziari intra-Ue equivalgano a dazi interni del 100% sui propri servizi finanziari, più del doppio delle barriere intra-UE al commercio di beni con una tariffa equivalente al 44%. Si tratta di un ostacolo autoimposto che non fa altro che danneggiare la competitività dell’Unione.

475 miliardi di capitale e liquidità bloccati

Nel report si evidenzia che, a causa della mancanza di deroghe transfrontaliere, oltre 225 miliardi di euro di capitale e 250 miliardi di euro di liquidità sono bloccati nelle filiali dei gruppi bancari europei. La burocrazia normativa attuale scoraggia le banche dall’intraprendere operazioni transfrontaliere, poiché impedisce il trasferimento di risorse tra la casa madre e la filiale in periodi di stress. Limita inoltre visibilmente la portata e la competitività delle banche che operano nell’Ue.

Paletti più rigidi per le banche in Ue

Il Mrel (Minimum Requirement for Own Funds and Eligible Liabilities), ovvero il requisito minimo per i fondi propri e le passività ammissibili introdotto per assicurare il corretto funzionamento del bail-in, garantendo alle banche una capacità sufficiente di assorbimento delle perdite e di ricapitalizzazione è molto più pesante in Europa, poiché è pari al 28%, rispetto al 22% applicato dagli Usa. Ciò crea un ulteriore svantaggio che mina la competitività del nostro sistema.

Fusioni e acquisizioni: in Ue sono più lente del mondo

Le fusioni e acquisizioni nel settore bancario dell’UE – rileva il report – sono le più lente al mondo, con acquisizioni che richiedono in media 285 giorni, molto più lunghi rispetto agli Stati Uniti (219 giorni), ritardando il consolidamento e indebolendo l’efficienza del settore.

Poste Italiane Dic 25

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