Euro digitale: per Fabrick e Almaviva fino a 153 mln per sviluppare l’app. Nexi tra i fornitori

Dopo la scelta di Milano per presentare i primi risultati delle sperimentazioni sull’euro digitale e prima che il Consiglio direttivo Bce del 30 ottobre a Firenze ponga fine alla fase preparatoria del progetto (forse con qualche annuncio rilevante) arriva un’altra testimonianza dell’importanza dell’Italia nei progetti di Francoforte. Tra le aziende che costruiranno l’ecosistema dell’euro digitale ci sono tre italiane. La Bce ha annunciato che Almaviva e Fabrick (la società di Gruppo Sella attiva nell’open finance) lavoreranno allo sviluppo dell’app mobile e dell’infrastruttura tecnologica che permetteranno di fatto di utilizzare l’euro digitale. L’accordo quadro potrà arrivare ad avere un valore di 153 mln di euro.

Nexi collaborerà con la tedesca Giesecke+Devrient per i pagamenti offline – caratteristica fondamentale del corrispettivo digitale dell’euro che nascerà nel 2029.

Euro digitale vs stablecoin, la Bce corre e punta sui ‘pagamenti condizionati’

Tutte le aziende dell’euro digitale

Nel dettaglio, nell’ambito della fase di preparazione per l’euro digitale, la Banca centrale europea (BCE) ha selezionato i fornitori per cinque componenti digitali dell’euro e dei servizi correlati, come risultato dell’invito a presentare candidature pubblicata il 3 gennaio 2024.

I risultati del successivo bando di gara sono stati pubblicati il 2 ottobre, e includono l’elenco dei fornitori per le cinque componenti digitali dell’euro e i servizi connessi. I secondi classificati di ogni categoria, spiega la Bce, saranno contattati solo se necessario. Ecco i cinque pilastri tecnologici e i relativi fornitori:

  • Alias lookup (l’identificazione necessaria alle richieste di pagamento e la relativa ricerca dati): (1) Sapient GmbH & Tremend Software Consulting S.R.L., (2) equensWorldline
  • Gestione dei rischi e delle frodi: (1) Feedzai, (2) Capgemini Deutschland
  • Kit di sviluppo di app e software (SDK): (1) Almaviva SpA & Fabrick SpA, (2) Sapient GmbH & Tremend Software Consulting S.R.L
  • Soluzione offline: (1) Giesecke+Devrient (con cui collaboreranno l’italiana Nexi e Capgemini). Il secondo classificato “verrà annunciato a tempo debito”, dice la Bce.
  • Scambio sicuro di informazioni di pagamento: (1) Senacor FCS, (2) equensWorldline

Come sarà fatta l’app dell’euro digitale

Secondo quanto riporta Fabrick del Gruppo Sella, l’app sarà accessibile via smartphone, tablet o smartwatch, e “offrirà a tutti i cittadini dell’Ue un’esperienza uniforme e sicura per i pagamenti digitali”. L’app ufficiale dell’euro digitale sarà identica per tutti i Paesi dell’UE e potrà essere utilizzata per pagamenti elettronici in negozi fisici, online o tra privati.

Oltra a questa app ‘Eurosistema’, tra le caratteristiche principali dell’euro digitale ci sarà anche l’interoperabilità con i canali dei singoli istituti di credito. Secondo l’Eurosistema, insomma, il ‘wallet’ dovrà essere disponibile anche dalla propria app di mobile banking.

Fabrick e Almaviva dovranno anche realizzare l’infrastruttura, che sarà aperta e interoperabile grazie a SDK e API dedicate, che consentiranno ai Payment Service Provider europei di integrare in modo fluido i propri servizi con la piattaforma dell’Euro digitale. “Questo approccio garantirà una diffusione capillare della nuova valuta e abiliterà l’innovazione in tutta la filiera dei pagamenti, rafforzando l’autonomia tecnologica europea”, dicono da Fabrick.

Per quanto riguarda i pagamenti offline, anche Nexi avrà un ruolo fondamentale, occupandosi dell’integrazione nelle infrastrutture di pagamento esistenti, come nel caso dei dispositivi Pos.

Le tempistiche

La BCE deciderà di emettere l’euro digitale solo dopo l’adozione del regolamento relativo in sede europea, che non dovrebbe arrivare prima di metà del prossimo anno.

Una volta sciolti i nodi politici si procederà alla decisione del Consiglio direttivo sull’effettivo sviluppo dei componenti – o parti di essi. Per questo gli accordi quadro non comportano alcun pagamento, per ora, e “comprendono garanzie che consentano di adeguare il campo di applicazione in linea con le modifiche alla legislazione”, dice la Bce.

La durata iniziale del contratto, aggiudicato ad Almaviva e Fabrick in raggruppamento temporaneo d’impresa, “attraverso un bando riservato alle imprese europee, è di 4 anni, con possibilità di proroghe fino a 10 anni”, si legge in una nota. Diventano allora fondamentali i via libera politici per rispettare le stime della Bce su un rilascio nella prima metà del 2029, ovvero due anni e mezzo dopo l’approvazione del regolamento.

In ogni caso, da quanto apprende Fortune Italia, c’è la possibilità che il rilascio dell’euro digitale e del suo ecosistema avvenga prima della fine dell’accordo quadro. 

I primi due anni dell’accordo, in ogni caso, saranno dedicati allo sviluppo del ‘digital Euro’ e al rilascio graduale dei vari casi d’uso; nei due anni successivi si completerà lo sviluppo e si garantirà una fase di esercizio stabile. “Eventuali proroghe consentiranno di completare tutte le funzionalità, accompagnare la crescita degli utenti e assicurare supporto e manutenzione. Il valore massimo dell’accordo quadro è di circa 153 milioni di euro”.

Poste Italiane Dic 25

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